In una lettera a Comune, Provincia e alla Procura della Repubblica, Giorgio Benelli in rappresentanza del gruppo "Ravenna viva" nei giorni scorso ha chiesto chiarimenti circa lo stoccaggio di materiali in aree aperte alla frequentazione antropica in particolare nella convegenza tra via Trieste, via Classicana, nell'area denominata la vitalaccia, di proprietà Sapir.
Benelli aveva chiesto atti e documentazioni sulle operazioni e sulla caratterizzazione dei trattamenti dei fanghi ed altre notizie che, in una dettagliata risposta redatta in accordo con Sapir, il vicesindaco con delega al porto,Giannatonio Mingozzi, fornisce allo stesso Benelli di cui si riporta una sintesi. "Le certificazioni analitiche e tutte le operazioni pienamente documentate attestano la conformità dei materiali messi a deposito, tutte le analisi dimostrano la piena conformità alle norme e sono perfettamente compatibili con i principi di tutela ambientale perseguiti.
La Sapir ha eseguito correttamente ogni operazione in accordo con gli enti preposti alla salvaguardia ambientale. Mi dispiace - comenta il vicesindaco - che si persegua la strada di illazioni e di interpretazioni strumentali che rischiano di intaccare sia la credibilità degli organi di controllo che di enti e istituzioni preposte alla salvaguardia ambientale che di mettere in dubbio la correttezza della attività imptrenditoriali che a Ravenna dimostrano, a differenza di altre parti del Paese attnzione e rispetto delle leggi. Inoltre, - aggiunge - l'area segnalata risulta in tutti gli strumenti urbanistici come area per attività produttive e portuali, per servizi e attrezzature; ogni intervento di riempimento è stato attuato secondo il principio del decreto Ronchi e in tale contesto tutte le prescrizioni sono state rispettate; in Provincia la pratica è stata consegnata il 5 settembre 2008, Arpa il 23 settembre 2008 ha risposto in merito alle caratteristiche chimico fisiche rilasciando parere favorevole il 21 ottobre 2008; il 23 dicembre 2008 il servizio urbanistico del Comune ha rilasciato parere favorevole e infine il 30 dicembre 2008 la Provincia ha autorizzato il riempimento dell'area; i materiali indicati come rifiuti inerti sono composti da residui di attività di costruzione e demolizioni (macerie) , fanghi di dragaggio provenienti dalle casse di colmata della Sapir (si tratta di sedimentazione compatibile per quanto riguarda la presenza di cloruri con il loro riutilizzo).
Circa i fanghi e i materiali di dragaggio - sottolinea Mingozzi - il materiale risulta interamente disidratato dopo il deposito nelle casse di colmata e quindi al 70 per cento composta da sabbia e al 30 da argilla con totale assenza di idrocarburi. Altro materiale è costituito dalla sedimentazione delle acque di lavaggio di rocce ed inerti derivanti dagli scavi di gallerie e quindi residui terrosi e secchi (tutte le analisi relative sono contenute nelle schede descrittive e nelle certificazioni analitiche). In Comune la pratica è stata presentata il 4 febbraio 2009 avviando la procedura di "Via" con tutta la documentazione richiesta, integrata il 27 febbraio 2009; il 29 aprile 2009, in accordo con Provincia e Arpa, è stata identificata la modalità di gestione dell'area da parte della Sapir che si impegna a gestire il riempimento verificando l'origine del prodotto seguendone il trasporto e analizzando periodicamente il materiale solido destinato all'area Vitalaccia.
Ai controlli eseguiti autonomamente dal produttore dei rifiuti e dalla società Sapir vanno aggiunti quelli eseguiti in sede di ispezione dagli organi competenti; la provenienza non è assolutamente sconosciuta ma identificata sui formulari e sui registri di carico e scarico, sempre compatibili con le normative di tutela ambientale".
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