Il consiglio provinciale ha approvato a maggioranza - contrari i gruppi AN-PdL, FI-PdL, Udc - l'atto di indirizzo al fine della partecipazione ai lavori dell'assemblea ordinaria della società a capitale pubblico Ferrovie Emilia Romagna s.r.l., convocata per martedì 29 giugno, al cui ordine del giorno risulta iscritta l'approvazione del bilancio di esercizio 2009.
L'assessore ai trasporti, Mirna Testi , prima di dare la parola a Gino Maioli, presidente della società, ha ricordato al consiglio che la Provincia possiede lo 0,15% - pari a €. 45.190,00- del capitale sociale di Fer. "Condividiamo il percorso di trasformazione in atto nella società che si pone gli obiettivi di stringere alleanze strategiche nel settore del trasporto e della logistica, di acquisire rami d'azienda nel settore trasporti, di scindere l'attività di trasporto vera e propria dal ramo infrastrutture come prevede la riforma dei servizi pubblici."
La struttura patrimoniale e finanziaria non è in pieno equilibrio - ha notato Testi- tuttavia la società ha raggiunto l'equilibrio di gestione; un risultato positivo se si tiene conto delle criticità e delle complessità che FER ha dovuto affrontare nell'esercizio 2009, considerata la crisi economica del Paese che ha colpito in misura sensibile anche il settore dei trasporti."
"I principali indicatori del bilancio 2009 dalla società Ferrovie Emilia Romagna - ha precisato il presidente Gino Maioli - evidenziano un utile, al netto delle imposte, di 159.726 euro. Nel bilancio 2008 il risultato era stato di un utile netto di 231.354 euro. Abbiamo quindi raggiunto l'obiettivo principale: il consolidamento dell'equilibrio della società. La proposta è di approvare il bilancio di esercizio destinando l'utile netto di esercizio per il 5%, pari ad € 7.986, a riserva legale, e di accantonare a riserva straordinaria la rimanente parte di 151,740 euro. I ricavi, in tre anni, sono passati da 39,7 a 69,2 milioni di euro. Gli occupati sono considerevolmente aumentati nel corso degli anni, in parte come conseguenza degli accorpamenti. Le nuove assunzioni corrispondono a circa il 25%: da 537 a 857 unità. Maioli ha concluso ricordando che "la principale opportunità offerta dalla nuova configurazione della rete FER è il collegamento tra il porto di La Spezia e quello di Ravenna che permetterà un risparmio considerevole sia in termini di tempo che di costi. Nel corso del 2009 infatti FER ha raggiunto l'obiettivo più rilevante: la partecipazione della a Oceanogate in partnership con Sogemar S.p.A (gruppo Contship) azienda leader nei trasporti nazionali e internazionali di merci a mezzo container."
Nel corso del dibattito sono intervenuti, per motivare il proprio voto contrario:
Oriano Casadio, FI-PdL: "Il business di FER esclude il porto di Ravenna a tutto vantaggio di La Spezia. FER non dà alcun beneficio a questa provincia né in termini di utenti né di merci."
Giovanna Benelli. "Il nostro voto sarà contrario per due motivi: la ristrutturazione di FER è piena di rischi e penalizza la nostra provincia."
Francesco Morini, capogruppo Udc: "La partecipazione della Provincia a FER non è strategica. Inoltre la Regione ha portato a un irrigidimento della gestione inaccettabile."
Roberto Gualandi e Fabrizio Casamento hanno sottolineato che "i disagi dell'utenza dipendono da RFI che ha declassato da stazione di scambio a stazione a sola fermata le stazioni di Voltana e di Classe poste sull'asse Rimini - Ferrara come denunciato in un o.d.g. approvato dal consiglio il mese scorso col voto favorevole del capogruppo Udc Morini."
Roberto Bolognesi, capogruppo Gruppo misto, ha preannunciato il proprio voto a favore.
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