Trasporti, Logistica
ravenna
02 giugno 2026
Mingozzi: «Faenza per l'Alta Velocità, ma il porto ha bisogno di nuove infrastrutture»
Nel dibattito sulla nuova fermata ferroviaria l'esponente del PRI rilancia il raddoppio della Ravenna-Castel Bolognese, il secondo accesso allo scalo e il collegamento ferroviario con la Trattaroli
02 giugno 2026 - ravenna - «Il confronto che si è aperto in Romagna sulla necessità di una stazione ferroviaria che coinvolga all'unisono le tre provincie nell'importante servizio che l'Alta Velocità può offrire a tutto il territorio si fa sempre più interessante" afferma l'esponente dell'Edera Giannantonio Mingozzi.
"Tra i tanti appelli (sindacati, associazioni e partiti) a non farne una questione di campanile, i sindaci che auspicano uno studio serio sui benefici per tanti settori dell'economia prima di decidere il dove e Confindustria che auspica una nuova e moderna fermata baricentrica rispetto ai capoluoghi, ho paura che si sottovaluti l'entità di un intervento pubblico molto costoso e i tempi lunghi di una nuova infrastruttura, seppure molto importante".
"Condivido l'auspicio del sindaco Barattoni affinchè Ravenna non resti più isolata dalle direttrici principali dei treni veloci (del resto una carenza che si avverte anche per strade ormai obsolete come la Romea), la mancanza di treni diretti per Forlì e Cesena (basti pensare alle difficoltà del mondo universitario) ed alle grandi criticità della Ravegnana".
"Ma proprio sulla base di queste giuste valutazioni, aggiunge Mingozzi, nonchè della necessità di raddoppiare la Ravenna-Castel Bolognese e di sostenere lo sviluppo del porto con adeguate infrastrutture ferro e gomma (una seconda strada di accesso e il collegamento ferroviario con i nuovi insediamenti in Trattaroli) mi domando se non sia più utile puntare per l'Alta Velocità romagnola a una fermata proria nella stazione di Faenza".
"Un contesto ferroviario che è ormai un nodo di importanza nazionale, può rafforzare i collegamenti con Ravenna e continuare a costruire ottimi rapporti con la Toscana, turistici, culturali ed economici; con la carenza di risorse pubbliche che scontiamo oggi, pur nel massimo rispetto delle valutazioni espresse da Forli, Rimini e Cesena che hanno tutto il diritto di difendere le proprie ragioni - conclude l'esponente del PRI Mingozzi - pur persistendo vari problemi di collegamento tra i capoluoghi delle nostre provincie e di conseguenza difficoltà che si rifletterebbero poi sui passeggeri dell'Alta Velocità, Faenza e Ravenna rappresentano oggi la strada più veloce, concreta e ragionevole per i costi e per le tante opportunità che uniscono le due città".
© copyright Porto Ravenna News
"Tra i tanti appelli (sindacati, associazioni e partiti) a non farne una questione di campanile, i sindaci che auspicano uno studio serio sui benefici per tanti settori dell'economia prima di decidere il dove e Confindustria che auspica una nuova e moderna fermata baricentrica rispetto ai capoluoghi, ho paura che si sottovaluti l'entità di un intervento pubblico molto costoso e i tempi lunghi di una nuova infrastruttura, seppure molto importante".
"Condivido l'auspicio del sindaco Barattoni affinchè Ravenna non resti più isolata dalle direttrici principali dei treni veloci (del resto una carenza che si avverte anche per strade ormai obsolete come la Romea), la mancanza di treni diretti per Forlì e Cesena (basti pensare alle difficoltà del mondo universitario) ed alle grandi criticità della Ravegnana".
"Ma proprio sulla base di queste giuste valutazioni, aggiunge Mingozzi, nonchè della necessità di raddoppiare la Ravenna-Castel Bolognese e di sostenere lo sviluppo del porto con adeguate infrastrutture ferro e gomma (una seconda strada di accesso e il collegamento ferroviario con i nuovi insediamenti in Trattaroli) mi domando se non sia più utile puntare per l'Alta Velocità romagnola a una fermata proria nella stazione di Faenza".
"Un contesto ferroviario che è ormai un nodo di importanza nazionale, può rafforzare i collegamenti con Ravenna e continuare a costruire ottimi rapporti con la Toscana, turistici, culturali ed economici; con la carenza di risorse pubbliche che scontiamo oggi, pur nel massimo rispetto delle valutazioni espresse da Forli, Rimini e Cesena che hanno tutto il diritto di difendere le proprie ragioni - conclude l'esponente del PRI Mingozzi - pur persistendo vari problemi di collegamento tra i capoluoghi delle nostre provincie e di conseguenza difficoltà che si rifletterebbero poi sui passeggeri dell'Alta Velocità, Faenza e Ravenna rappresentano oggi la strada più veloce, concreta e ragionevole per i costi e per le tante opportunità che uniscono le due città".
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