Porti

roma 16 gennaio 2020

Lavoro e terminal, proposte Pd nel Milleproroghe

Crescita dimensionale per i terminalisti e incentivi all'esodo anticipato peri portuali

16 gennaio 2020 - roma - I deputati Pd della commissione Trasporti della Camera, hanno messo a punto un pacchetto di emendamenti al Dl Milleproroghe in materia di logistica e infrastrutture. Per quanto riguarda la portualita' – spiega il deputato Andrea Romano - si chiede di rendere piu' flessibile e dinamica la regolazione del demanio marittimo, da parte delle Autorita' di sistema portuale, rimuovendo il vincolo del 1994 sulla possibilita' per un operatore di terminal di gestire piu' di un terminal monovocato dal punto di vista merceologico nello stesso scalo. La crescita dimensionale del mercato e le concentrazioni (integrazioni verticali ed orizzontali) in atto nel settore, fa rilevare Romano, rendono tale previsione
ormai obsoleta sottraendo alla portualita' del Paese la possibilita' di puntare su grandi operatori multinazionali Teu o di accompagnare fenomeni di consolidamento dimensionale delle pmi nazionali, come peraltro suggerito, viene sottolineato, anche dall'Ocse. I deputati Pd propongono di estendere a tutti i lavoratori portuali gli incentivi all'esodo anticipato introdotti gia' con il Dlgs 'correttivo porti del 2017', grazie alle risorse gia' imputate sui bilanci delle Autorita' portuali e quindi senza oneri aggiuntivi per lo Stato.
Due – aggiunge Romano - le proposte Pd finalizzate al sostegno del cargo ferroviario merci. Uno riguarda i rapporti tra Rfi gestore dell'infrastruttura ferroviaria e gli operatori privati, affinche' la prima sostenga la diffusione del traffico anche sulle adduzioni da e per i 'Corridoi Ten'. La seconda affida al gestore la responsabilita' di prevedere piazzali di sosta per le merci pericolose.

Il Pd sollecita inoltre la ridefinizione del ruolo dell'Art in funzione di un coordinamento con le funzioni delle altre istituzioni che gia' regolano il settore, in particolare per quanto riguarda i porti. Inoltre occorre modificare, secondo i firmatari degli emendamenti, la disciplina del contributo
al funzionamento al fine di non incidere sui soggetti che sono solo beneficiari della regolazione dell'Autorita' ma non sono direttamente regolati.


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