La situazione è preoccupante. Come reagire?
"Non abbassare la guardia sul tema sicurezza. Mantenere ancorate il più possibile le professionalità ed il lavoro. La situazione sta diventando preoccupante e potrebbe scivolare sul drammatico. C'è giàin atto una forte riduzione delle giornate lavorative (che per i precari significa perdita del lavoro), una riduzione stipendiale, un forte ricorso agli ammortizzatori sociali. E questo, nonostante un diffuso senso di responsabilità manifestato da molti soggetti imprenditoriali interessati. Mantenere fermi gli investimenti diretti (approfondimento canale, interventi in banchina ecc..) e l'adeguamento infrastrutturale (retroporto, ferrovia, viabilità consona ai traffici - E55 - sovrappasso ecc...) per risultare all'altezza delle necessità merceologiche e di trasporto che si presenteranno con la ripresa e che caratterizzeranno il futuro ed anche per realizzare lavoro ed indotto economico in questa fase delicata".
La ripresa è lontana?
"Sarà importante cogliere le opportunità di ripresa che, in questa fase, possono manifestarsi relativamente all'area portuale, in un'ottica di consolidamento e sviluppo imprenditoriale e non di mera concorrenza con pericolose rincorse al ribasso. Serve un'azione sinergica di tutti i soggetti imprenditoriali. E' necessario promuovere ciò che in altri campi viene definito come qualità e ricerca. In ambito portuale ciò può tradursi anche in marketing - ricerca di opportunità - vendita del prodotto "Porto di Ravenna" coi suoi servizi, la sua recettività, e non fossilizzarsi nell'attesa di tempi migliori. Cercare di leggere "oltre la siepe" cercando di immaginare le necessità che si proporranno, dal punto di vista merceologico, aprendosi anche a prodotti oggi non trattati e tentando di bilanciare le cadute di traffico di materiali ormai "maturi" e per i quali si stima una strutturale riduzione (come ad esempio l'argilla e i materiali per il distretto ceramico e per l'edilizia, i fertilizzanti, i materiali ferrosi ecc.)".
Che ruolo possono giocare la cittadella della nautica e il terminal crociere?
In questo momento critico, positive opportunità quali la cittadella della nautica ed il porto turistico/croceristico di Porto Corsini, vanno coltivate e realizzate rapidamente, con l'apporto di tutti gli attori interessati, a partire dalle istituzioni pubbliche. Pur comprendendo che non rappresentano esaustivamente gli interventi che riteniamo necessari, sono occasioni di sviluppo economico e commerciale (lavoro e sviluppo nell'ambito turistico) da non perdere.
E' in discussione la nuova legge sui porti? La vostra posizione?
"A livello nazionale, in questi giorni, è inoltre aperta una di discussione (sia in 8° commissione al senato che alla camera) relativamente alla realizzazione della riforma della legge 84/94sulla portualità. Sui testi finora prodotti, il sindacato unitariamente, ha espresso un giudizio generale fortemente critico e di assoluta inaccettabilità per quanto riguarda gli interventi diretti sul lavoro. Come FILT CGIL sosteniamo che: Non sono presenti strumenti di regolamentazione chiari per le imprese e si indebolisce il ruolo di soggetto regolatore dell'Autorità Portuale. Non sono previsti percorsi per efficaci livelli di pianificazione e di realizzazione di infrastrutture. Servirebbe invece il cogente coinvolgimento delle istituzioni coinvolte ( Autority di Bacino ?) dall'interesse generale dell'area portuale (Regione o Regioni a seconda del territorio coinvolto, Provincie, Comuni) con obiettivi di governance e scelte di sistema. Manca una regia degli interventi a vario titolo (procedure, atti, controlli, verifiche ecc..) svolti oggi da diversi soggetti, che dovrebbero essere più semplicemente allocati o coordinati in Autorità Portuale. Infine, i testi finora presentati, determinerebbero una frammentazione delle imprese e una precarizzazione e deregolamentazione del lavoro che eliminerebbe tutele e metterebbe a rischio i livelli normativi, economici e di sicurezza raggiunti. Infatti, le modifiche di cui si parla, inducono ad un sistema di appalti generalizzato, su tutto il ciclo nave/banchina, ad una polverizzazione delle imprese interessate che minerebbero i livelli di sicurezza, di tutele e di legalità faticosamente conquistati.
L' insieme delle questioni affrontate, per l'assoluta peculiarità che rappresentano per il nostro territorio e per il sistema paese (es:la riforma della portualità), impegna fortemente tutti i soggetti che sono chiamati ad affrontarle (Regione, Provincia , Comuni, Autorità Portuale, parlamentari locali,sistema delle imprese, compagnia portuale, sindacati ecc...) per non disperdere un patrimonio collettivo e per realizzare quanto necessario, anche nei confronti del Governo e del Parlamento, per la sua salvaguardia e il suo rilancio".
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