UNn nuovo patto tra distribuzione e produzione per recuperare valore nell'intera filiera agroalimentare, uno sforzo straordinario di tutta la provincia per le infrastrutture, un maggior coinvolgimento dei privati in un welfare destinato a fare i conti con problemi di risorse, un piano casa per i giovani ispirato all'esperienza del Peep. E, soprattutto, 21 nuovi progetti in vari settori capaci di rilanciare l'economia della Provincia e di farla uscire dalla crisi.
Sono queste le linee guida emerse dalla direzione provinciale di Legacoop - scrive oggi il Carlino - che si è conclusa nei giorni scorsi. Un colosso importantissimo per l'economia della nostra provincia che conta 175 imprese, 13mila occupati, 170mila soci e un fatturato complessivo di 2,7 milioni di euro.
«Confrontado i dati del 2009 con quelli del 2008 - spiega il presidente Giovanni Monti - possiamo dire che c'è stata una tenuta patrimoniale e finanziaria delle nostre cooperative, soprattutto grazie al rafforzamento della capitalizzazione degli ultimi dieci anni. Abbiamo avvertito, invece, un calo del fatturato e della redditività. Ma, per quanto concerne la redditività, la diminuzione a volte è stata frutto di una scelta: il mondo cooperativo in alcuni casi ha preferito garantire un reddito ai lavoratori in tempo di crisi piuttosto che rincorrere a tutti i costi il massimo del profitto».
Per Monti i settori in difficoltà sono soprattutto tre: l'agricoltura, la movimentazione merci e i trasporti, l'immobiliare e il settore delle costruzioni.
«Ma contesto - prosegue il presidente di Legacoop - le accuuse che vengono fatte da parte del mondo agricolo a Conad e Coop. La grande distribuzione acquistando carne irlandese o argentina spenderebbe il 30 per cento in meno. Invece comperiamo carne italiana, per salvaguardare i produttori e dare più garanzie ai nostri soci consumatori».
Giovanni Monti propone invece un grande patto tra distribuzione e produzione «capace però di recuperare produttuvità e valore in tutti i passaggi della filiera. Solo in questo modo si possono trovare soluzioni per far uscire l'agricoltura dalla crisi».
Monti chiede poi a tutta la provincia («istituzioni, politici e associazioni»), uno sforzo straordinario e congiunto per far inserire entro fine anno il project financing dell'E55 tra le opere finanziate dal Cipe. Tra i progetti del colosso cooperativo, nel campo delle infratrutture, c'è anche la costruzione di un grande polo logistico in area portuale.
Nel settore del welafare, Legacoop chiede un coinvolgimento diretto delle cooperative sociali accreditate. «Ci candidiamo a gestire dei servizi in un momento di risorse decrescenti e non solo a fornire della manodopera».
Ma Monti lancia agli enti locali anche l'idea di un piano casa per i giovani ispirato alle esperienze del Peep degli anni Settanta.
Poi l'appello finale: «Serve più forza e più voce al nostro territorio per rappresentare le proprie istanze a Regione e Governo. Mi rivolgo a tutti: politici, enti locali, istituzioni, associazioni. La competizione nel mondo non è più tra singole aziende, ma tra territori».
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