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Arresti anche nel ravennate per usura e false fatture

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L'opereazione 'Coffee-break' della Guardia di Finanza, su un giro di fatture false e di usura, scattata nelle prime ore di questa mattina, ha toccato anche la Romagna. Ordini di custodia cautelare sono stati eseguiti, infatti, anche a Ravenna, Forlì e Rimini. Le Fiamme gialle di Paola e del comando provinciale di Cosenza hanno infatti eseguito 39 fermi di imprenditori accusati di associazione a delinquere finalizzata a compiere truffe attraverso un sofisticato meccanismo composto da professionisti.

Sono cinquanta le società utilizzate per l'emissione di fattura false per un ammontare complessivo di 40 milioni di euro, più della metà 'cartiere', cioè finalizzate solo a compiere la truffa mascherandola con operazioni apparentemente lecite.
Dalle indagini sono state scoperte numerose imprese fittizie utilizzate per l'emissione di fatture false: con la documentazione contabile gli imprenditori chiedevano il rimborso dell'Iva e accedevano a finanziamenti pubblici. I finanzieri hanno scoperto anche che il meccanismo delle false fatture era finalizzato a nascondere un giro di usura con l'utilizzo di assegni post-datati, che erano a garanzia dei prestiti. I finanzieri hanno scoperto anche un complesso sistema per riciclare il denaro in altre regioni italiane. Per 27 dei 39 destinatari dei provvedimenti di fermo è stata disposta la detenzione in carcere.