Marzo 2025

Trasporti, Logistica

ravenna 26 agosto 2025

I limiti alla circolazione, con la chiusura del ponte mobile «Un danno economico e di immagine». Saranno gestiti così anche in futuro?

Gli Spedizionieri chiedono di partecipare ai processi decisionali che riguardano la viabilità e la logistica portuale

26 agosto 2025 - ravenna - La chiusura del ponte mobile sul Canale Candiano dal 18 agosto al 7 settembre provoca gravi ripercussioni sul traffico in entrata e in uscita dal porto di Ravenna.
Il nodo principale riguarda la concomitanza con il divieto di transito dalle 7 alle 21 per i mezzi oltre le 15 tonnellate sulle strade comunali (valido per quelli che non si limitano a spostarsi da una sponda all’altra del Canale Candiano, ma provengono da fuori città) e sulla statale Adriatica in un tratto della tangenziale di Ravenna a causa dei lavori in corso. I mezzi pesanti si trovano dunque costretti a compiere un lungo tragitto fino a Cesena e rientrare dalla E45.  Questo incide con sovrapprezzi fino a 200 euro per ogni trasporto a causa dei chilometri in più da percorrere.
L’associazione degli Spedizionieri, che rappresentano la merce in import ed export dallo scalo, ha inviato una lettera a Prefetto, commissario dell'Autorità Portuale, sindaco e per conoscenza a Comitato unitario dell’autotrasporto, associazione degli Agenti marittimi e Unione Utenti, nella quale afferma di avere avuto notizia dei provvedimenti nella settimana di Ferragosto da articoli di stampa e pochi giorni prima della loro entrata in vigore.
Le imprese non hanno avuto, quindi, la possibilità di prendere le misure necessarie per limitare i danni, in una situazione che vede in gioco l’immagine del porto e la fiducia dei mercati nazionali e internazionali.

Per questo l’Associazione chiede di essere coinvolta nei processi decisionali che riguardano la viabilità e la logistica portuale, per dare un contributo a individuare soluzioni che riducano l’impatto sullo scalo e sulle aziende. E avanza anche alcune proposte, tra cui alzare da 15 a 20 tonnellate il divieto di circolazione nelle strade comunali per consentire il passaggio dei camion con i container vuoti. Inoltre, chiedono di fare pressioni su Anas perché venga rimosso immediatamente l’attuale divieto di circolazione dalle 7 alle 21 ai veicoli di peso superiore alle 15 tonnellate sulla statale Adriatica.
Infine, un’accelerazione dei lavori al ponte mobile in modo che terminino entro la fine del mese di agosto.
A questo proposito va detto che il segretario generale dell’Autorità Portuale, Fabio Maletti, ha affermato che «i lavori procedono finora meglio del previsto e siamo fiduciosi di concluderli prima del 7 settembre».

 

 

 

Il CUAR: «Serve una comunicazione tempestiva per garantire la continuità delle operazioni»

La chiusura straordinaria del Ponte Mobile di Ravenna, effettuata dopo Ferragosto per lavori di manutenzione e considerata un intervento inevitabile, si è sommata al divieto di transito per i mezzi con massa superiore alle 15 tonnellate nel tratto della SS16 tra il km 147+100 e il km 154+500, generando forti preoccupazioni tra le imprese dell’autotrasporto.Il Comitato Unitario dell’Autotrasporto Ravennate (CUAR), durante il periodo di stop, aveva denunciato gli effetti negativi della misura sulla mobilità urbana e sulla logistica portuale, evidenziando come i mezzi pesanti fossero costretti a percorsi più lunghi per raggiungere i terminal lungo il Canale Candiano e nell’area del Porto San Vitale.
Difatti, il Comitato aveva evidenziato la preoccupazione per l’aumento dei tempi di esercizio e dei costi per le aziende che dovevano raggiungere i terminal situati al Porto San Vitale. I percorsi alternativi previsti dall’Ordinanza hanno comportato un allungamento significativo delle distanze da percorrere, con conseguente aggravio dei costi e inevitabile ripercussione sulle tariffe di trasporto.
«Ogni deviazione – sottolinea Veniero Rosetti, coordinatore del Comitato – si è tradotta in tempi operativi maggiori e costi più alti, con inevitabili ricadute sulle tariffe di trasporto».

Per ridurre i disagi, il CUAR aveva proposto soluzioni come l’adozione di turni di lavoro multipli sul cantiere e l’apertura, in fasce orarie specifiche, del percorso cittadino riservato al traffico privato, così da garantire almeno il transito dei camion locali.
Parallelamente, il Comitato aveva sollecitato l’apertura di un tavolo di confronto con l’Amministrazione comunale e gli enti competenti, per discutere misure capaci di bilanciare le esigenze di manutenzione infrastrutturale con quelle della logistica portuale.
La vicenda del ponte mobile evidenzia l’importanza di consolidare e ottimizzare i collegamenti stradali che servono il porto di Ravenna, nodo strategico per l’economia locale e nazionale. Il CUAR invita a valutare congiuntamente soluzioni di pianificazione più attente e una comunicazione tempestiva, in modo da garantire la continuità delle operazioni e sostenere la competitività delle imprese del territorio, preservando la piena funzionalità dello scalo ravennate.


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