La Piallassa del Piombone pronta al recupero ambientale. Con quest'area, dove convive un delicato ecosistema che deve tenere conto della presenza produttiva, troverà sistemazione anche il comparto del Marchesato e della Fabbrica Vecchia.
Entro la fine dell'anno l'Autorità portuale avvierà l'appalto dei lavori per l'approfondimento dei fondali del Canale Piombone a -9,40 metri e il risanamento ambientale. Il valore complessivo degli appalti è di 32 milioni, già con copertura finanziaria. Il primo appalto, per un investimento di circa 23 milioni, oltre all'approfondimento del canale, prevede la creazione di un sistema fognario oggi non esistente, condizione fondamentale per il ripristino ed il mantenimemo futuro della qualità delle acque. Gli interventi previsti sono finalizzati alla sistemazione dell'area destinata a ‘zona ambientale', attraverso misure per il ripristino di una buona circolazione delle acque per il recupero della qualità dell'ambiente. Insieme a questo, che riguarda l'area sottoposta a vincolo ambientale, sarà possibile attuare le previsioni di Prg portuale, con l'approfondimento del canale e il potenziamento della zona portuale. «Questo consentirà di recuperare la qualità dell'ambiente idrico - commenta l'Autorità portuale - di una ampia area, soggetta a vincolo paesaggistico, che ha visto negli anni un progressivo degrado della propria ricchezza ambientale e paesaggistica».
LA SOLUZIONE progettuale adottata prevede la separazione fra le due aree attraverso un argine naturale - che sarà realizzato utilizzando il materiale proveniente dall'escavo del Canale - e la creazione di una serie di canali necessari per favorire l'afflusso di acque provenienti dal mare. «Si ripristinerà così, grazie ad un ricircolo idrico forzato, oggi del tutto scomparso, l'antica funzione della pialassa, isolando al contempo il sito naturalistico dall'area portuale». Con i ribassi d'asta dei due appalti si procederà alla ristrutturazione del complesso storico monumentale della Fabbrica Vecchia e del Marchesato, sulla base dall'Accordo di programma fra Comune e Autorità Portuale del 2003.
RESTA da definire la vicenda della cassa di colmata. Dopo lo sversamento di materiale proveniente dall'escavo dei fondali e il successivo ripristino del grande ‘contenitore', l'Autorità portuale attende il via libera per poterla riutilizzare. Si tratta di una cassa di colmata indispensabile per proseguire nei lavori di approfondimento: gli altri siti di stoccaggio si stanno esaurendo e quindi a breve il suo impiego diverrà indispensabile.
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