Trasporti, Logistica
genova
05 giugno 2026
Fedespedi, container in calo nei porti italiani: Ravenna tiene mentre cambiano le rotte del Mediterraneo
All’assemblea per gli 80 anni della Federazione, a Genova presente anche l'associazione ravennate degli Spedizionieri. Cresce il ruolo della Turchia nei traffici tra Asia ed Europa
05 giugno 2026 - genova - L’ottantesimo anniversario di Fedespedi è stato l’occasione per fare il punto sullo stato della logistica italiana in uno scenario internazionale sempre più condizionato dalle tensioni geopolitiche. All’Assemblea pubblica della federazione, svoltasi il 5 giugno a Genova, a Palazzo della Borsa, erano presenti anche Annagiulia Randi e Marco Battaglia, rispettivamente presidente e vicepresidente di ARSI (l'associazione degli Spedizionieri ravennati) e il past president Carlo Facchini, in un confronto che ha riunito operatori del settore, istituzioni e stakeholder del mondo dei trasporti e delle spedizioni internazionali.
Ad Annagiulia Randi è stato conferito un riconoscimento per l’impegno e l’entusiasmo che sta mettendo come presidente di ARSI a valore per tutta la federazione sia a livello locale che nazionale.
L’appuntamento di Genova, intitolato “Da 80 anni il filo che ci unisce”, ha celebrato la storia di una federazione che oggi rappresenta 1.650 imprese, con un fatturato aggregato di 24,9 miliardi di euro e oltre 60 mila addetti. Al centro del dibattito la geopolitica delle merci e gli effetti che le crisi internazionali stanno producendo sulle catene logistiche e sui flussi commerciali.
Nel corso dell’assemblea sono stati presentati i dati del Centro Studi Fedespedi relativi al primo trimestre del 2026. La movimentazione dei container nei porti italiani ha registrato una flessione del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnale che le tensioni che interessano il Medio Oriente stanno iniziando a produrre conseguenze concrete anche sul sistema logistico nazionale.
Tra i principali scali italiani, la contrazione più marcata si registra a Trieste (-23,6%), mentre risultano in calo anche Savona (-14,1%), Genova (-4,9%) e Napoli (-3,5%). In controtendenza crescono invece La Spezia (+7,8%), Salerno (+7,8%) e Venezia (+5,8%). Ravenna mantiene sostanzialmente invariati i propri volumi, con un lieve incremento dello 0,1%, confermando una sostanziale tenuta in una fase caratterizzata da forte instabilità dei traffici.
L’analisi di Fedespedi evidenzia inoltre un Mediterraneo a due velocità. Da una parte crescono i grandi hub di transhipment come Port Said (+48,2%) e Algeciras (+9,3%), dall’altra rallentano diversi porti gateway del Mediterraneo centrale e orientale, compreso il Pireo (-5,7%). In questo contesto emerge con forza il ruolo della Turchia, che sta rafforzando la propria posizione di snodo logistico tra Asia ed Europa grazie alla ricerca di rotte alternative alle aree interessate dalle crisi internazionali.
Particolarmente significativo il caso di Trieste che, pur registrando una forte diminuzione dei traffici containerizzati dovuta alla riorganizzazione delle alleanze armatoriali, ha visto crescere del 6,4% il traffico Ro-Ro con la Turchia. Un dato che, secondo Fedespedi, potrebbe essere legato alla ricerca di percorsi alternativi verso il Medio Oriente attraverso la direttrice terrestre che collega la Turchia all’Iraq.
Le difficoltà si riflettono anche sul trasporto aereo delle merci. Nei primi tre mesi dell’anno gli aeroporti italiani hanno movimentato circa 279.500 tonnellate di cargo, con una riduzione del 2,4% rispetto al 2025. A incidere sono soprattutto le performance dei due principali scali nazionali, Milano Malpensa (-4,5%) e Roma Fiumicino (-2,1%), oltre alle criticità operative che interessano il Medio Oriente e ad alcune nuove misure regolatorie che stanno influenzando i flussi commerciali.
«Le imprese di spedizioni internazionali rappresentano un osservatorio privilegiato dei cambiamenti in atto nel commercio globale», ha sottolineato il presidente di Fedespedi Alessandro Pitto. Secondo la federazione, la ridefinizione delle rotte commerciali in corso impone la costruzione di nuove alleanze strategiche e il rafforzamento dei rapporti economici con Paesi come la Turchia, destinati ad assumere un ruolo sempre più centrale negli equilibri logistici del Mediterraneo.
© copyright Porto Ravenna News
Ad Annagiulia Randi è stato conferito un riconoscimento per l’impegno e l’entusiasmo che sta mettendo come presidente di ARSI a valore per tutta la federazione sia a livello locale che nazionale.
L’appuntamento di Genova, intitolato “Da 80 anni il filo che ci unisce”, ha celebrato la storia di una federazione che oggi rappresenta 1.650 imprese, con un fatturato aggregato di 24,9 miliardi di euro e oltre 60 mila addetti. Al centro del dibattito la geopolitica delle merci e gli effetti che le crisi internazionali stanno producendo sulle catene logistiche e sui flussi commerciali.
Nel corso dell’assemblea sono stati presentati i dati del Centro Studi Fedespedi relativi al primo trimestre del 2026. La movimentazione dei container nei porti italiani ha registrato una flessione del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnale che le tensioni che interessano il Medio Oriente stanno iniziando a produrre conseguenze concrete anche sul sistema logistico nazionale.
Tra i principali scali italiani, la contrazione più marcata si registra a Trieste (-23,6%), mentre risultano in calo anche Savona (-14,1%), Genova (-4,9%) e Napoli (-3,5%). In controtendenza crescono invece La Spezia (+7,8%), Salerno (+7,8%) e Venezia (+5,8%). Ravenna mantiene sostanzialmente invariati i propri volumi, con un lieve incremento dello 0,1%, confermando una sostanziale tenuta in una fase caratterizzata da forte instabilità dei traffici.
L’analisi di Fedespedi evidenzia inoltre un Mediterraneo a due velocità. Da una parte crescono i grandi hub di transhipment come Port Said (+48,2%) e Algeciras (+9,3%), dall’altra rallentano diversi porti gateway del Mediterraneo centrale e orientale, compreso il Pireo (-5,7%). In questo contesto emerge con forza il ruolo della Turchia, che sta rafforzando la propria posizione di snodo logistico tra Asia ed Europa grazie alla ricerca di rotte alternative alle aree interessate dalle crisi internazionali.
Particolarmente significativo il caso di Trieste che, pur registrando una forte diminuzione dei traffici containerizzati dovuta alla riorganizzazione delle alleanze armatoriali, ha visto crescere del 6,4% il traffico Ro-Ro con la Turchia. Un dato che, secondo Fedespedi, potrebbe essere legato alla ricerca di percorsi alternativi verso il Medio Oriente attraverso la direttrice terrestre che collega la Turchia all’Iraq.
Le difficoltà si riflettono anche sul trasporto aereo delle merci. Nei primi tre mesi dell’anno gli aeroporti italiani hanno movimentato circa 279.500 tonnellate di cargo, con una riduzione del 2,4% rispetto al 2025. A incidere sono soprattutto le performance dei due principali scali nazionali, Milano Malpensa (-4,5%) e Roma Fiumicino (-2,1%), oltre alle criticità operative che interessano il Medio Oriente e ad alcune nuove misure regolatorie che stanno influenzando i flussi commerciali.
«Le imprese di spedizioni internazionali rappresentano un osservatorio privilegiato dei cambiamenti in atto nel commercio globale», ha sottolineato il presidente di Fedespedi Alessandro Pitto. Secondo la federazione, la ridefinizione delle rotte commerciali in corso impone la costruzione di nuove alleanze strategiche e il rafforzamento dei rapporti economici con Paesi come la Turchia, destinati ad assumere un ruolo sempre più centrale negli equilibri logistici del Mediterraneo.
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