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Il Circolo Porto incontra il Welfare del Mare: necessario un ufficio nel nuovo centro direzionale

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Nei locali dell'Agenzia marittima Corship, sede temporanea dell'Associazione Welfare della Gente di Mare di Ravenna, si sono ritrovati Alberto Pagani, Segretario provinciale del Partito Democratico di Ravenna, Marco Farinatti, Segretario del Circolo "Porto di Ravenna" del Partito Democratico, il Cap. Carlo Cordone, Presidente del Comitato "Welfare della Gente di Mare" ed il Reverendo Pietro Gandolfi, della Sezione "Stella Maris" di Ravenna.

Obiettivo dell'incontro, promosso dal Circolo Porto, scambiarsi reciprocamente idee ed opinioni sul Porto e sulla sua gente, con particolare attenzione rivolta, in questa occasione, ai marittimi, per ritrovare iniziative comuni e condividere sforzi comuni.
I marittimi rappresentano l'equipaggio delle navi, composto per lo più da uomini di diverse nazionalità, che navigano i nostri mari ed ormeggiano nei nostri porti.
Molto spesso, per motivi riconducibili all'incapacità o alla non volontà dell'armatore di pagare, ora le manutenzioni obbligatorie alla nave, ora gli stipendi dei marittimi stessi, questi uomini si ritrovano in balia non più delle onde, ma dei propri armatori, spesso senza scrupoli; non hanno la certezza di ricevere la paga, né la possibilità di scendere a terra o di tornare a casa e, a complicare questo quadro, le risorse essenziali scarseggiano; in tal senso, le condizioni di vita sulla nave diventano assai difficili.
Le trattative per trovare una soluzione sono sempre molto lunghe (possono passare anche diversi anni) e le normative insufficienti. Se l'armatore accumula debiti e non riesce a trovare i soldi per pagare la nave, scatta il sequestro dell'imbarcazione da parte delle autorità giudiziarie. Lo status giuridico del marittimo impedisce all'equipaggio di lasciare la nave, poiché risulterebbe clandestino e rimanere a bordo è l'unico modo per fare valere i propri diritti, in attesa della fine del processo che si concluderà con la vendita all'asta della nave.
Capita spesso che, al momento del sequestro, l'armatore faccia i suoi conti e decida che è più conveniente sparire; un atto spregevole, ma di fatto consentito e non perseguito.
Alcuni dati: la media degli abbandoni di navi nei Porti italiani negli ultimi 3 anni è stata di 10/14 navi all'anno, ed i marittimi che si sono ritrovati nella più totale disperazione è stata di 130.
La crisi che ha contraddistinto il trasporto marittimo in questi ultimi anni, a partire dal 2008, ha certamente aggravato il problema.
Il compito di una città civile come Ravenna, è quello di garantire ospitalità e di impegnarsi per garantire a queste vittime involontarie il minimo di dignità, oltre ad un cordiale impegno per il loro rientro a casa.
Tuttavia, duole ricordarlo, Ravenna è stata giudicata, nell'ambito di uno studio condotto dall'Università di Genova su commissione di Stella Maris, la città che offre il peggior trattamento di trasporto pubblico ai marittimi in transito.
In tal senso, l'impegno comune diventa indispensabile anche per dare un segnale forte alla Città ed al comprensorio portuale, alla gente che vive e lavora sul Porto, per sensibilizzarla al problema; è infatti sensazione condivisa che la maggior parte della gente del Porto non conosca, o non abbia mai voluto affrontare, una problematica di così alto spessore morale e civile.
L'incontro, che si è svolto in un clima gioviale ed amichevole, grazie al rapporto già da tempo instaurato con il Cap. Cordone ma, soprattutto, alla simpatia innata di don Pietro, che ha parlato anche delle sue esperienze di 40 anni di lavoro nell'apostolato del mare, ha portato a sviluppare una serie di progetti comuni, primo fra tutti un incontro a livello conoscitivo, da organizzare all'interno dell'area convegni della Festa Democratica che si terrà al Pala De André fra la fine di agosto e la metà di settembre, durante la quale saranno i rappresentanti del Welfare del Mare ad illustrare la situazione del Porto di Ravenna per quanto attiene l'ospitalità ai marittimi ed i programmi in tal senso.
Si è anche discusso delle iniziative a livello di strutture per l'accoglimento dei marittimi, fra cui spiccano per importanza la realizzazione di un ufficio per il Welfare nel complesso del nuovo Centro Direzionale su via Classicana in area SAPIR, che sarà compendiato da un Mini Market per le piccole esigenze dei marittimi e da una banca per lo scambio di valuta ed il trasferimento alle famiglie, l'acquisto di un nuovo pulmino per lo spostamento dei marittimi fra il Porto e la Città, la realizzazione, alla fase di studio, di una infrastruttura di rete WiFi lungo l'asta del canale portuale, per permettere il collegamento internet da bordo nave ai marittimi che non potessero scendere a terra.