Energia
ravenna
03 febbraio 2026
Ccs, valutazione d’impatto ambientale positiva per le pipeline da Ferrara e Ravenna
Le infrastrutture di Snam collegheranno i distretti industriali con Casalborsetti per lo stoccaggio nei giacimenti offshore esauriti
03 febbraio 2026 - ravenna - Ccs, arriva la valutazione d’impatto ambientale positiva per le pipeline da Ferrara e Ravenna. Le infrastrutture di Snam collegheranno i distretti industriali con Casalborsetti per lo stoccaggio nei giacimenti offshore esauriti.
Il collegamento consisterà nella realizzazione di una rete di trasporto della CO2 da Ferrara fino alla centrale di compressione Eni di Casalborsetti, mediante la realizzazione complessiva di circa 75 km di nuove condotte, con due stazioni di lancio e ricevimento, allacciamenti, punti e impianti di linea.
Prevista inoltre la realizzazione di una rete di trasporto CO2 dal polo logistico di Ravenna nonché dagli emettitori del polo industriale di Ravenna fino alla centrale Eni di Casalborsetti con circa 5 km di nuova condotta e la riconversione di circa 14 km di gasdotto esistente, più due nuove stazioni di lancio e ricevimento.
Positivi, in questo senso, i passaggi preliminari e le interlocuzioni che nel corso dei mesi passati ci sono state fra Snam e gli enti locali coinvolti (nel ravennate, in particolare, i comuni di Ravenna e Alfonsine), passaggi grazie ai quali è stato possibile definire il tracciato delle pipeline tenendo conto della programmazione territoriale portata avanti dalle amministrazioni. Il prossimo passo dovrà essere l’autorizzazione unica (AU).
Nella giornata di lunedì 2 febbraio, intanto, il Cnr ha organizzato a Roma un convegno su CCS e Carbon Mineral Storage, da cui è emerso come la CCS possa ricoprire un ruolo di rilievo nell’evoluzione dell’industria italiana verso la neutralità climatica, a patto che le parti interessate facciano sistema, sviluppando tecnologie che favoriscano competitività e prestazioni.
Dalle aziende, in particolare, arriva la richiesta di una normativa che consenta visione sul lungo periodo, favorendo in particolare la decisione finale di investimento per l’hub di Ravenna: sbloccare l’iniziativa di Eni e Snam, infatti, è stato ritenuto un fattore abilitante per lo sviluppo di tutti gli altri progetti di Ccs in Italia.
Nella giornata di oggi martedì 3 febbraio, il Mase ha pubblicato il nuovo Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) per il triennio 2026-28, che a sua volta ribadisce la centralità strategica della CCS.
Nel documento, in particolare, si esplicita l’obiettivo di “sostenere la decarbonizzazione dei settori industriali hard-to-abate, tramite la promozione di una filiera nazionale della cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2 (CCUS), a partire dai progetti pilota e dai siti con maggior potenziale di stoccaggio geologico, anche in accordo con l'attuazione del Regolamento (UE) 2024/1735, e l’elaborazione di un quadro regolatorio chiaro e coerente per il trasporto e lo stoccaggio della CO2, in raccordo con le competenze europee e con le autorità regolatorie.
(immagine d'archivio)
© copyright Porto Ravenna News
Il collegamento consisterà nella realizzazione di una rete di trasporto della CO2 da Ferrara fino alla centrale di compressione Eni di Casalborsetti, mediante la realizzazione complessiva di circa 75 km di nuove condotte, con due stazioni di lancio e ricevimento, allacciamenti, punti e impianti di linea.
Prevista inoltre la realizzazione di una rete di trasporto CO2 dal polo logistico di Ravenna nonché dagli emettitori del polo industriale di Ravenna fino alla centrale Eni di Casalborsetti con circa 5 km di nuova condotta e la riconversione di circa 14 km di gasdotto esistente, più due nuove stazioni di lancio e ricevimento.
Positivi, in questo senso, i passaggi preliminari e le interlocuzioni che nel corso dei mesi passati ci sono state fra Snam e gli enti locali coinvolti (nel ravennate, in particolare, i comuni di Ravenna e Alfonsine), passaggi grazie ai quali è stato possibile definire il tracciato delle pipeline tenendo conto della programmazione territoriale portata avanti dalle amministrazioni. Il prossimo passo dovrà essere l’autorizzazione unica (AU).
Nella giornata di lunedì 2 febbraio, intanto, il Cnr ha organizzato a Roma un convegno su CCS e Carbon Mineral Storage, da cui è emerso come la CCS possa ricoprire un ruolo di rilievo nell’evoluzione dell’industria italiana verso la neutralità climatica, a patto che le parti interessate facciano sistema, sviluppando tecnologie che favoriscano competitività e prestazioni.
Dalle aziende, in particolare, arriva la richiesta di una normativa che consenta visione sul lungo periodo, favorendo in particolare la decisione finale di investimento per l’hub di Ravenna: sbloccare l’iniziativa di Eni e Snam, infatti, è stato ritenuto un fattore abilitante per lo sviluppo di tutti gli altri progetti di Ccs in Italia.
Nella giornata di oggi martedì 3 febbraio, il Mase ha pubblicato il nuovo Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) per il triennio 2026-28, che a sua volta ribadisce la centralità strategica della CCS.
Nel documento, in particolare, si esplicita l’obiettivo di “sostenere la decarbonizzazione dei settori industriali hard-to-abate, tramite la promozione di una filiera nazionale della cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2 (CCUS), a partire dai progetti pilota e dai siti con maggior potenziale di stoccaggio geologico, anche in accordo con l'attuazione del Regolamento (UE) 2024/1735, e l’elaborazione di un quadro regolatorio chiaro e coerente per il trasporto e lo stoccaggio della CO2, in raccordo con le competenze europee e con le autorità regolatorie.
(immagine d'archivio)
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