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cesena 18 dicembre 2019

"Il porto, una sfida di tutta Confindustria Romagna"

Le priorità indicate dal presidente Maggioli all'assemblea sulla fusione con Forlì-Cesena

18 dicembre 2019 - cesena - Le assemblee di Confindustria Romagna e Confindustria Forlì-Cesena, riunite oggi in Fiera a Cesena, hanno approvato la fusione tra le due territoriali.
Nasce così dal 1° gennaio 2020 un unico soggetto in rappresentanza di oltre mille imprese romagnole, che danno lavoro a 50 mila dipendenti producendo un fatturato aggregato di 25 miliardi di euro.
Il progetto aveva già avuto il via libera dai rispettivi Consigli direttivi un mese fa, e oggi si conclude il percorso iniziato il 28 ottobre 2014 dalle assemblee delle tre territoriali romagnole di Confindustria, che aveva trovato un’importante tappa intermedia con la nascita di Confindustria Romagna attraverso la fusione tra Rimini e Ravenna il 1° ottobre 2016, per volontà e iniziativa degli allora presidenti Paolo Maggioli e Guido Ottolenghi.
Si apre ora una fase transitoria che si concluderà con l'assemblea del 2021, e sarà guidata da Paolo Maggioli alla presidenza. Andrea Maremonti affianca gli altri vicepresidenti elettivi in carica nelle due associazioni al momento della fusione, mentre il nuovo Consiglio Generale transitorio è composto dalla somma dei due precedenti Consigli in carica. La direzione generale di Confindustria Romagna resta affidata a Marco Chimenti.
Tra le sfide da affrontare, il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli, indica il potenziamento delle infrastrutture. "Una prima priorità - ha detto - è l’alta velocità ferroviaria: non averla è una cosa antistorica. Da quando Bologna se ne è dotata, è cresciuta da tutti i punti di vista. Dobbiamo portarla anche in Romagna, e non basta
neppure un’unica stazione dell’alta velocità, ne servirà più di una".
"Una seconda esigenza - ha aggiunto - è il rilancio del porto di Ravenna, che ha grandissime potenzialità, ma necessita di opere e di essere collegato meglio con il resto d’Europa, attraverso la rete ferroviaria".Infine l'oil&gas.
"Come terza questione rilevo che stiamo sottovalutando tutti il blocco delle trivellazioni, nel nostro territorio ci sono aziende con cent’anni di vita, con competenze e culture aziendali enormi e di primo piano che ora sono mortificate“.



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