giugno-agosto

Porti

ravenna 23 maggio 2026

«Abbiamo riportato Ravenna al tavolo delle decisioni nazionali»: Benevolo traccia il bilancio di DePortibus

Il presidente dell’Autorità Portuale: «I porti stanno cambiando profondamente». Focus su materie prime critiche, agrifood, filiera del freddo, infrastrutture strategiche e futuro industriale dello scalo ravennate

23 maggio 2026 - ravenna - “Abbiamo riportato Ravenna al tavolo delle decisioni centrali in maniera autorevole”. Francesco Benevolo apre così il suo intervento conclusivo durante l’ultima giornata di DEPORTIBUS, tracciando un bilancio politico e strategico del festival che per tre giorni ha trasformato Ravenna nel centro del confronto nazionale sul futuro della portualità italiana.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale parla apertamente di “un altro passo avanti” nel lavoro avviato dal suo insediamento per rafforzare il peso nazionale dello scalo ravennate. “Chi non è al tavolo fa parte del menù”, afferma citando il premier canadese Mark Carney, spiegando come Ravenna abbia avuto la capacità di riunire in città tutto il cluster portuale italiano.

Benevolo rivendica infatti la presenza, durante il festival, di tutti i presidenti delle Autorità di Sistema Portuale, dei vertici territoriali delle Capitanerie di Porto, delle principali associazioni nazionali di settore e del viceministro Edoardo Rixi. “Abbiamo avuto qui tutto il cluster nazionale a discutere della riforma della logistica e del sistema portuale italiano”, sottolinea.

Da qui il passaggio centrale del suo intervento: la trasformazione radicale del ruolo dei porti. “È finita la stagione in cui si andava al ministero chiedendo soldi per dragaggi e banchine. Oggi i porti devono intrecciare grandi progetti di sviluppo”, spiega Benevolo, sostenendo che il sistema portuale stia entrando in una fase completamente nuova.

Nel suo ragionamento ripercorre l’evoluzione storica dello scalo: “Prima il porto-città, poi il porto-mercato, il porto-industria, il porto-logistica, il porto-energia. Oggi il porto è qualcosa di molto diverso”. Un cambiamento che impone agli scali di intercettare le grandi partite strategiche europee e internazionali.

È in questo quadro che Benevolo inserisce la sfida delle terre rare e delle materie prime critiche. “È un treno partito un paio d’anni fa e noi ci siamo saliti un po’ alla Mission Impossible”, racconta, spiegando di essersi “buttato col deltaplano sul treno in corsa” per cercare di inserire Ravenna tra gli hub europei delle nuove filiere strategiche.

Il presidente dell’AdSP rivela che è già in corso un lavoro con il Ministero dell’Industria, la Regione Emilia-Romagna e Bruxelles per candidare Ravenna insieme a Venezia come deposito strategico europeo delle terre rare. “Non vogliamo promuovere campanilismi ma aree concrete”, afferma, spiegando che la forza della proposta sta proprio nella logica di sistema tra i due porti adriatici.

Ravenna mette sul tavolo 250 ettari di aree logistiche già disponibili, dotate di collegamenti ferroviari e stradali. “Se un’infrastruttura è strategica deve essere anche difendibile”, osserva Benevolo, sostenendo la necessità di una “ridondanza” delle infrastrutture strategiche europee.

Ma il progetto non riguarda soltanto lo stoccaggio delle merci. Benevolo insiste molto sul fatto che quella delle terre rare sia “una partita industriale completamente nuova”, destinata a generare trasformazione, riciclo, innovazione tecnologica, ricerca universitaria e nuove produzioni. “Non è un magazzino dove mettere materiali: è un motore potente di innovazione che guarda al futuro”, spiega.

Secondo Benevolo, l’Europa sta vivendo una fase di forte vulnerabilità economica e geopolitica. “Siamo passati dalla globalizzazione totale alla necessità di rifarci tutto in casa”, osserva, citando le tensioni internazionali e la dipendenza europea da microchip, elettronica e materie prime critiche oggi controllate soprattutto dalla Cina.

Il presidente dell’Autorità Portuale collega direttamente questa partita al futuro industriale di Ravenna. “Noi siamo il porto leader nazionale delle rinfuse solide, facciamo il 25% del traffico italiano e abbiamo aree pronte per attività industriali e logistiche”, ricorda, sostenendo che Ravenna non possa permettersi di restare fuori da questa trasformazione.

Accanto alle terre rare Benevolo cita altri “treni” strategici che il porto sta cercando di intercettare. Tra questi il progetto di un polo dell’agrifood e della filiera del freddo, nato dalla constatazione delle forti inefficienze logistiche italiane. “In Italia non esiste una vera filiera del freddo ma solo del fresco”, afferma, spiegando che oggi molte aziende sono costrette a far viaggiare merci e camion per centinaia di chilometri verso magazzini del centro Italia.

Ravenna punta quindi a sfruttare anche il proprio ruolo di hub energetico, con disponibilità di energia a basso costo utile per strutture ad alta intensità energetica come quelle della catena del freddo.

Infine Benevolo richiama il tema delle infrastrutture critiche e della sicurezza, spiegando che l’Europa e il Governo stanno definendo nuovi criteri strategici legati alla difesa e alla resilienza delle infrastrutture. “Anche lì dobbiamo esserci”, afferma, ricordando i fondi europei destinati alle cosiddette infrastrutture duali.

Nel finale il presidente dell’Autorità Portuale ribadisce la propria convinzione: “Dobbiamo guardare al futuro. Il futuro non sono solo dragaggi e banchine, ma energia, nuovi materiali e innovazione”.


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