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ravenna 10 ottobre 2020

La barca di Raul in testata del Candiano

Il Moro, il sogno della Coppa America, sarà visibile al grande pubblico

10 ottobre 2020 - ravenna - Il Moro III trasloca. Una delle imbarcazioni utilizzate dal team di Raul Gardini nella straordinaria Coppa America di San Diego, va in testa al Candiano. Da novembre l’imbarcazione acquistata nel 2008 dall’Autorità portuale e dal 2013 collocata in un invaso all’interno dell’area della sede dell’Adsp, sarà visibile al pubblico in una nuova veste e in una posizione finalmente appropriata.

Il progetto, a cui l’Autorità di sistema portuale sta lavorando, al momento prevede che il Moro resti nel proprio invaso e sia collocato al centro della testa del canale Candiano dove sarà possibile ammirarlo 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. Naturalmente, essendo la nuova posizione molto più “esposta” rispetto all’attuale collocazione, attorno al Moro sarà realizzata dall’Autorità di sistema portuale una struttura, da porre alla sua base, in acciaio e vetro ad alta resistenza, la cui scelta tipologica si sta condividendo con il Comune di Ravenna. Sarà poi installato un impianto anti-intrusione e un sistema di video-sorveglianza, in modo tale da garantire la massima sicurezza sia delle persone che dell’imbarcazione.

Si provvederà poi anche a illuminare in maniera adeguata e suggestiva il Moro, nel segno di una valorizzazione di ciò che ha rappresentato in passato e che ancora oggi rappresenta: l’espressione delle eccellenze sportive e tecnico progettuali che da sempre caratterizzano il nostro territorio.

Lo spostamento dell’imbarcazione, e della struttura metallica che la sostiene, dall’attuale collocazione avverrà via terra, grazie all’intervento della Compagnia Portuale.

Ma cosa rappresentò il Moro, 28 anni fa per milioni di italiani? Lo spiega bene un articolo di Antonio Vettese, pubblicato sul sito della Fondazione Gardini, di cui riportiamo uno stralcio.

“…La sede delle regate della Coppa America è San Diego in California. Il team allestisce la sua base a Shelter Island non lontano da Point Loma. Paul Cayard e il suo equipaggio si dimostrano la barca da battere in ogni occasione possibile, la loro preparazione e velocità non hanno confronti con gli avversari. Nel 1991 vincono il mondiale di classe (con il Moro III) senza difficoltà, mentre gli avversari osservano. Per partecipare al mondiale con due barche hanno deciso di mostrare il terzo scafo, appena arrivato dall’Italia, perché purtroppo in allenamento si era rotto un albero della seconda barca.
I battuti capiscono che i suoi parametri sono i migliori della flotta e chi può sviluppare nuovi progetti lo prende come base di partenza. In una pausa tra gli allenamenti e le regate, Raul e Angelo sono sul tender Todd a Guerriero Negro, una laguna del Messico dove le balene grigie partoriscono e si accoppiano: è un posto magico, dove pescano e pensano alle regate che verranno. È il grande momento: la vela e il progetto di una chimica high-tech tutta italiana sono insieme pronte alla sfida.

All’inizio della Louis Vuitton Cup, la regata di selezione degli sfidanti, si capisce che i team forti sono due: New Zealand, che si muove con l’esperienza di Peter Blake come team manager, e Il Moro di Venezia. Infatti sono loro ad arrivare alla finale sfidanti che si combatte duramente ogni giorno.
I kiwi hanno una barca progettata dal neozelandese Bruce Farr con un sistema di chiglie piuttosto complesso (non c’è chiglia e timone ma due chiglie entrambe mobili) che tuttavia si dimostra rapidissima quando le condizioni del vento sono ideali. Il Moro subisce e sembra destinato a perdere la partita e la possibilità di disputare la Coppa America contro il defender americano dalle cui selezioni sta emergendo America Cubed di Bill Koch, che corre più di Stars & Stripes di Dennis Conner.

Quando la situazione sta diventando difficile Gardini decide una mossa a sorpresa: i neozelandesi stanno utilizzando una barca con bompresso e quando effettuano la manovra di strambata lo utilizzano per il punto di mura della vela di prua in maniera che la giuria della Coppa America, diversa da quella della Louis Vuitton Cup, aveva già giudicato irregolare.
Il Moro ha concluso la quinta regata della finale (si corre al meglio di nove regate, bisogna arrivare a cinque punti) con la bandiera rossa di protesta, Gardini convoca una conferenza stampa dove attacca con violenza gli avversari e spiega le sue ragioni.
Nella realtà il vantaggio della manovra che eseguono i kiwi si può quantificare in pochi secondi, ma l’effetto delle accuse e della successiva decisione della Giuria di penalizzare di un punto New Zealand per loro è psicologicamente devastante. I kiwi cominciano a perdere e ogni giorno il Moro diventa più sicuro e aggressivo fino a quando i neozelandesi perdono totalmente la testa e cambiano timoniere e tattico senza, ovviamente, nessun risultato positivo salvo quello di far debuttare quello che sarà l’uomo più forte della Coppa per anni: Russell Coutts. Il Moro così rimonta il suo svantaggio e vincendo la Louis Vuitton Cup diventa la prima barca italiana a disputare la Coppa America”.

Nell'immagine: un rendering della prossima collocazione dello scafo


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