Trasporti, Logistica
ravenna
10 febbraio 2026
Autotrasporto in difficoltà: in dieci anni perse 227 imprese a Ravenna
Studio CGIA di Mestre: tra il 2015 e il 2025 in Emilia-Romagna le aziende del settore sono diminuite del 27%, mentre a livello nazionale il calo raggiunge il 22,2%, con oltre 19 mila imprese scomparse.
10 febbraio 2026 - ravenna - Secondo lo studio dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, la provincia di Ravenna ha registrato negli ultimi dieci anni una significativa contrazione delle imprese di autotrasporto. Dal 2015 al 2025 le aziende attive sono scese da 877 a 650, con una perdita di 227 imprese, pari a un calo del 25,9 per cento. Ravenna rientra così tra le province che hanno subito una riduzione rilevante dello stock di imprese del settore.
Il quadro è analogo a livello regionale. In Emilia-Romagna le imprese di autotrasporto sono diminuite da 9.711 nel 2015 a 7.088 nel 2025, con una perdita complessiva di 2.623 unità, pari a una contrazione del 27 per cento. La regione si colloca tra quelle che hanno registrato un calo consistente, anche se meno marcato rispetto ad aree come Valle d’Aosta, Marche e Lazio.
A livello nazionale, lo studio evidenzia che in dieci anni sono scomparse 19.241 imprese di autotrasporto, passando da 86.590 nel 2015 a 67.349 nel 2025, con una riduzione complessiva del 22,2 per cento. Le situazioni più critiche a livello regionale si sono registrate in Valle d’Aosta (-34,1 per cento), Marche (-33,4 per cento) e Lazio (-32,5 per cento), mentre l’unica regione con un saldo positivo è il Trentino-Alto Adige (+12,1 per cento).
La CGIA sottolinea come l’avvio del 2026 sia stato particolarmente difficile per il settore, a causa dell’aumento dei pedaggi autostradali (+1,5 per cento) e del prezzo del gasolio (+3,6 per cento) tra il 31 dicembre 2025 e il 6 febbraio 2026. Secondo le stime, per le piccole imprese ogni mezzo pesante potrebbe subire un incremento medio annuo dei costi del carburante di circa 2.000 euro, aggravato dal fatto che una parte consistente degli operatori non riesce ad accedere ai rimborsi sui pedaggi e ai crediti d’imposta sul carburante.
A questi rincari si sommano ritardi nei pagamenti, che hanno spinto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a intervenire con una circolare per contrastare la prassi dei pagamenti tardivi ai vettori, prevedendo sanzioni fino al 10 per cento del fatturato annuo per i committenti inadempienti.
Lo studio ricorda inoltre che oltre l’80 per cento delle merci in Italia viaggia su gomma, rendendo l’autotrasporto un settore strategico per l’economia nazionale e per il sistema produttivo, nonostante le numerose criticità: concorrenza dei vettori stranieri, carenza di autisti, infrastrutture non adeguate e costi crescenti.
Infine, a livello provinciale, Napoli risulta la realtà con il maggior numero di imprese di autotrasporto (3.984), mentre Imperia è la provincia che ha registrato la contrazione più forte (-40,2 per cento) nel periodo 2015-2025.
© copyright Porto Ravenna News
Il quadro è analogo a livello regionale. In Emilia-Romagna le imprese di autotrasporto sono diminuite da 9.711 nel 2015 a 7.088 nel 2025, con una perdita complessiva di 2.623 unità, pari a una contrazione del 27 per cento. La regione si colloca tra quelle che hanno registrato un calo consistente, anche se meno marcato rispetto ad aree come Valle d’Aosta, Marche e Lazio.
A livello nazionale, lo studio evidenzia che in dieci anni sono scomparse 19.241 imprese di autotrasporto, passando da 86.590 nel 2015 a 67.349 nel 2025, con una riduzione complessiva del 22,2 per cento. Le situazioni più critiche a livello regionale si sono registrate in Valle d’Aosta (-34,1 per cento), Marche (-33,4 per cento) e Lazio (-32,5 per cento), mentre l’unica regione con un saldo positivo è il Trentino-Alto Adige (+12,1 per cento).
La CGIA sottolinea come l’avvio del 2026 sia stato particolarmente difficile per il settore, a causa dell’aumento dei pedaggi autostradali (+1,5 per cento) e del prezzo del gasolio (+3,6 per cento) tra il 31 dicembre 2025 e il 6 febbraio 2026. Secondo le stime, per le piccole imprese ogni mezzo pesante potrebbe subire un incremento medio annuo dei costi del carburante di circa 2.000 euro, aggravato dal fatto che una parte consistente degli operatori non riesce ad accedere ai rimborsi sui pedaggi e ai crediti d’imposta sul carburante.
A questi rincari si sommano ritardi nei pagamenti, che hanno spinto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a intervenire con una circolare per contrastare la prassi dei pagamenti tardivi ai vettori, prevedendo sanzioni fino al 10 per cento del fatturato annuo per i committenti inadempienti.
Lo studio ricorda inoltre che oltre l’80 per cento delle merci in Italia viaggia su gomma, rendendo l’autotrasporto un settore strategico per l’economia nazionale e per il sistema produttivo, nonostante le numerose criticità: concorrenza dei vettori stranieri, carenza di autisti, infrastrutture non adeguate e costi crescenti.
Infine, a livello provinciale, Napoli risulta la realtà con il maggior numero di imprese di autotrasporto (3.984), mentre Imperia è la provincia che ha registrato la contrazione più forte (-40,2 per cento) nel periodo 2015-2025.
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