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Infrastrutture e corridoi europei, convegno alla Cna con la Serracchiani

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Infrastrutture e competitività; efficienza del sistema di mobilità; collegamenti nazionali e internazionali. Temi decisivi per lo sviluppo del Paese. Decisivi per una regione come l'Emilia Romagna che si caratterizza come una grande area di snodo della mobilità nazionale di persone e merci, con ruolo e funzione strategica rispetto al sistema economico e infrastrutturale italiano.

Proprio per questo, CNA Emilia Romagna ha organizzato a Ravenna un convegno dal titolo: "Il territorio emiliano romagnolo come naturale connessione tra la struttura terrestre e marittima dei grandi corridoi transeuropei" che si terrà domani 14 maggio presso la sede provinciale della CNA in viale Randi 90, con inizio alle ore 14.30. Al centro del confronto il nuovo Piano Territoriale Regionale e i progetti messi in campo dalla nuova Commissione Europea, Insieme a CNA ne parleranno: l'on. Debora Serracchiani, componente della Commissione Europea per i Trasporti ed il Turismo, l'Assessore alla Programmazione territoriale, infrastrutture materiali ed immateriali, logistica e trasporti della Regione Emilia-Romagna Alfredo Peri ed il Presidente dell'Autorità Portuale di Ravenna Giuseppe Parrello.


"La nostra regione - spiega Paolo Govoni, presidente di CNA Emilia Romagna - è storicamente attraversata da grandi direttrici di traffico nazionale ed internazionale ed è al centro dei principali collegamenti plurimodali. Basti pensare al corridoio dorsale centrale, rafforzato dal potenziamento del sistema autostradale (Variante di Valico, ampliamento A1, nodo tangenziale-autostradale di Bologna e Passante, collegamento Campogalliano - Sassuolo) e dalla nuova rete dell'Alta Velocità; alla direttrice Adriatica, con il potenziamento della SS16 e le ramificazioni verso Orte-Civitavecchia (E45) e a nord (E55) connessa, attraverso Mestre, alle autostrade per il nord-est dell'Europa e integrata con il Porto di Ravenna. E poi la direttrice Tirreno-Brennero, rafforzata dal tunnel di base del Brennero, dal previsto potenziamento della rete ferroviaria Parma-La Spezia, dal collegamento col porto di La Spezia e il prolungamento dell'asse autostradale A15. Un sistema che, per il trasporto combinato e organizzato delle merci, è integrato e interconnesso dagli interporti o scali merci di Bologna, Modena-Marzaglia, Parma, Piacenza e dal porto di Ravenna, che costituisce uno dei gateway fondamentali del sistema portuale dell'alto Adriatico. Un vero e proprio ruolo di cerniera tra il centro sud ed il nord del Paese, quello svolto dall'Emilia Romagna, che oggi deve essere rivisto alla luce dei nuovi corridoi transeuropei".

Naturalmente a questo sistema, si associano i nodi portanti per la mobilità delle persone: accanto alle principali stazioni ferroviarie si evidenzia un sistema aeroportuale regionale che, nell'ambito di un quadro nazionale in forte evoluzione, presenta una movimentazione annuale complessiva di oltre 6 milioni di passeggeri, di cui 4,8 milioni fanno riferimento all'aeroporto di Bologna, caratterizzato anche da voli intercontinentali, mentre la restante parte è ripartita sugli altri tre aeroporti nazionali e internazionali di Forlì, Parma e Rimini. Un nuovo gate di accesso al nostro territorio è poi rappresentato dal nuovo Terminal Passeggeri di Ravenna, unico terminal presente in regione. Questo complesso sistema è collocato all'interno degli Assi Prioritari della grande rete europea TEN-T: le Autostrade del Mare (Asse 21, Adriatico - Porto di Ravenna); il Corridoio/Asse I (Linea ferroviaria mista Berlino - Verona/Milano - Bologna -Napoli); l'Asse 6 (ex Corridoio V, Lione - Trieste - Budapest). Su questo impianto è articolata la rete stradale regionale, strutturata su due livelli funzionali distinti: la "Grande rete" con funzioni di servizio nei confronti della mobilità nazionale e regionale di più ampio raggio ed in cui assumono un ruolo particolare la "Cispadana", localizzata a nord della via Emilia, che si qualifica come elemento di connessione tra i principali itinerari stradali e autostradali nord-sud; la "Pedemontana", localizzata a sud della via Emilia nella fascia pede-appenninica.

"Dal punto di vista della mobilità quindi - sottolinea Mauro Cassani, Presidente di CNA Ravenna - l'armatura infrastrutturale deve garantire adeguata accessibilità a tutte le comunità, a tutte le persone e a tutti i soggetti economici, favorire l'intermodalità e aumentare l'efficienza trasportistica del sistema, contribuendo contemporaneamente a favorirne la competitività e la sostenibilità. In questo senso il ruolo della Regione, attraverso la sua società FER (Ferrovie Emilia Romagna), può essere determinante." La crisi - continua Cassani - "richiede un deciso intervento pubblico per rilanciare l'economia e sostenere la domanda verso un cambiamento profondo del modello di sviluppo, ovvero verso una crescita stabile, sostenibile e di lungo periodo, fondata su un minor consumo di risorse ambientali e capace di produrre maggiore equità sociale. Dopo il crollo dell'illusione finanziaria e del mercato senza regole, occorre tornare all'economia reale, che non è una cosa diversa dal ritorno ai territori che ne forniscono le risorse produttive, i contesti di socialità, le fonti primarie della creatività".
Ecco perché secondo CNA - come sottolinea il Segretario regionale Gabriele Morelli - in questo contesto, anche alla luce degli avvenimenti delle ultime settimane: "occorre rafforzare le istituzioni europee ed affermare un effettivo coordinamento delle politiche comunitarie, accelerando gli investimenti nella realizzazione dei grandi corridoi trans-europei capaci di ampliare e sviluppare più rapidamente gli spazi europei di integrazione economica e sociale anche dirottando risorse dal bilancio europeo". A tal riguardo si impone con urgenza anche una revisione della politica nazionale sullo sviluppo infrastrutturale di questo Paese, per farla diventare l'arma fondamentale su cui innestare una ripresa economica sostenuta e sostenibile. "Fare partire concretamente le grandi opere - aggiunge Natalino Gigante, Direttore della CNA ravennate - è un obiettivo che dovrebbe essere unitario; non è pensabile che in Italia dal momento della decisione al momento dell'avvio del cantiere trascorrano oltre tre anni contro i pochi mesi impiegati dai Paesi nostri concorrenti. Anche per il porto di Ravenna, anch'esso non immune dalla crisi come tutti gli altri porti italiani, occorre accelerare con l'approfondimento dei fondali e portare a termine gli interventi infrastrutturali previsti dall'Autorità Portuale".
"Possiamo - ribadisce il Presidente dell'Autorità Portuale Giuseppe Parrello - fare tra di noi i ragionamenti più belli del mondo ma quello di cui dobbiamo necessariamente avere consapevolezza è che nei prossimi anni non vi saranno risorse economiche per supportarli. In aggiunta a ciò, la mancanza di certezze amministrative e di una pianificazione nazionale ed interregionale della portualità vanifica qualsiasi ragionamento serio sia possibile intraprendere con interlocutori privati.

L'incertezza legislativa, quale quella che caratterizza l'attuale disegno di riforma della Legge 84/94, è un ulteriore elemento in grado di fare la differenza tra speranza e realtà. In questa situazione, nella quale ci troviamo privi di strumenti finanziari, legislativi, della capacità della politica di realizzare il disegno di un, seppur minimo, sviluppo del settore della portualità nel nostro Paese e con infrastrutture viarie e ferroviarie obsolete, non abbiamo altra alternativa che ragionare in termini sempre più di sistema e porre in essere operazioni, seppure complicate, quali quelle della creazione del NAPA - North Adriatic Ports Association che unisce quattro porti, situati in tre regioni differenti (di cui una a statuto speciale) e due diversi Paesi, superando ogni oramai anacronistico campanilismo al fine di continuare ad essere competitivi sui nostri mercati, che sono in termini di PIL e benessere tra i più ricchi del mondo".