I due stranieri, sono stati arrestati in flagranza, dal personale della squadra anticrimine del Commissariato di P.S. di Faenza, nel corso di un servizio di osservazione appositamente predisposto, nelle prime ore del pomeriggio di sabato, poco dopo le 14, mentre, simulando una normale operazione bancomat, stavano trafficando intorno allo sportello bancomat di un'agenzia bancaria faentina, per recuperare lo 'skimmer', il dispositivo utilizzato per carpire i codici delle tessere magnetiche, installato la sera precedente.
I due individui, quando hanno capito che stavano per essere arrestati hanno tentato di dileguarsi, ma sono stati tempestivamente bloccati dai poliziotti. La perquisizione effettuata immediatamente ha condotto al rinvenimento e sequestro, nella loro auto, di un navigatore satellitare, un computer, delle schede elettroniche ed altro materiale pertinente al reato, quali di carte di credito utilizzate per provare le apparecchiature clonate oltre ad attrezzi necessari per l'installazione della sofisticata apparecchiatura.
Gli arrestati sono accusati di accesso abusivo nei sistemi informatici, finalizzato proprio alla clonazione delle carte di credito, inoltre sono stati denunciati per il danneggiamento provocato allo sportello del bancomat durante l'installazione dello "Skimmer".
Con questa operazione di polizia si è interrotto il disegno criminoso dei pirati informatici, evitando che si producessero i danni derivanti dall'uso dei codici PIN illecitamente acquisiti.
L'indagine, che ha condotto all' individuazione ed arresto dei due stranieri, si è svolta in tempi rapidissimi, partendo dal rinvenimento nella mattina del 24 luglio dello skimmer e della tastiera nel bancomat .
Lo "Skimmer", consisteva, anche in questo caso, in un micro-dispositivo montato nella fessura di inserimento della carta, alimentato con una batteria per gli orologi, e da una tastiera sovrapposta a quella originale alimentata da una batteria di cellulare che acquisiva i dati del codice PIN consentendo, comunque, l'effettuazione dell'operazione in corso.
Questo rinvenimento ha comportato l'immediato inizio delle indagini con l'attivazione di un dispositivo di osservazione nei pressi dello sportello bancomat, contemporaneamente si è disattivato lo sportello bancomat, neutralizzando il congegno elettronico di clonazione della scheda bancomat, per evitare l'illecita captazione dei codici . Anche in questo caso, che è il secondo a Faenza nel giro di un paio di mesi, i clonatori non sono riusciti nel loro intento, e non ci saranno conseguenze negative per coloro che hanno utilizzato il bancomat dove c'era lo skimmer, considerato che i dati non sono stati acquisiti dai clonatori.
I due arrestati, una volta espletate le formalità di rito ed informato il Pubblico Ministero di turno, sono stati accompagnati in carcere a Ravenna
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