Marzo 2025

Trasporti, Logistica

ravenna 18 settembre 2025

Hanno lasciato il TCR i due container con materiale bellico destinato a Israele. Le lettere inviate da Coop Portuale e istituzioni

Sindaco e presidenti della Provincia e della Regione Emilia-Romagna in quanto azionisti avevano chiesto alla capogruppo SAPIR di evitare il transito. La segnalazione era venuta da alcuni lavoratori portuali

18 settembre 2025 - ravenna - Due container di esplosivi diretti ad Haifa sono stati bloccati nel primo pomeriggio di oggi nel porto di Ravenna dopo una segnalazione di alcuni lavoratori portuali. La protesta ha evitato il transito e i camion che li trasportavano poco dopo hanno lasciato il terminal.
Alle 16 in Prefettura a Ravenna si è tenuta la riunione del Comitato per l'Ordine e la sicurezza pubblica con all'ordine del giorno l'arrivo al terminal TCR dei due container contenenti materiale bellico destinato a Israele.
Ne aveva dato notizia il sindaco Alessandro Barattoni, che insieme alla presidente della Provincia di Ravenna, Valentina Palli, e al presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, aveva inviato in mattinata una lettera ai vertici del Gruppo Sapir (a cui Tcr appartiene), la società che gestisce in Darsena San Vitale il principale terminal operator del porto di Ravenna, chiedendo di impedire il transito di armi destinate a paesi in conflitto.

«Ieri sera, grazie al coraggio di alcuni lavoratori portuali, siamo stati informati del previsto arrivo di due container classificati come esplosivi», ha spiegato Barattoni. Verificata la notizia, i tre amministratori pubblici, in qualità di azionisti di Sapir, hanno chiesto alla società «di valutare tutte le possibili azioni giuridiche onde evitare che armi destinate a paesi in conflitto o scenario di violazioni di diritti internazionali possano transitare dai terminal in concessione». 
Nella lettera è stato chiesto anche di inserire nel codice etico di Sapir un articolo sul rispetto dei diritti umani e della pace. «C'è sempre una parte dalla quale stare», dichiarano nella missiva Barattoni, Palli e de Pascale: «l'Emilia-Romagna e Ravenna hanno ben chiaro quale sia: quella delle vittime innocenti e degli ostaggi, non quella dei Governi criminali e delle organizzazioni terroristiche. Ogni azione, compresa l'inazione, è un'azione politica».

A seguito della lettera, il presidente di Sapir ha comunicato la non disponibilità del terminal a far transitare i container. «È una buona notizia», ha osservato Barattoni, «ma rende evidente che non possono essere singoli gesti a fermare quanto sta accadendo quotidianamente nei nostri porti. Sono sempre più necessarie e urgenti prese di posizione chiare e nette da parte del governo italiano. Non si può continuare a far finta di non vedere e non sapere che contribuire al massacro di Gaza è disumano». 

Il testo della lettera inviata da Barattoni, Palli, de Pascale

All’attenzione 
del Presidente Riccardo Sabadini
e dell’Amministratore Delegato Mauro Pepoli
SAPIR Spa

Gentilissimi,
da alcune segnalazioni informali in nostro possesso, in queste ore dovrebbero essere in arrivo nel Porto di Ravenna numero 2 container (classificati 1.4 - esplosivi) per essere imbarcati con destinazione Haifa.
Qualora venisse confermata, la notizia ci addolorerebbe e preoccuperebbe, perché nonostante le prese di posizione pubbliche espresse più volte, i ministeri interessati e le dogane continuano ad operare come se nulla fosse e come se a pochi chilometri da qui non fosse in corso un’azione militare del governo israeliano che prevede quotidianamente la morte di donne e bambini innocenti.
Per questo, in qualità di azionisti pubblici di Sapir, tenuto anche conto delle iniziative che abbiamo intrapreso nei mesi scorsi, relative alla necessità di interrompere le relazioni istituzionali con Israele non finalizzate al cessate il fuoco, e alle richieste di chiarimenti al ministro Salvini rispetto all’accertamento di responsabilità per l’eventuale transito di armi nel porto di Ravenna verso Israele, siamo a chiedervi di valutare tutte le possibili azioni giuridiche, per quanto di vostra competenza, per evitare che armi, destinate a paesi in conflitto armato o che siano scenario di violazioni di diritti internazionali accertate da organismi internazionali, possano transitare dai terminal che avete in concessione dall’Autorità di Sistema Portuale. 
Come atto generale vi proponiamo anche di inserire formalmente nel codice etico di Sapir un articolo relativo al valore della Pace, al rispetto dei diritti umani e della dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo da promuovere verso tutti i vostri clienti e fornitori.
Riteniamo, infatti, che una città che si è sempre distinta per dialogo interculturale e per capacità di accoglienza - insignita della Medaglia d’Oro al Valore Militare per la Resistenza - abbia doveri verso le popolazioni vittime di massacri come quelle palestinesi della striscia di Gaza.
C’è sempre una parte dalla quale stare e L’Emilia - Romagna e Ravenna hanno ben chiaro quale sia: quella delle vittime innocenti e degli ostaggi, non quella dei Governi criminali e delle organizzazioni terroristiche. Ogni azione, compresa l’inazione, è un’azione politica.

Cordiali saluti

Michele de Pascale 
Presidente della Regione Emilia-Romagna

Valentina Palli
Presidente della Provincia di Ravenna

Alessandro Barattoni 
Sindaco di Ravenna

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Il testo della lettera inviata dalla Cooperativa Portuale a Sapir e Tcr

Oggetto: Segnalazione movimentazione container con possibile materiale bellico. Richiesta valutazione preventiva

Spett.le
Sapir S.p.A.
Terminal Container Ravenna (TCR) 

La scrivente Cooperativa Portuale , società autorizzata ex art. 17 L. 84/94 alle operazioni portuali nel porto di Ravenna, comunica quanto segue.

Abbiamo appreso della possibilità che, nella giornata di domani pomeriggio, vengano movimentati presso il Terminal TCR n. 2 container probabilmente contenenti ordigni bellici o comunque materiale di armamento.

La tematica è di estrema delicatezza e va collocata in un contesto nazionale ed internazionale già segnato da:
    •    la proclamazione di scioperi generali nel settore dei trasporti e dei porti (19 e 22 settembre 2025) in relazione al conflitto in Medio Oriente;
    •    stati di agitazione e mobilitazioni diffusi in più realtà lavorative soprattutto in ambito portuale;
    •    la recente manifestazione avvenuta solo ieri in Darsena a Ravenna che ha posto al centro proprio il tema del transito di armi nei porti civili;
    •    l’attenzione crescente dell’opinione pubblica e dei media, con forte sensibilità sul rispetto della Legge 185/1990, che disciplina l’importazione, esportazione e transito di materiali di armamento.

Ricordiamo che l’art. 1 della citata normativa prevede che tali operazioni siano conformi ai principi costituzionali e alla politica estera dell’Italia, e che l’UAMA – Unità per le Autorizzazioni dei Materiali d’Armamento presso il MAECI ha, successivamente al 7 ottobre 2023, interrotto il rilascio di autorizzazioni di esportazione verso Paesi extra-UE, incluso Israele.

In tale quadro, la movimentazione di container contenenti materiale bellico, pur rientrando formalmente tra le operazioni che la nostra società è autorizzata a svolgere, non gode ad oggi di un chiaro inquadramento normativo operativo, e si colloca in una situazione di altissima esposizione mediatica e sindacale.

Alla luce di ciò, riteniamo doveroso preannunciare il concreto rischio di problematiche di ordine pubblico connesse a tale movimentazione, che potrebbero determinare, nella migliore delle ipotesi, il blocco della nave interessata e dell’intera operatività del terminal.

Con la presente, invitiamo pertanto il Terminalista TCR a voler intercedere con la Compagnia ZIM per valutare l’opportunità di rinviare o riconsiderare la movimentazione dei suddetti container, al fine di evitare possibili disordini e garantire la regolare continuità delle operazioni portuali.

Restiamo a disposizione per ogni utile confronto e porgiamo distinti saluti.

Cooperativa Portuale 
Società autorizzata ex art. 17 L. 84/94
Porto di Ravenna

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