Se il testo del ddl fosse convertito in legge, così come proposto, le conseguenze per lo scalo marittimo ravennate sarebbero pesanti.
Legacoop Ravenna ritiene quindi suo dovere intervenire in tempo per impedire che passi questo testo di riforma.
Questo il commento di Rudy Gatta, responsabile Porto di Legacoop Ravenna: «Da sempre Legacoop Ravenna ritiene che il porto sia uno degli elementi strategici per la crescita economica del territorio provinciale. Anzi di più: il porto di Ravenna è una delle infrastrutture strategiche dello sviluppo dell'Emilia-Romagna e dell'Euroregione adriatica. Per questo, anche se il ddl deve ancora passare il vaglio della commissione trasporti, Legacoop Ravenna vuole esprimere la sua grande preoccupazione per ciò che potrà accadere se il documento verrà approvato così come è stato presentato.»
Nello specifico, pur migliorando in parte l'impianto normativo attuale, il ddl contiene elementi che vanno contro il rilancio della portualità. Come la soppressione della norma (che era invece contenuta nel testo licenziato dal Senato) che prevedeva l'autonomia finanziaria delle Autorità Portuali. Allo stesso modo rappresentano un ostacolo le modalità di nomina del Presidente dell'Autorità Portuale, che il ddl pone in capo al Governo, cioè al ministero dei Trasporti: Legacoop ritiene che questo sia un passaggio che deve vedere coinvolti, attraverso un processo concertativo, Comuni, Province e Camere di Commercio. Ciò anche in considerazione delle maggiori competenze, in materia, attribuite agli enti territoriali, dalla riforma federalista dello Stato.
Infine, Legacoop ritiene che la proposta governativa non fornisca risposte all'esigenza di fare chiarezza tra ruoli e compiti dell'Autorità Portuale e dell' Autorità Marittima, aggiungendo al contrario elementi di confusione per quel che riguarda, ad esempio, il delicato tema della sicurezza sul lavoro. Inoltre non affronta e non risolve in modo organico e stabile il problema del riconoscimento della I.M.A. (Indennità mancato avviamento per la manodopera temporanea portuale) ai lavoratori delle società di cui all'art.17.
Se l'obiettivo dev'essere il rilancio della portualità, Legacoop Ravenna ritiene che la riforma della legge debba introdurre una norma che conferisca alle Autorità portuali piena autonomia finanziaria, rendere di fatto obbligatoria la concertazione tra le Istituzioni interessate, rafforzando il principio per il quale i criteri con cui viene individuata la figura candidata alla Presidenza della Autorità devono essere quelli della comprovata esperienza e competenza in materia e della conoscenza del territorio di riferimento del porto, e infine prevedere un maggiore bilanciamento di poteri tra autorità marittima e autorità portuale, una maggiore chiarezza riguardo le attività dei due enti e una spinta verso lo snellimento ulteriore delle procedure.
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