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Energia, Offshore

ravenna 26 agosto 2020

"Bene l'eolico, ma riprendiamo subito a produrre gas"

Commenti favorevoli al progetto Saipem-Qint'x. Legambiente contro il metano

26 agosto 2020 - ravenna - Numerose reazioni, tutte positive, alla notizia del progetto per un parco eolico al largo di Ravenna. Altro dato in comune: tutti chiedono che sia ripresa anche l'attività di produzione del gas come energia di transizione.

"Questo progetto mi convince - anche se naturalmente va approfondito. Però la distanza da terra è molto superiore a quello di Rimini, la storia e la cultura industriale di Ravenna, il paesaggio marino dove già sono presenti piattaforme metanifere , il know how del nostro sistema industriale, mi fanno dire che Ravenna con questo progetto articolato (Hub delle energie rinnovabili non solo eolico) è un contesto territoriale idoneo. Sempre considerando la produzione di gas, che va riporesa, e il progetto Eni per lo stoccaggio della CO2".

"Un moderno parco eolico a 20 chilometri dalla costa ravennate, così come proposto da Saipem e sottoscritto da importanti imprese locali, è iniziativa da condividere e non credo crei problemi nè al comparto turistico nè alla navigabilità", sottolinea Giannantonio Mingozzi, presidente del Terminal Container Ravenna.

"Eolico e stoccaggio CO2 sono idee realizzabili nel medio periodo e contribuiscono a consolidare l'area ravennate come foriera di innovazione e nuova occupazione sulla bilancia del fabbisogno energetico e della ricerca di nuove fonti. Ma occorre dire, con altrettanta franchezza, che la transizione verso i nuovi insediamenti sarà lunga e nel frattempo sarebbe straordinariamente importante un sostegno concreto alle nostre imprese dell'oil&gas che rischiano di appassire e perdere occupati ed ulteriori quote di mercato. Ma è altrettanto giusta la rivendicazione, sempre respinta, di riprendere manutenzioni e chiedere nuove concessioni per ricerche e perforazioni in Adriatico; quelle attività fanno parte della storia industriale di Ravenna, del porto e di generazioni di ravennati e vanno difese in ogni occasione".

Le aziende Roca, l’associazione dell’aziende che operano nell’oil&gas, "sono favorevoli a questo progetto innovativo che porterebbe sicuramente lavoro alle aziende del settore. È sempre un’attività offshore. Senza dimenticare che nell’offshore ravennate
c’è ancora tanto gas, energia utile nella transizione e la cui estrazione creerebbe tanti
posti di lavoro così necessari in questi momenti di crisi" commenta il presidente Franco Nanni.

Nevio Salimbeni, uno dei portavoce del gruppo ravennate di +Europa, afferma che il movimento "è a favore di interventi che favoriscano la crescita della percentuale dell’energia rinnovabile che oggi, in una fase di transizione verso il superamento
dell’uso dei combustibili fossili, ha bisogno di essere sostenuta anche da fonti di energia non rinnovabili, la più pulita delle quali è certamente il gas naturale.
Questa fase di transizione va progettata, non subita, e valutata non con le lenti dell’ideologia ma con quelle della scienza".

"Un segnale importante, in linea con gli obiettivi europei, nazionali e regionali di decarbonizzazione" commenta Legambiente. Ancora più importante se questo segnale si inserisce nel cuore del distretto oil&gas del Paese in crisi ormai da anni".

L'Associazione torna a rimarcare la strategicità dell'eolico offshore in Adriatico per la transizione energetica. Come fatto per l'impianto di eolico a Rimini, Legambiente vuole sostenere i progetti sul rinnovabile e spera che la proposta di Ravenna trovi attuazione concreta.
"Per raggiungere il 100% di rinnovabili promesso dalla Regione, l'eolico è necessario a Ravenna come a Rimini. Pertanto si concretizzino queste possibilità nel minor tempo possibile e minimizzando le polemiche di contrarietà. Di pari passo però, è necessario non retrocedere sui piani di decommissioning delle piattaforme estrattive, non farsi abbindolare da miracolosi progetti di stoccaggio della CO2 ed abbandonare l'idea di rilanciare le attività estrattive ".


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