Porti
ravenna
05 maggio 2026
Rimorchio portuale, nuova concessione: Sers si riaggiudica la gara
Assetti e tariffe distinti per le attività portuali e il supporto al rigassificatore. Servizio potenziato: più mezzi, tecnologia avanzata e standard di sicurezza rafforzati
05 maggio 2026 - ravenna - È entrato ufficialmente in servizio il nuovo concessionario del servizio di rimorchio nel porto e nella rada di Ravenna, al termine della gara avviata dopo la scadenza della precedente concessione. A gestire il servizio sarà la società Sers, già operativa nello scalo, che si è aggiudicata il nuovo affidamento. L'importo previsto dal bando era di 432 milioni di euro per 15 anni.
La procedura, avviata nel 2022 e coordinata dalla Capitaneria di porto insieme all’Autorità di sistema portuale, si è conclusa con l’obiettivo di rafforzare sicurezza ed efficienza in un porto in piena trasformazione, anche per effetto dell’entrata in funzione del rigassificatore offshore.
Il nuovo assetto prevede un potenziamento significativo del servizio, con 11 rimorchiatori complessivi – nove di prima linea e due di seconda – dotati di sistemi di manovra avanzati. Si tratta di un incremento sia nel numero dei mezzi sia nella potenza disponibile rispetto alla situazione precedente, pensato per sostenere traffici in crescita e operazioni sempre più complesse.
Tra le principali novità anche l’organizzazione del servizio, ora articolato in due ambiti distinti: uno dedicato alle attività portuali e uno specifico per il supporto alla FSRU, ciascuno con specifici assetti operativi, tariffe e sistemi contabili.
Una scelta che riflette la crescente specializzazione delle attività nello scalo ravennate.
La concessione ha una durata di 15 anni e prevede la continuità occupazionale, con l’assorbimento del personale già impiegato nel servizio.
Oltre al rafforzamento dei mezzi, il nuovo modello introduce procedure operative più evolute e un potenziamento degli strumenti per la sicurezza, inclusi sistemi antincendio, contribuendo a elevare gli standard complessivi del porto.
Per la Capitaneria di porto, l’avvio del nuovo concessionario rappresenta un passaggio di continuità ma anche di rafforzamento: garantisce maggiore affidabilità per gli armatori e accompagna la crescita dello scalo in una fase di forte sviluppo infrastrutturale e traffici in aumento.
Resta centrale il ruolo di vigilanza della Guardia Costiera, chiamata a monitorare il rispetto degli standard tecnici e operativi previsti, in un contesto portuale sempre più complesso e strategico.
© copyright Porto Ravenna News
La procedura, avviata nel 2022 e coordinata dalla Capitaneria di porto insieme all’Autorità di sistema portuale, si è conclusa con l’obiettivo di rafforzare sicurezza ed efficienza in un porto in piena trasformazione, anche per effetto dell’entrata in funzione del rigassificatore offshore.
Il nuovo assetto prevede un potenziamento significativo del servizio, con 11 rimorchiatori complessivi – nove di prima linea e due di seconda – dotati di sistemi di manovra avanzati. Si tratta di un incremento sia nel numero dei mezzi sia nella potenza disponibile rispetto alla situazione precedente, pensato per sostenere traffici in crescita e operazioni sempre più complesse.
Tra le principali novità anche l’organizzazione del servizio, ora articolato in due ambiti distinti: uno dedicato alle attività portuali e uno specifico per il supporto alla FSRU, ciascuno con specifici assetti operativi, tariffe e sistemi contabili.
Una scelta che riflette la crescente specializzazione delle attività nello scalo ravennate.
La concessione ha una durata di 15 anni e prevede la continuità occupazionale, con l’assorbimento del personale già impiegato nel servizio.
Oltre al rafforzamento dei mezzi, il nuovo modello introduce procedure operative più evolute e un potenziamento degli strumenti per la sicurezza, inclusi sistemi antincendio, contribuendo a elevare gli standard complessivi del porto.
Per la Capitaneria di porto, l’avvio del nuovo concessionario rappresenta un passaggio di continuità ma anche di rafforzamento: garantisce maggiore affidabilità per gli armatori e accompagna la crescita dello scalo in una fase di forte sviluppo infrastrutturale e traffici in aumento.
Resta centrale il ruolo di vigilanza della Guardia Costiera, chiamata a monitorare il rispetto degli standard tecnici e operativi previsti, in un contesto portuale sempre più complesso e strategico.
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