Porti

ravenna 20 dicembre 2018

Sapir, il nuovo terminal container torna una priorità

"Cambiate le prospettive - dice il sindaco de Pascale - e tra due anni scade l'accordo con Contship"

20 dicembre 2018 - ravenna - Nuovo statuto per la Sapir, la principale società del porto di Ravenna e nuovi obiettivi per quanto riguarda la costruzione del terminal container in Largo Trattaroli. Partiamo da quest'ultimo progetto.
Il più motivato ad andare avanti su questa linea è certamente il sindaco Michele de Pascale. Quello dei contenitori non è il traffico principale del nostro porto "ma ora si aprono nuove prospettive che non vogliamo trascurare". La recente missione a Hong Kong con l’autorità di sistema portuale, la Regione e l’università, ha ulteriormente convinto de Pascale sull’importanza di attrezzarsi per potenziare il traffico contenitori. Il nuovo terminal è legato all’escavo dei fondali e alla nuova banchina di un chilometro in Largo Trattaroli. Per de Pascale però "è chiaro che sono da ritarare i progetti del prossimo biennio".

Tra due anni scade infatti l’accordo con Consthip quale partner di Sapir nella gestione del Terminal container Ravenna. "Ciò non significa né un sì né un no nei confronti dell’operatore internazionale nostro attuale partner. Certo, l’accordo andrà ridefinito in vista del nuovo terminal container. Ci si sta guardando attorno, perché parliamo di un investimento molto importante che vedrà Sapir protagonista o co-protagonista".

Il Consiglio comunale ha invece dato il via libera al nuovo statuto della Sapir, che è la principale società con azionariato pubblico-privato del porto. Le modifiche, ha spiegato l’assessore Massimo Cameliani, sono state individuate dal cda "tenendo conto dell'orientamento dei soci e su impulso di quelli pubblici".

Con il mantenimento del patto di consultazione, "tutte le decisioni di competenza sono assunte senza maggioranze predeterminate direttamente in assemblea societaria". E "si ricerca il maggior consenso dei soci". Confermata la previsione di maggioranze qualificate sia di natura assembleare che consiliare per le materie più importanti. Insomma, si genera, conclude Cameliani, "un maggior coinvolgimento tra parte pubblica e privata, si risponde meglio alle esigenze del legislatore e a quelle del futuro della società".

Le modifiche allo statuto di Sapir vanno nella direzione dei "principi di trasparenza, ampia condivisione delle scelte societarie ed economicità. Non sono dettate dalle modifiche legislative. Sapir rimane infatti detenibile non essendo società a controllo pubblico”.
Critica l'opposizione con Veronica Verlicchi della Pigna a sostenere che "Sapir non va partecipata dal Comune perché ha finalità prettamente commerciale". Secondo un parere della Corte dei conti "se i soggetti pubblici votano allo stesso modo c'è un controllo pubblico prevalente". E questo, sostiene, avviene in Sapir. "Una volta aveva anche funzioni pubblicistiche. Ma le ha perse tutte", le fa eco Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna. "Con questa manovra vuole essere in mano pubblica al 100% e comportarsi come società segreta nei confronti del Consiglio comunale. L'unica speranza è che ci pensi la magistratura".

(Nella foto: il rendering del nuovo Terminal Container)


© copyright Porto Ravenna News
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