Porti
Via libera all’aumento dei pescaggi: «Un passo decisivo per competitività e sicurezza»
Il comandante Tattoli firma l’ordinanza. I commenti di De Pascale, Barattoni, Benevolo e degli agenti marittimi. Un risultato di squadra che rafforza il ruolo strategico dello scalo, nel rispetto dei parametri di sicurezza
Bunge e Italterminali, per la prima volta nella storia del porto, potranno accogliere navi con un pescaggio di 10,80 metri. Ritoccati in meglio anche i parametri di altri otto terminal: Pir, Enel, T&C, Eurodocks, Buzzi Unicem, Petra, una parte di Docks Cereali e di Sapir. Si iniziano, dunque, a raccogliere i primi frutti dei dragaggi che hanno visto arrivare il canale portuale e alcune banchine a una profondità di 12,50 metri con i lavori dell’Hub.
Il comandante del porto, Maurizio Tattoli, ha firmato la nuova ordinanza che regolamenta il pescaggio delle navi che possono ormeggiare nello scalo. Altra grande innovazione è l’avere stabilito in sei bacini le caratteristiche dei natanti che possono fare evoluzione. Si tratta di un provvedimento molto atteso dagli operatori, frutto di molteplici riunioni e di un intenso lavoro del tavolo tecnico permanente istituito tra Autorità Marittima, Autorità di Sistema Portuale e Servizi tecnico-nautici, nel solco di un processo trasparente che mantiene il necessario equilibrio tra le prioritarie esigenze di sicurezza e l’operatività commerciale.
Questa ordinanza procede su un percorso che continuerà a svilupparsi, in modo graduale e progressivo, a garanzia della sicurezza dell’intero sistema portuale, e vedrà ulteriori sviluppi nel prossimo futuro in ragione delle verifiche operative e delle attività ancora in via di definizione sui fondali e presso le banchine. Nel corso degli incontri, il tavolo ha monitorato lo stato di avanzamento dei lavori dell’Hub Portuale e individuato ulteriori tratti del canale su cui intervenire nell’ambito dei dragaggi già in corso.
I lavori proseguono nel bacino San Vitale e in tratti del canale Candiano, che fra pochi mesi potranno consentire migliorie anche a Terminal Nord, Ifa, Marcegaglia, Tcr e alle restanti parti di Docks Cereali e Sapir.
Soddisfatto il Comandante Tattoli, che fin dal suo arrivo ha instaurato una stretta collaborazione con il Commissario Benevolo e con i vertici dei Servizi tecnico-nautici per raggiungere questo importante obiettivo. «I fondali di un porto canale come quello di Ravenna – ha spiegato il Comandante – sono soggetti a fenomeni di accumulo sabbioso anche repentini, dovuti a correnti e all’azione delle eliche.
Per questo il monitoraggio continuo, unito a interventi mirati nell’ambito del progetto Hub Portuale, è indispensabile per mantenere aggiornata la conoscenza delle potenzialità dei fondali. Dopo un’attenta verifica condotta insieme agli Uffici tecnici dell’Autorità di Sistema Portuale e ai servizi tecnico-nautici, che voglio ringraziare per la preziosa collaborazione e per il lavoro di squadra che stiamo conducendo insieme, l’Ordinanza rappresenta un primo passo concreto per migliorare la capacità ricettiva delle banchine e rendere il porto più attrattivo e competitivo, nel pieno rispetto dei parametri di sicurezza».
Quello della Capitaneria è un provvedimento sperimentale che raccoglie il consenso degli Agenti marittimi. «Siamo molto contenti – commenta il presidente Carlo Cordone –. Finalmente una svolta, che il comandante Tattoli ha dato a pochi mesi dal suo insediamento. Gliene siamo grati».
«Un'ottima notizia, un ulteriore passo avanti per un'infrastruttura che guarda costantemente al futuro e che sta consolidando il proprio ruolo strategico in Emilia-Romagna e nell'intero sistema Paese. E una notizia positiva per tutta la manifattura regionale che aumenta così la competitività sull'approvvigionamento di materie prime e che può trovare nuove strade anche per l'export». Queste le parole del presidente della Regione, Michele de Pascale. Il provvedimento, frutto del lavoro svolto congiuntamente da Autorità Marittima, Autorità di Sistema Portuale e servizi tecnico-nautici, «contribuirà a rendere il Porto di Ravenna sempre più attrattivo e sicuro al tempo stesso- prosegue il presidente-, permettendo l'attracco di navi più grandi e migliorando la capacità complessiva dell'infrastruttura. Parliamo di una realtà che ha visto aumentare nel primo semestre di quest'anno le merci movimentate, e che sta vivendo una fortissima fase di trasformazione, su più livelli. L'obiettivo è fare di
Ravenna un hub strategico del Mediterraneo, in grado di 'incrociare' i traffici tra Oriente e centro Europa, in una dimensione di sviluppo sostenibile, innovativo ed energetico».
Il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, commenta: «Si tratta di un provvedimento atteso e fondamentale per il futuro del nostro scalo e della sua operatività. Un segnale concreto che porterà un primo effetto immediato, contribuendo all’incremento di attività dell’intero sistema portuale. Questa misura è anche frutto di una forte collaborazione tra Autorità Marittima, Autorità di Sistema Portuale e servizi tecnico-nautici, che dimostra la capacità e l’importanza di saper lavorare in squadra per far sì che il porto di Ravenna sia sempre più un hub a servizio non solo del territorio, ma di tutta l’Italia».
Per il commissario dell'Autorità Portuale Francesco Benevolo «l’ordinanza rappresenta la prima importante e concreta tappa di un percorso di lavoro intrapreso insieme per affrontare congiuntamente, in ottica di massima collaborazione istituzionale, le diverse problematiche operative del porto di Ravenna.
Principi ispiratori di questo percorso di lavoro sono in primo luogo il mantenimento del massimo livello possibile di sicurezza per tutte le operazioni marittime e portuali. In secondo luogo, lavorare con gradualità, sperimentando e monitorando i risultati man mano che si interviene, alimentando un impegno costante per migliorare l’operatività del porto.
In questa ottica, l’ordinanza sui pescaggi avvia un percorso di riallineamento dei fondali all’esito dei lavori di dragaggio man mano effettuati dall’Autorita’ di sistema portuale, in una logica di gradualità e di sperimentazione che auspicabilmente potrà vedere già nei prossimi mesi nuovi aggiornamenti dei pescaggi del porto, così da consentire alla comunità portuale di sviluppare progressivamente le proprie attività con la massima competitività».
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