Trasporti, Logistica
roma
17 aprile 2026
Autotrasporto, Unatras proclama il fermo nazionale di tutte le attività
Lo sciopero dovrebbe partire dalla seconda metà di maggio. «Costi insostenibili e nessun confronto con il Governo»: la categoria pronta allo stop senza interventi immediati su carburanti e liquidità
17 aprile 2026 - roma - Il Comitato Esecutivo di UNATRAS, il coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell’autotrasporto merci, convocato oggi a Roma ha deciso la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto, dando mandato all’ufficio di Presidenza di definire giornate e modalità attuative del blocco che saranno stabilite nel rispetto dei tempi dettati dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore.
La normativa impone un preavviso di 25 giorni, quindi lo sciopero dovrebbe partire per la seconda metà di maggio.
«Questa è l’unica e inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte al silenzio assordante del Governo in questa fase drammatica a causa degli alti costi dei carburanti, che stanno di fatto determinando l’impossibilità di proseguire l’attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane», dichiara Unatras.
«I provvedimenti assunti finora dall’Esecutivo si sono rivelati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, per paradosso, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale che, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma ha investito in ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza stradale».
«È inconcepibile che le organizzazioni di rappresentanza aderenti a UNATRAS, le quali hanno sempre tenuto un profilo di responsabilità verso le Istituzioni e il Paese nonostante le ripetute grida d’allarme, non siano neanche state convocate dal Governo per avviare un confronto di merito sulla gravissima situazione che vive il settore».
«L’autotrasporto italiano, che conta 100 mila imprese per 500 mila lavoratori, decide di fermarsi per evitare danni ben peggiori continuando a viaggiare in perdita. Perché se si spegne l’autotrasporto si spegne il Paese».
Per scongiurare i devastanti effetti economici che questa drastica decisione comporta, il coordinamento UNATRAS ritiene fondamentale che il Governo agisca urgentemente per:
- l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso accise pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato;
- interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali;
- l ’attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise;
- l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo.
«UNATRAS, infine, in rappresentanza della quasi totalità della categoria, auspica che le forme isolate di protesta autorganizzate confluiscano nelle iniziative più appropriate che saranno attuate in conformità della legge».
© copyright Porto Ravenna News
La normativa impone un preavviso di 25 giorni, quindi lo sciopero dovrebbe partire per la seconda metà di maggio.
«Questa è l’unica e inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte al silenzio assordante del Governo in questa fase drammatica a causa degli alti costi dei carburanti, che stanno di fatto determinando l’impossibilità di proseguire l’attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane», dichiara Unatras.
«I provvedimenti assunti finora dall’Esecutivo si sono rivelati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, per paradosso, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale che, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma ha investito in ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza stradale».
«È inconcepibile che le organizzazioni di rappresentanza aderenti a UNATRAS, le quali hanno sempre tenuto un profilo di responsabilità verso le Istituzioni e il Paese nonostante le ripetute grida d’allarme, non siano neanche state convocate dal Governo per avviare un confronto di merito sulla gravissima situazione che vive il settore».
«L’autotrasporto italiano, che conta 100 mila imprese per 500 mila lavoratori, decide di fermarsi per evitare danni ben peggiori continuando a viaggiare in perdita. Perché se si spegne l’autotrasporto si spegne il Paese».
Per scongiurare i devastanti effetti economici che questa drastica decisione comporta, il coordinamento UNATRAS ritiene fondamentale che il Governo agisca urgentemente per:
- l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso accise pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato;
- interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali;
- l ’attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise;
- l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo.
«UNATRAS, infine, in rappresentanza della quasi totalità della categoria, auspica che le forme isolate di protesta autorganizzate confluiscano nelle iniziative più appropriate che saranno attuate in conformità della legge».
© copyright Porto Ravenna News
Altro da:
Trasporti, Logistica
Autotrasporto, Unatras conferma il fermo nazionale dal 25 al 29 maggio
Mobilitazione contro il caro gasolio: «Senza risposte dal Governo molte imprese rischiano ...
Intermodalità, quattro player fanno rete: nasce ROLER per rilanciare il trasporto merci su ferro
Accordo tra Interporto Bologna, Dinazzano Po, SAPIR e Rail Traction Company: sinergie, ...







































