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Gazprom guiderà un consorzio per sfruttare il giacimento di Badra

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Gazprom Neft guiderà un consorzio in Iraq per sfruttare i giacimenti di Badra.  L'investimento è di 2 miliardi di dollari. Secondo Gazprom Neft, il giacimento iracheno di Badra ha riserve per 2 miliardi di barili. Il consorzio di cui Gazprom è capofila era stato l'unico a presentare un'offerta per il giacimento situato nel sud-est dell'Iraq, sul confine con l'Iran (parte del giacimento è in territorio iraniano), finora ritenuto di dimensioni modeste.

Stando alle stime del Dipartimento Usa all'Energia, si trattava circa di 100 milioni di barili di greggio. Mosca invece la pensa altrimenti. Se le stime di Gazprom si riveleranno corrette, si tratterà davvero di un grosso colpo in Iraq, come già accaduto anche con un'altra società russa, Lukoil, per West Qurna 2. Il contratto prevede di portare la produzione a 170.000 barili al giorno entro sette anni, per una remunerazione di 5,5 dollari al barile: è la cifra offerta dal ministero del Petrolio di Baghdad, a fronte di una richiesta iniziale di 6 dollari da parte della compagnia russa e dei suoi partner, che hanno accettato di buon grado di abbassarla. Del consorzio che ha come capofila Gazprom, fanno parte anche la turca Tpao (Turkish Petroleum Corp.), la sudcoreana Kogas, e la malese Petronas, emersa come un operatore di peso da questo secondo round di gare petrolifere irachene. Infatti, oltre al contratto per Badra, è riuscita a ottenere quelli per Majnun, uno dei due maggiori giacimenti in offerta (riserve stimate in oltre 12 milioni e mezzo di barili), come partner della Shell, Halfaya, all'interno del consorzio guidato dai cinesi della Cnpc, e Gharraf, assieme alla giapponese Japex. Nella joint venture che verrà creata per sviluppare Badra, la Kogas avrà il 22,5 %, la Petronas il 15 %, e la Tpao il 7,5 per cento. Il 25 % resterà agli iracheni. Mentre il 30% è dei russi di Gazprom.