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Tragedia Mecnavi/2. Matteucci: "Ricordare è un obbligo morale"

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lunedì 12 marzo 2007

“Nessuno deve provare minimamente fastidio, per il fatto che ogni anno a Ravenna ricordiamo i morti dell’Elisabetta Montanari. Non c’è possibilità di rimozione, in questa storia. A noi, anzi, resta come dono paradossale soltanto la possibilità di continuare a comprendere le ragioni di quell’accadimento. È un obbligo morale ricordare quei tredici operai morti. E ricordare con loro tutti quelli che ogni anno perdono la vita sui luoghi di lavoro”. Con queste parole il sindaco Fabrizio Matteucci rende omaggio alle vittime della Mecnavi e a tutte le morti sul lavoro.

Nel ventennale dalla tragedia, sul palco del teatro Alighieri, domani mattina, il sindaco di Ravenna - insieme al ministro del Lavoro Cesare Damiano, ai segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil, al presidente della provincia Francesco Giangrandi e al presidente della Regione Vasco Errani - prenderà parte al convegno sul più grave incidente sul lavoro dal Dopoguerra.

“È nostro dovere - spiega il primo cittadino di Ravenna - rammentare anche lo sconcerto della nostra città, e persino il senso di vergogna per quel che era successo. Ma noi oggi siamo qui anche per riflettere su quel “Mai Più”, stampato sullo striscione dell’enorme corteo che il giorno dopo si è riversato nelle strade della città. Dobbiamo riflettere perché quel “Mai Più” è ancora, purtroppo, un traguardo da raggiungere. Proprio per questo, è nostro dovere richiamare alla memoria anche la morte del 22enne Luca Vertullo che nel settembre dello scorso anno è stato vittima di un incidente nel porto di Ravenna. È importante ricordare questo episodio recente e con esso tutte le morti sul lavoro, proprio nella misura in cui sappiamo bene che molto è cambiato dal 13 marzo dell’87. Perché quella giornata, che è stata come un incubo, ha avuto come conseguenza di risvegliarci, di farci prendere provvedimenti in materia di sicurezza. E abbiamo fatto molto, tutti, in questi 20 anni. Con la funzione insostituibile dei sindacati. Moltissimi passi in avanti ci fanno dire che oggi le cose non sono come allora. Ma sul lavoro si muore ancora”.

Il sindaco Matteucci invoca poi uno sviluppo diverso che tenga conto di tutti i fattori: “Quando invochiamo uno sviluppo di qualità, non ci dobbiamo riferire solo all’ambiente. Una comunità giustamente esigente, come è quella ravennate, lo deve essere soprattutto sul rispetto delle regole in materia di sicurezza sul lavoro. Il disegno di legge delega sulla sicurezza - approvato in febbraio dal consiglio dei ministri - mi sembra un passo importante verso la realizzazione di un testo unico in sinergia con i sindacati. E sono lieto che il disegno di legge intenda applicare la normativa in materia di sicurezza a tutti i settori e lavoratori, indipendentemente dal rapporto di lavoro. Quindi anche per i lavoratori atipici. Così come sono sollevato per l’inserimento nella Finanziaria dell’obbligo di registrazione del lavoratore antecedente al primo giorno di lavoro. In cui, guarda caso, avvengono prevalentemente incidenti e infortuni. Il fatto poi che nel primo pacchetto Bersani sia stato inserito l’obbligo di chiusura per i cantieri in cui il lavoro nero supera il 20% della manodopera, è un segnale importante. Che ha giustamente portato alla chiusura di quasi 600 cantieri. A dimostrazione che il lavoro nero è diffuso. Molto diffuso. Lavoro nero e precarietà lavorativa sono i primi nemici della sicurezza”.