Riattivazione dell'iter di approvazione della legge di riforma per i porti ferma al Senato, istituzione di una cabina di regia nazionale
per i progetti intergrati, immediata modifica dell'emendamento al Decreto Milleproroghe sulle tasse portuali e accoglimento delle
proposte del cluster marittimo-portuale sottoposte al Ministro Matteoli - queste le necessità impellenti per la portualità secondo
Assoporti.
"L'attuale crisi - dice Assoporti - ha avuto notevoli riflessi sul sistema portuale e logistico del Paese. Lo scenario è variegato e in continua mutazione con cambiamenti che influiscono anche sulle scelte degli operatori, per fronteggiare i sempre minori ricavi rispetto ai maggiori costi.
Per questo motivo, Assoporti ha ritenuto necessario approvare un documento che focalizza le priorità e le strategie necessarie a dare
nuova energia ai porti, per garantire la competitività. L'attivazione, anzitutto, di una cabina di regia per l'avvio di progetti logistici integrati non è più procrastinabile. La stessa si può realizzare mediante Accordi di programma con il coinvolgimento di tutti gli enti interessati, partenariati con privati e senza sovrapposizioni di ruoli. Questi progetti riguardano: la portualità, le connessioni ferroviarie, stradali e anche (ove possibile) di navigazione interna e possono
essere riferiti alle "Multi-port gateway region" - archi dell'Alto tirreno e Alto Adriatico - all'insieme dei porti che trattano principalmente traffici di transhipment, ai porti capolinea e situati ungo i Corridoi trans europei (Corridoi tirrenico, adriatico e Corridoio VIII) ed alle interconnessioni tra quei Corridoi.
Assoporti rinnova la richiesta che sembrava già accolta dal Ministro Matteoli nell'ottobre scorso. Risultano di primaria importanza, inoltre:
l'autonomia finanziaria delle A.P., in funzione sia della ealizzazione delle opere portuali, sia per il co-finanziamento di infrastrutture di raccordo tra i porti e le reti di rilevanza azionale e comunitaria; l'immediata riduzione, per 3 anni, del costo del lavoro per le imprese, attraverso una parziale fiscalizzazione degli oneri ociali, a fronte dell'impegno da parte delle stesse imprese a non dare corso, nel periodo, a riduzioni dei propri organici;
l'abbattimento delle accise sui carburanti per i mezzi operativi ortuali al livello di quelle applicate in altri Stati UE.
Rimane ancora aperta la necessità di procedere all'adeguamento del quadro normativo rivisitando la legislazione in materia portuale,
per consentire il rafforzamento del ruolo di governo delle Autorità Portuali con una chiara distinzione tra i compiti delle stesse e quelli
dell'Autorità Marittima. Inoltre, la funzione di promotore di servizi i logistica nel territorio e nell'area vasta, nonché per velocizzare e
rendere più certi i tempi di pianificazione e realizzazione degli nvestimenti.
Su questo tema è d'obbligo stigmatizzare lo stallo attuale in cui si trova il disegno di legge in materia di riforma della legislazione,
nonostante il lavoro condiviso portato avanti dall'ottava commissione del Senato".
Infine, occorre sottolineare l'inopportunità dell'emendamento al decreto "Milleproroghe" che prevede l'abbattimento delle tasse
portuali e d'ancoraggio, fino all'azzeramento da parte di singole utorità Portuali. Ciò introduce il concreto rischio di destabilizzare
non solo l'equilibrio economico di molte A.P., ma anche l'equilibrio del sistema delle imprese operanti nei porti, lacerando le diverse
componenti del cluster marittimo portuale.
Assoporti ritiene che le suddette proposte debbano essere accolte con urgenza per scongiurare l'involuzione della portualità, che da
qualche tempo accusa risultati negativi sia in termini economici puri, che in termini occupazionali, mettendo a rischio un settore
strategico per l'intero Paese.
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