Continua Mingozzi: "Mi considerano cieco sul trasporto ferroviario e sul trasporto via mare.
Con le Ferrovie dello Stato stiamo realizzando da alcuni anni infrastrutture fondamentali per il porto, mentre l'idea delle autostrade del mare è ancora abbozzata e non gode di finanziamenti certi. In ogni caso entrambe queste opzioni, per quanto auspicabili e in crescita, non potranno mai costituire l'alternativa a un collegamento diretto autostradale che metta in condizione Ravenna, Cesena e la Romagna di essere competitive sui mercati europei e balcanici.
A quel punto la Romea potrà essere considerata una buona strada per i flussi turistici, ma mai e poi mai potrà sopportare il numero di mezzi su gomma, che continuerà a crescere, come trasporto più flessibile anche su lunga distanza.
Limitarci a riqualificare la Romea vorrebbe dire isolarci dal resto dell'Europa.
Invito i vari comitati a dare uno sguardo alle principali infrastrutture che il Parlamento europeo ha indicato come obiettivi da realizzare per i prossimi 15 anni.
A nulla vale poi teorizzare un traffico interessato a Ravenna che utilizzi la Bologna - Padova: sarebbe come parlare di privilegiare la Parma - La Spezia o la Modena - Brennero, che con il porto di Ravenna non c'entrano nulla.
C'è bisogno di collegamenti diretti, veloci e competitivi con il resto della viabilità lombarda, ligure e veneta: questo è l'obiettivo che l'E55 può realizzare, se vogliamo considerarla ancora una opportunità internazionale per il traffico merci del porto e dell'economia cesenate e forlivese.
Tutto il resto ci indurrebbe a ragionamenti che nulla hanno a che vedere con una realtà in rapidissima evoluzione e con scelte da altri territori già compiute e avviate".
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