Stepra

Federagenti: "Le tasse portuali un freno alla ripresa"

E-mail Stampa PDF

Piccoli segnali di ripresa per lo shipping italiano iniziano a vedersi, ma c'è l'incognita tasse. Lo dichiara Federagenti. Commenta Filippo Gallo, Presidente Federagenti: «Negli ultimi tempi si notano alcuni piccoli segnali di ripresa, fra cui l'aumento del volume degli scambi commerciali internazionali che ha visto in giugno un +2,5%.

La situazione rimane comunque molto difficile: la riduzione della movimentazione dei porti ha toccato punte del 50% per le rinfuse, 20% per i ro-ro e merci varie, 18% per i containers e 2% per il traffico crocieristico. In questo contesto l'aumento della tassa d'ancoraggio, potrebbe portare nell'anno in corso un carico fiscale aggiuntivo di circa il 12-15% e addirittura di oltre il 40-45% nei prossimi tre anni. La situazione appare eccessivamente penalizzante e per questo Federagenti ha scritto ai ministri Altero Matteoli e Giulio Tremonti chiedendo di fermare il decreto e di dilazionare la procedura di incremento delle tassa di ancoraggio per almeno due anni. L'aumento di tale tassa, infatti, aggrava ulteriormente i già alti costi degli scali italiani ed appare un onere difficilmente sopportabile. Una tale situazione, infatti, può dirottare gli armatori verso i porti europei che per dotazione strutturale, snellimento burocratico e servizi, sottraggono già oggi traffico a quelli italiani».