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Finanza e Dogana/ Evasione fiscale, scoperti 65mila litri di gasolio sottratti all'accertamento

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I militari  della 1ª Compagnia, unitamente ai funzionari dell'Agenzia delle Dogane di Ravenna, hanno concluso una complessa ed articolata indagine a contrasto delle frodi fiscali relative alla sottrazione all'accertamento ed al pagamento delle relative imposte di circa 65.000 litri di prodotti petroliferi.
L'indagine è scaturita a seguito di una minuziosa attività di analisi dei rischi volta a scoprire i traffici illeciti perpetrati all'interno del porto: gli investigatori si sono concentrati sulle anomalie emerse nel particolare settore del trasporto dei prodotti energetici destinati al rifornimento di carburante per le piattaforme petrolifere dislocate nell'alto Adriatico.

La normativa sui derivati petroliferi impone numerosi vincoli per  chi gestisce e utilizza questi prodotti esenti da imposta ed è proprio aggirando abilmente tali obblighi e alterando le scritture contabili è stato possibile sottrarre all'accertamento dell'Amministrazione Finanziaria 64.758 litri di gasolio per un valore commerciale pari a circa 110mila euro.

La lunga e complessa indagine culminata con l'attività di verifica tecnico-contabile e di ricostruzione fiscale alternativa, si è sostanziata nell'analisi incrociata della copiosa documentazione relativa all'imbarcazione con tutti i manifesti di arrivo e partenza presentati alla locale Agenzia delle Dogane.
Proprio l'abile analisi dell'imponente mole di dati rinvenuti ha consentito di ricostruire una doppia contabilità messa in atto dal comandante per occultare la distrazione di gasolio.

Così, grazie alla perizia degli investigatori è stato scoperto un articolato sistema di frode basato sull'alterazione dei consumi dei propulsori dei motori marini e delle dichiarazioni presentate all'Agenzia delle Dogane al momento dell'entrata nel porto cittadino.

Il comandante della motonave è stato perciò denunciato alla locale Procura della Repubblica di Ravenna per il reato di sottrazione all'accertamento con qualsiasi mezzo, punito con una pesante sanzione, la reclusione fino a 5 anni e una multa fino ad un massimo di 330mila euro.

Ancora una volta il fiuto e la caparbietà degli investigatori delle due Amministrazioni finanziarie, baluardo dell'economia sana del porto ravennate, hanno consentito di stigmatizzare sinergicamente il fenomeno illegale dell'evasione dei tributi che tanto affligge, in questo momento storico, il nostro paese.