"Aver appreso ieri, ha sottolineato Mingozzi, per bocca del Ministro Matteoli e del presidente dell'ANAS Pietro Ciucci che i tempi della Orte-Mestre divengono biblici con una previsione che stima in vent'anni il completamento dell'opera ha un pessimo significato per il porto di Ravenna e lo rende ancora più vulnerabile sotto il profilo dei collegamenti trasportistici e del confronto con altri scali italiani; la competitività dei nostri servizi portuali, la capacità di attrarre capitali e imprese per nuovi investimenti dipenderà sempre più da noi e dalla collaborazione tra pubblico e privato, perché le chimere di nuove infrastrutture rischiano di essere troppo lontane nel tempo".
"A quanto pare, ha aggiunto Mingozzi, non è prevedibile neppure che l'opera prevista in più stralci, consideri il tratto Ravenna Venezia o almeno Ravenna Ferrare prioritario come era invece nel primo progetto approvato dal CIPE; i primi interventi infatti concernono la trasformazione dell'attuale E 45 in autostrada con probabile pedaggio e allargamento del tracciato".
"Non sono buone notizie per il nostro porto, ha aggiunto Mingozzi al congresso della CGIL, ma va detto però che l'impegno dei terminalisti e degli operatori portuali, gli investimenti dell'Autorità Portuale in previsione del nuovo Terminal crociere e passeggeri, le nuove attività avviate sul fronte dell'energia da aziende come il gruppo PIR, il gruppo Poggiali, il buon bilancio della Sapir e la volontà di resistere alla crisi in corso da parte di quasi tutti gli operatori dello scalo ravennate senza licenziamenti ma ricorrendo alla cassa integrazione speciale ci consegna la responsabilità di collaborare al più alto livello anche con le rappresentanze dei lavoratori affinché la ripresa delle attività portuali sia il frutto di una reciproca fiducia e del costante impegno verso l'innovazione, la sicurezza sul lavoro e le ragioni di una sana competitività".
| < Prec. | Succ. > |
|---|