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CNA-Fita fa chiarezza su aumento delle accise, accesso alla professione e costi minimi.

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Un'escalation inaccettabile se si considera che l'aumento della tassazione innesca l'incremento dei prezzi alla pompa dei carburanti da parte delle compagnie petrolifere. La nostra categoria è allo stremo e siamo stanchi di ripeterlo a governanti sordi che non riescono neanche a garantire i costi minimi di sicurezza.

 

Sul rimborso delle accise sono stati fatti tanti annunci, ma soprattutto sono state fatte credere tante falsità come quella del rimborso generalizzato agli autotrasportatori. La CNA-Fita non può più tollerare questa continua mistificazione. Fino ad oggi abbiamo garantito la continuità dei servizi di trasporto in condizioni a dir poco "disgraziate". Le nostre richieste sono chiare e soprattutto non trattabili: 

In merito al recepimento del regolamento europeo sull'accesso alla professione di autotrasportatore ripetiamo che non tollereremo fasce distinte per la capacità finanziaria. Per noi la soglia rimane quella dei 9 mila euro per tutti. Per quanto attiene invece all'esenzione dei requisiti per l'accesso la soglia deve restare, come oggi, a 1,5 ton. 

Nella prossima riunione dell'Osservatorio, prevista per oggi pomeriggio, ci attendiamo che vengano almeno confermati gli attuali livelli dei costi minimi di sicurezza chiudendo, senza ulteriori infingimenti, l'attività di questo "bizzarro" tavolo di confronto.

 

Sarebbero intollerabili da parte della CNA-Fita costi minimi più bassi di quelli attualmente pubblicati dal Ministero dei Trasporti sapendo di dover andare a ridiscutere il tutto ai tavoli degli accordi di settore. 

Più volte il sottosegretario Giachino ha promesso provvedimenti per migliorare le condizioni di rimborso delle accise all'autotrasporto, ma dopo ogni annuncio sono arrivati puntuali i rincari. A questo punto la CNA-Fita avanza una richiesta che possa mettere al riparo l'autotrasporto in conto terzi da questa sciagurata escalation dei prezzi del carburante. Al Governo richiediamo di predisporre quanto prima un provvedimento che estenda il rimborso alle sole imprese in conto terzi, escludendo il conto proprio, e allargando il beneficio a tutte le fasce di carico. In questo modo per una volta ciò che viene scritto nei piani troverebbe attuazione attraverso una scelta di campo a favore del conto terzi.