Porti

ravenna 16 gennaio 2014

Contratto portuali, i commenti dello scalo ravennate

16 gennaio 2014 - ravenna - Filt CGIL, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno sottoscritto l'intesa per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori dei porti con le associazioni datoriali Assoporti, Assiterminal, Assologistica e Fise.

“Si conclude così – spiega Danilo Morini, della Filt Cgil e membro della delegazione trattante - una difficile fase di trattativa che ci ha visti impegnati per circa un anno (il CCNL era scaduto al 31/12/12) e, dai prossimi giorni, partiranno le assemblee di consultazione ed il voto dei lavoratori interessati. Pur in una fase critica, perdurante, dell'economia si è riusciti a dare certezza normativa ed economica ai lavoratori in uno dei settori fonda- mentali per lo sviluppo e la possibile ripresa”.

L'intesa prevede un incremento di 105 euro al 4° livello con decorrenza della prima trance al 1/1/14 e sviluppo delle quattro successive nell'ambito della vigenza contrattuale. Tale incremento salvaguarda la copertura del recupero inflattivo previsto per il triennio 2013/2015 in un contesto economico particolarmente difficile per il lavoro.

Sul versante normativo sono stati introdotti alcuni elementi di ulteriore tutela in particolare sulla maternità/paternità, gestione delle controversie, formazione, congedi parentali e permessi per lutto.

“L'elemento più importate però – aggiunge Morini - consiste, nel mantenimento, attraverso il rinnovo di un unico strumento cotrattuale, di diritto privato, per tutti i lavoratori e le lavoratrici portuali siano essi dipendenti delle imprese terminaliste, delle società fornitrici di lavoro e delle autorità portuali.
La firma dell'ipotesi anche da parte di Assoporti conferma, oltre all'unicità contrattuale, anche il comune contrasto a valutazioni ministeriali che vorrebbero fare afferire al pubblico impiego (ed in particolare ai vincoli imposti ai dipendenti pubblici) tutto il personale delle autorità portuali.

Sindacato ed Assoporti, anche con la firma di questo CCNL, riconfermano la necessità che tutto il lavoro in ambito portuale sia regolato dallo stesso strumento che ne definisce i trattamenti normativi ed economici e che al personale delle autorità (enti che non vivono di risorse derivate dal ministero) vada applicato tale strumento condiviso tra le parti.

Sul nostro territorio stiamo predisponendo il calendario delle assemblee che coinvolgeranno il personale della Cooperativa Portuale, dei terminal e dell'Autorità Portuale e che si concluderanno entro febbraio. In particolare in una realtà come la nostra, in cui la normativa di riferimento (l. 84/94 e s.m.) viene sostanzialmente rispettata e nella quale vi è una forte attenzione sia sindacale che dell'ente regolatore (AP) sulle tematiche del lavoro, il rinnovo del CCNL conferma l'unicità dell'Art. 17 (cooperativa portuale) quale soggetto per la fornitura di lavoro, porta miglioramenti economici e normativi ai dipendenti delle imprese e conferma l'esistenza di un CCNL di diritto privato applicabile ai dipendenti dell'Autorità Portale.

Questo rinnovo contribuisce ad ostacolare la frantumazione delle attività del ciclo nave, mantenendo ben chiaro e distinto il ruolo e le prerogative dei tre soggetti principali (Autorità Portuale, Imprese e art. 17) ed evitando una pericolosa rincorsa alla riduzione selvaggia dei costi ed al subappalto che risulterebbe nefasta per le condizioni di tutti i lavoratori interessati.

L'unicità contrattuale consente, inoltre, la conferma del percorso comune intrapreso, in particolare in riferimento ai temi della sicurezza, della formazione e della professionalità.
Il rinnovo riconferma, infi- ne, pienamente la contrattazione di secondo livello che nel nostro porto esercitiamo sia in Cooperativa Portuale che in Autorità che in ogni terminal in cui il CCNL Porti trova applicazione.

CCNL unico e contratti integrativi aziendali sono elemento fondamentale per ricercare condizioni economiche e normative simili rifuggendo il pericoloso dumping contrattuale di cui farebbero le spese in prima persona i lavoratori, le loro condizioni di lavoro e la sicurezza delle attività portuali. Per tutti questi motivi invitiamo tutti i lavoratori a partecipare alle assemblee ed a votare a favore dell'intesa raggiunta”.

“Abbiamo avuto una trattativa lunga poco più di un anno – dice Andrea Gentile, presente alle trattative come Assologistica - durante la quale il confronto è stato duro e serrato ma anche molto concreto, in un contesto economico molto difficile per le nostre imprese.

Sebbene siamo partiti da posizioni diverse e spesso contrapposte, ciò che ha costantemente guidato il Tavolo sia da parte nostra datoriale che da quella sindacale, è stata la comune condivisione dell’importanza fondamentale del CCNL dei porti, quale strumento regolatore che consente alle imprese di pianificare i costi del lavoro in un clima di pace sociale e ai lavoratori di prestare la loro opera con il massimo delle tutele e garanzie possibili. Per questo un primo risultato si è ottenuto già nel corso della trattativa, che ha fatto registrare una sola giornata di agitazione nei porti.

In questo contesto durissimo per le attività economiche in generale e per i porti in particolare, da parte delle imprese terminaliste rappresentate da Assologistica, riteniamo che le soluzioni ricercate e sottoscritte con questo rinnovo siano state certamente positive e le uniche possibili”.

A sua volta Giorgio Farneti, direttore amministrativo Sapir, presente come esperto tecnico alle riunioni, commenta: “la trattativa che il 14 gennaio scorso ha prodotto la sigla sul rinnovo del CCNL è stata caratterizzata dalle grandi distanze che, fin da subito, hanno diviso le parti firmatarie. Da una parte i lavoratori che lamentano oggettive difficoltà a quadrare i bilanci familiari e dall’altra le aziende alle prese con una concorrenza, nazionale ed internazionale, sempre più aggressiva. Le dinamiche economiche complessive di questo ultimo quinquennio, infatti, hanno visto un generale ridimensionamento dei volumi movimentati nei terminal portuali, con conseguenti riverberi in termini di ricavi e marginalità”.

“Nella portualità italiana – aggiunte Farneti - queste problematiche si sommano ad un costo del lavoro pesantemente gravato dagli oneri fiscali e contributivi e ad una legge (84/94) ancora lontana dalla riforma di cui necessita. A tutto ciò va, inoltre, aggiunto come le diverse collocazioni geografiche e le diverse tipologie operative e merceologiche abbiano reso complicato arrivare a sintesi veloci.

In questo contesto il tavolo negoziale, dopo oltre 12 mesi di trattativa, ha introdotto importanti novità e modifiche normative, alcune di fondamentale importanza per quanto attiene l’esigibilità contrattuale. Il rinnovo economico (105 euro al 4^ livello), seppur non in linea con le reciproche aspettative, soddisfa la parte datoriale nella sua calendarizzazione delle “trance” che evidenziano, per la prima volta, l’introduzione di un elemento economico privo di effetti di trascinamento”.


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