Energia, Offshore

ravenna 26 novembre 2017

Avanza l'iter per il deposito costiero di Gnl a Ravenna

Mercoledì prossimo assemblea pubblica a Marina di Ravenna

26 novembre 2017 - ravenna - Settimana intensa per il progetto che prevede la costruzione del deposito costiero di GNL (gas naturale liquefatto, l’alimentazione obbligatoria dal 2021 per le navi) da parte di Gruppo Pir e Edison. I due investitori hanno giocato d’anticipo e sono i primi in Adriatico ad essere così avanti in questa tipologia di impianti che ha come obiettivo la riduzione delle immissioni inquinanti. Il deposito, spiega il progetto, sorgerà nell’area industriale tra la Bunge e la centrale Enel.

Mercoledì 29 novembre, alle 18.30 nella sala auditorium Giuseppe Di Stefano dell’ufficio decentrato di Marina di Ravenna (piazzale Marinai d’Italia 19) è in programma il secondo incontro pubblico sugli sviluppi del progetto di realizzazione del deposito costiero di Gnl.
Interverranno il sindaco Michele de Pascale, il vicedirettore generale della Pir Alessandro Gentile, il presidente dell’Autorità di sistema portuale Daniele Rossi, tecnici della Regione Emilia Romagna, di Arpae, del Comitato tecnico regionale e della Capitaneria di porto.

Mantenendo l’impegno preso in luglio, in occasione del primo incontro pubblico di presentazione del progetto, verrà fatto il punto della situazione dopo che il Comitato tecnico regionale (composto tra gli altri da Vigili del fuoco e Arpae Emilia Romagna) ha completato le proprie valutazioni in merito alla sicurezza delle attività previste.

L’incontro di mercoledì, fa seguito alla riunione della commissione comunale Assetto del territorio dei giorni scorsi. Lì si è appreso che il progetto per la costruzione del deposito nell’area industriale situata tra centrale Enel e Bunge, a PortoCorsini, ha incassato un mese fa, il nulla osta di fattibilità da parte del Comitato tecnico regionale (Ctr).

Il Comitato tecnico regionale, composto da Arpae e vigili del fuoco, ha chiesto e ottenuto in settembre alcune misure aggiuntive in grado di ridurre ulteriormente il rischio di incidente rilevante. Con le integrazioni è stata ristretta l’area di rischio, portandola adun raggio di 140 metri. Così facendo, i tecnici valutano che le scuole (la più prossima all’impianto è l’asilo Ottolenghi di Marina di Ravenna, a circa 600 metri dall’altra parte del canale) siano in un raggio sufficientemente sicuro.

Il comitato promotore della raccolta di firme a supporto dell'istituzione di una commissione d'inchiesta che segua ogni iter progettuale ha raggounto il numeto sufficiente per presentare tale proposta in Comune. Sono state raccolte 500 firme quando ne bastavano 350. Non si tratta di una 'inchiesta' come la terminologia lascerebbe intendere visto che non c'è nulla su cui indagare, quanto della richiesta di seguire l'iter progettuale nel segno della massima trasparenza. 



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