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Dai sindacati la richiesta di una black list delle imprese di autotrasporto

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Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto l'istituzione di una blacklist delle imprese di autotrasporto che operano in Italia senza rispettare le regole. «Da anni nel nostro Paese, nell'ambito dell'autotrasporto - hanno spiegato le organizzazioni sindacali - si è sviluppato un modo di fare impresa che, sprezzante delle regole e indifferente alle più elementari norme di sicurezza, calpesta in modo sistematico i diritti dei lavoratori.

 

Sostanzialmente in armonia con le “leggi che regolano” il mercato e contestualmente anche alla insufficienza di controlli da parte degli organi competenti (Polizia Stradale e Direzione Provinciale del Lavoro), di fatto viene sistematicamente anteposta alla vita di questi lavoratori e quella degli utenti della strada, una formula delirante che sviluppa a fronte di ricavi poco leciti, una inevitabile regressione sociale ed economica».

«In questo contesto di irregolarità - hanno osservato i sindacati - si sta verificando sempre con maggiore frequenza che il “lavoro cattivo” sta scacciando il “lavoro buono”. L'imprenditore che sta nelle regole viene surclassato ed estromesso da un mercato di dirompente ribasso dei costi, fatto a spese della sicurezza dei lavoratori e degli utenti della strada».

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno quindi spiegato di aver chiesto al ministero del Lavoro «di dare priorità ai controlli diretti verso queste realtà, meno virtuose e meno visibili di tutte, stilando quella che venne definita una “Black List”, su cui puntare le attività di controllo, per il semplice motivo, che laddove si da luogo ad una negoziazione tra le parti sicuramente si concretizza un maggior controllo sociale all'interno delle aziende».

I sindacati hanno ricordato che «la legge 127 del 4 agosto 2010 sulle “tariffe minime di sicurezza nel trasporto” interviene rispetto alle tematiche dell'autotrasporto e delle tariffe concretamente applicate. Finalmente - hanno sottolineato - si opera per rompere un disequilibrio rivolto a sottopagare i servizi acquistati sul mercato del trasporto merci su gomma, che inevitabilmente si sbilancia a sfavore dei vettori e subvettori. Con questo provvedimento si tenta di contrastare la concorrenza senza regole, con la volontà di andare verso un ordine che sia garanzia di sicurezza per i lavoratori del settore e per gli utenti della strada».