"Il Porto di Ravenna - afferma Riccardo Martini, Presidente Associazione Ravennate Spedizionieri Internazionali
si appresta a cambiare timoniere e questo importante passaggio ci dà lo spunto per una analisi sul recente passato e sulle prospettive future del nostro scalo.
Il bilancio della gestione Parrello si chiude positivamente, con alcuni indiscutibili successi, come l'inclusione di Ravenna nel Corridoio Adriatico-Baltico, possibile solo grazie al suo determinante impegno nella costituzione del NAPA, che aggregando i volumi di traffico dei principali porti del nord Adriatico, ha visto riconosciuta a livello europeo l'importanza di questo territorio.
Parimenti positiva l'iniziativa del Terminal Crociere, sia per la ricaduta economica sui servizi portuali e sull'economia cittadina che per l'attività promozionale indiretta a favore del Porto di Ravenna, che purtroppo sconta una scarsa notorietà a livello internazionale. Chi si aspettava di più sul fronte dell'approfondimento del Canale e del nuovo Terminal Container non può non tener conto della crisi economica che ha caratterizzato gli ultimi tre anni, che ha di fatto bloccato i fondi già stanziati dal Ministero per queste opere e ha costretto l'Autorità Portuale a ridimensionare temporaneamente i dragaggi.
Il candidato alla poltrona di via Antico Squero per i prossimi anni, ufficializzato in questi giorni, è accompagnato da ottime referenze e crediamo possa fare un buon lavoro. La nostra categoria, come sempre, è disponibile fin d’ora a dare il suo fattivo contributo. Si potrebbe obbiettare che sarebbe stata preferibile una figura più legata al ns. territorio ed al ns. Porto, ma questa più che una mancanza potrebbe rivelarsi un vantaggio, laddove servisse a smarcarsi da condizionamenti locali che potrebbero ingessare l'offerta commerciale del ns. Porto, riducendo lo spazio per nuove iniziative e per nuovi operatori.
Oltre al completamento delle opere infrastrutturali iniziate od approvate, ci aspettiamo che nei prossimi anni vengano trattati con decisione altri aspetti particolarmente importanti per la crescita dei traffici portuali, primo fra tutti la semplificazione burocratica, sia per quanto riguarda i tempi di uscita delle merci dal Porto, sia per tutta una serie di norme e procedure a cui i terminalisti si devono giustamente attenere, ma che devono assolutamente trovare uniformità di applicazione in ambito nazionale, se non europeo, per non diventare elemento di discriminazione a ns. danno.
Vorrei infine richiamare Il tema precedentemente citato della notorietà internazionale del porto di Ravenna, per auspicare forti iniziative promozionali, il più possibile mirate, poiché abbiamo constatato che all'estero, specialmente nei paesi a maggiore crescita economica come Far East e Sud America, il ns. Porto è semi sconosciuto, mentre la disponibilità di aree e servizi da mettere a disposizione per eventuali nuovi traffici è largamente superiore a quella dei Porti italiani storici, universalmente conosciuti".
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