"Il porto ( inteso a 360° - Terminal, compagnia portuale, lavoratori, servizi di ormeggio, rimorchio e sicurezza - imprese private - proprietà pubbliche ecc...) è un patrimonio della città, della Provincia e della Regione - commneta Danilo Morini, segretario della Filt Cgil.
È e deve essere occasione di sviluppo e volano economico, generatore di lavoro tutelato e di qualità per tutta la comunità. Questa, per me, è l'ottica con cui approcciare il tema anche e soprattutto durante una fase critica come l'attuale.
1) Durante la crisi quindi occorre:
a. Non abbassare la guardia sul tema sicurezza;
b. Mantenere ancorate il più possibile le professionalità ed il lavoro. La situazione sta diventando preoccupante e potrebbe scivolare sul drammatico. C'è già in atto una forte riduzione delle giornate lavorative (che per i precari significa perdita del lavoro), una riduzione stipendiale, un forte ricorso agli ammortizzatori sociali. E questo, nonostante un diffuso senso di responsabilità manifestato da molti soggetti imprenditoriali interessati.
c. Mantenere fermi gli investimenti diretti (approfondimento canale, interventi in banchina ecc..) e l'adeguamento infrastrutturale (retroporto, ferrovia, viabilità consona ai traffici - E55 - sovrappasso ecc...) per risultare all'altezza delle necessità merceologiche e di trasporto che si presenteranno con la ripresa e che caratterizzeranno il futuro ed anche per realizzare lavoro ed indotto economico in questa fase delicata.
d. Cogliere le opportunità di ripresa che, in questa fase, possono manifestarsi relativamente all'area portuale, in un'ottica di consolidamento e sviluppo imprenditoriale e non di mera concorrenza con pericolose rincorse al ribasso. Serve un'azione sinergica di tutti i soggetti imprenditoriali.
e. Promuovere ciò che in altri campi viene definito come qualità e ricerca. In ambito portuale ciò può tradursi anche in marketing - ricerca di opportunità - vendita del prodotto "Porto di Ravenna" coi suoi servizi, la sua recettività, e non fossilizzarsi nell'attesa di tempi migliori.
f. Cercare di leggere "oltre la siepe" cercando di immaginare le necessità che si proporranno, dal punto di vista merceologico, aprendosi anche a prodotti oggi non trattati e tentando di bilanciare le cadute di traffico di materiali ormai "maturi" e per i quali si stima una strutturale riduzione (come ad esempio l'argilla e i materiali per il distretto ceramico e per l'edilizia, i fertilizzanti, i materiali ferrosi ecc.).
2) In questo momento critico, positive opportunità quali la cittadella della nautica ed il porto turistico/croceristico di Porto Corsini, vanno coltivate e realizzate rapidamente, con l'apporto di tutti gli attori interessati, a partire dalle istituzioni pubbliche. Pur comprendendo che non rappresentano esaustivamente gli interventi che riteniamo necessari, sono occasioni di sviluppo economico e commerciale (lavoro e sviluppo nell'ambito turistico) da non perdere.
3) A livello nazionale, in questi giorni, è inoltre aperta una di discussione (sia in 8° commissione al senato che alla camera) relativamente alla realizzazione della riforma della legge 84/94 sulla portualità. Sui testi finora prodotti, il sindacato unitariamente, ha espresso un giudizio generale fortemente critico e di assoluta inaccettabilità per quanto riguarda gli interventi diretti sul lavoro. Come FILT CGIL sosteniamo che:
a. Non sono presenti strumenti di regolamentazione chiari per le imprese e si indebolisce il ruolo di soggetto regolatore dell'Autorità Portuale.
b. Non sono previsti percorsi per efficaci livelli di pianificazione e di realizzazione di infrastrutture. Servirebbe invece il cogente coinvolgimento delle istituzioni coinvolte ( Autority di Bacino ?) dall'interesse generale dell'area portuale (Regione o Regioni a seconda del territorio coinvolto, Provincie, Comuni) con obiettivi di governance e scelte di sistema.
c. Manca una regia degli interventi a vario titolo (procedure, atti, controlli, verifiche ecc..) svolti oggi da diversi soggetti, che dovrebbero essere più semplicemente allocati o coordinati in Autorità Portuale.
d. Infine, i testi finora presentati, determinerebbero una frammentazione delle imprese e una precarizzazione e deregolamentazione del lavoro che eliminerebbe tutele e metterebbe a rischio i livelli normativi, economici e di sicurezza raggiunti. Infatti, le modifiche di cui si parla, inducono ad un sistema di appalti generalizzato, su tutto il ciclo nave/banchina, ad una polverizzazione delle imprese interessate che minerebbero i livelli di sicurezza, di tutele e di legalità faticosamente conquistati.
L' insieme delle questioni affrontate, per l'assoluta peculiarità che rappresentano per il nostro territorio e per il sistema paese (es:la riforma della portualità), impegna fortemente tutti i soggetti che sono chiamati ad affrontarle (Regione, Provincia , Comuni, Autorità Portuale, parlamentari locali,sistema delle imprese, compagnia portuale, sindacati ecc...) per non disperdere un patrimonio collettivo e per realizzare quanto necessario, anche nei confronti del Governo e del Parlamento, per la sua salvaguardia e il suo rilancio".
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