
Un premio all’insegna della tradizione romagnola, ma anche impegni precisi per costruire un grande terminal container e acquistare azioni nei porti con i quali Ravenna intrattiene rapporti commerciali.
Nel corso della consegna dell'onorificenza del Tribunato di Romagna a Nevio Spadoni avvenuta oggi alla sala Spadolini della Fondazione Oriani, si è tenuta una conferenza sul porto di Ravenna.
Giuseppe Parrello, presidente dell'Autorità Portuale, ha affermato che "tutti i grandi porti hanno un porto antico. Quello di Ravenna è invece un porto ‘nuovo’, che ha 50 anni. Comunque - ha aggiunto - abbiamo fatto l’operazione di connettere il porto moderno al porto antico di Classe che la Fondazione RavennAntica sta portando alla luce. Abbiamo creato un marchio che rappresenta la totalità degli operatori: un maestro d’ascia dell’antico porto di Classe di 2000 anni fa".
Parrello ha poi riepilogato le caratteristiche del porto e i dati di movimentazione delle merci. E’ un porto di rilevanza economica internazionale, un porto canale, un porto privato, un porto commerciale ma con grandi industriali.
Un porto che nel 2005 ha movimentato quasi 24 milioni di tonnellate di merci varie. Il secondo porto in Italia se non si considera il petrolio e alcuni porti specializzati come Gioia Tauro e Taranto. Le navi movimentate sono state 3865 e qui Parrello ha affrontato il problema dell’approfondimento dei fondali a -14,50 metri: un intervento necessario, come ha sottolineato anche Sciacca, per far fronte alla globalizzazione e all’arrivo di navi sempre più grandi, in grado di abbattere sensibilmente i costi di trasporto. Un porto che guarda a Oriente con il suo 28,4% (esclusi i petroliferi) di quota di mercato da quei paesi. In particolare, Romania, Ucraina, Serbia, Bulgaria, Turchia, Libano, Grecia, Cipro, Libia, Egitto, Israele.
Parrello ha ricordato che la linea di traghetti Ravenna-Catania è l’antesignana delle autostrade del mare e ha informato che per quanto riguarda il rapporto tra trasporto via mare e viabilità, per alleggerire il traffico sulla Romea le Regioni Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, gli operatori privati e le Autorità Portuali stanno valutando l’ipotesi di rafforzare la linea via mare Ravenna-Monfalcone.
L’Autorità Portuale, ha proseguito Parrello, che ha il compito della gestione e valorizzazione del demanio marittimo, ha messo a punto sette progetti: Marinara, il terminal crociere a Porto Corsini, la Darsena di città, il taglio della curva a Marina di Ravenna con la realizzazione della passeggiata a mare, la sistemazione del molo Sud (la cosiddetta “palizzata”) e della zona delle pescherie, il distretto della nautica.
In particolare, a proposito della “palizzata”, la passeggiata di 300 metri (ora si fa solo lungo il molo Zaccagnini) tornerà possibile grazie ad un progetto molto innovativo che prevede, tra l’altro, nella sua parte finale sul mare uno stadio sull’acqua con spalti dove gli spettatori potranno sedersi e godere lo spettacolo delle regate.
Nel suo intervento, Sciacca (da trent’anni direttore della Sapir) ha ripercorso la storia del porto di Ravenna da porto industriale a porto commerciale e il ruolo fondamentale svolto dalla Sapir nel determinare l’identità del porto e il suo sviluppo.
Sciacca ha spiegato che oggi le grandi industrie, come quelle del cemento, sono tornate al porto con una normativa nuova: concessioni di 30 anni, a termine, per non trovarsi ad avere siti da riconvertire o recuperare. "Considerata la nostra collocazione verso l’Oriente e le prospettive dei mercati cinesi e indiani verso i quali si esporteranno prodotti finiti e di qualità che viaggiano in container - ha proseguito Sciacca - l’intervento della Sapir fondamentale per lo sviluppo del porto è la realizzazione di un nuovo grande terminal container insieme a Contship su un’area di 40 ettari con 120 milioni di euro di investimento".
Infine, Sciacca ha sottolineato un’altra necessità: quella di "cercare partecipazioni azionarie nei porti con cui andremo ad operare, come stanno già facendo altri porti europei".
14 maggio 2006