Nuovo terminal container al centro del dibattito ful futuro del porto, promosso dalla Cgil nell'ambito del dibattito congressuale della Filt, la federazione dei lavoratori del trasporto. I dati forniti dal segretario del sindacato, Danilo Morini, sono chiari: - 15% nel traffico container, -40/60% per le merci varie come argille e ferro.
Il sindaco Fabrizio Matteucci (e con lui il presidente della Camera di commercio Gianfranco Bessi) lancia il primo segnale: "Non saranno gli inerti e il ferro a farci tornare ai livelli pre-crisi - attacca - servono quindi nuovi traffici. Come azionista di Sapir, confermo che siamo determinatissimi a realizzare il nuovo terminal container. Siamo interessati a proseguire la collaborazione con Contship, partner di Sapir, senza precluderci altre strade". Il sindaco spiega anche che sono stati 2,5 milioni di euro per sistemare le strade cittadine (oltre mille chilometri), con particolare attenzione a quelle che conducono al porto.
Ma sul terminal container è l'ad di Contship, nonché presidente di Assologistica, Nereo Marcucci, a confermare l'obiettivo del nuovo terminal container con Sapir. "Ieri abbiamo messo a punto il piano strategico del nuovo terminal, più in linea con le attuali tendenze del mercato. Se avessimo proceduto con la prima ipotesi, ora piangeremmo sangue. A Ravenna operiamo bene, c'è un ottimo rapporto con le istituzioni, la Regione ha prodotto due importanti leggi sulla collaborazione tra interporti e sugli incentivi per l'utilizzo della ferrovia. Tutti elementi che ci spingono a voler investire qui".
L'Autorità portuale, attraverso il suo direttore generale Guido Ceroni, ribadisce gli impegni: approfondimento dei fondali fino a 11,50 metri e disponibilità ad un ulteriore abbassamento in caso di investimenti di privati, interventi per agevolare l'impiego delle ferrovie, terminal crociere. "Ma serve uno sforzo da parte di tutti per guardare oltre, un confronto tra pubblico e privato per definire le strategie future" dice Ceroni. Per quanto riguarda la nuova legge sui porti in discussione per Ceroni "le Autorità portuali non potranno mai finire sotto il contro dell'Autorità maritttima".
L'assessore provinciale Savorani annuncia per l'autunno la Conferenza economica provinciale, mentre Giovanni Monti, presidente di Legacoop, dichiara l'interesse di grandi cooperative (come la Cmc) e del sistema-Legacoop non solo per realizzare le banchine, ma anche per gestirle.
"Sono convinto che la E55 si farà presto" commenta il presidente di Confindustria, Giovanni Tampieri, "con importanti riflessi anche sul porto".
Roberto Bubboli, presidente della Compagnia portuale, ribadisce la necessità di nuovi traffici per alimentare il porto e dare nuove prospettive ai lavoratori. "E' importante fare accordi per il Nord Adriatico, ma cominciamo a fare sinergia tra i 13 piccoli terminal abbiamo a Ravenna".
Infine la questione Trieste. Nei giorni scorsi, imprenditori friulani e Unicredit hanno manifestato l'interesse a realizzare terminal a Trieste e Monfalcone, con fondi privati. Hanno però dichiarato di voler chiedere al Governo di non finanziare più le opere infrastrutturali degli altri porti, come banchine e approfondimenti. "Alla faccia della competizione" è stato il commento. In pratica si chiederebbe al Governo di togliere i finanziamenti dati a Ravenna e ad altri scali. " Una richiesta illegittima - commenta Miro Fiammenghi, invitato a rappresentare la Regione al congresso Cgil - Ho parlato con il presidente Errani che anche a nome della Conferenza Stato-Regioni è contrario al progetto-Trieste. Useremo tutti gli strumenti, fino ai possibili ricorsi in sede Ue".
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