Logistica
bologna
22 luglio 2026
Medlog (MSC) entra nell'Interporto di Bologna: nuove opportunità per il porto di Ravenna
L'ingresso del Gruppo nel capitale, gli investimenti ferroviari e il rafforzamento della rete logistica regionale aprono nuove prospettive per i traffici tra Ravenna, Bologna e l'Europa
22 luglio 2026 - bologna - L'ingresso di Medlog Holding Italia, società del gruppo MSC, nel capitale dell'Interporto di Bologna segna una nuova fase di sviluppo dello scalo emiliano. L'operazione è stata completata con la sottoscrizione integrale dell'aumento di capitale, approvata dall'Assemblea dei soci insieme al bilancio 2025.
Per il porto di Ravenna la novità assume un significato particolare perché riguarda uno dei principali nodi destinati a rafforzare i collegamenti ferroviari tra il mare, il sistema produttivo dell'Emilia-Romagna e i mercati dell'Europa centrale.
Alla ricapitalizzazione hanno partecipato anche Città Metropolitana di Bologna, Camera di Commercio di Bologna e Mercitalia Rail, consolidando un assetto pubblico-privato orientato a sostenere il piano di sviluppo dello scalo e a rafforzarne il ruolo nel sistema logistico nazionale ed europeo.
Commentando l'esito dell'assemblea, il presidente Stefano Caliandro ha sottolineato come il nuovo Consiglio di amministrazione abbia impresso un forte impulso alla strategia della società, concentrando gli sforzi sul rafforzamento patrimoniale, sul piano degli investimenti e sullo sviluppo di nuove relazioni industriali e istituzionali. L'ingresso di Medlog rappresenta, secondo Caliandro, «un elemento di grande valorizzazione dello sviluppo industriale dell'Interporto», grazie all'apporto di competenze e know-how di uno dei principali operatori della logistica integrata.
Il programma di investimenti prosegue con l'ampliamento del terminal ferroviario, che entro il 2026 raggiungerà una superficie di circa 115 mila metri quadrati, con nuovi binari da 750 metri e ulteriori gru a portale per incrementare la capacità operativa dello scalo.
L'evoluzione dell'Interporto si inserisce nel progetto Emilia-Romagna Intermodal Cluster (ER.I.C.), nato per rafforzare la cooperazione tra le principali infrastrutture logistiche regionali e mettere in rete porti, interporti, terminal ferroviari e operatori logistici.
Nella stessa direzione si colloca ROLER – Rete Operatori Logistica Emilia-Romagna, promossa da Interporto Bologna insieme a Dinazzano Po, Sapir e Rail Traction Company. L'obiettivo è incrementare il traffico ferroviario delle merci, valorizzare la Zona Logistica Semplificata e rafforzare i collegamenti tra il porto di Ravenna, l'entroterra produttivo e il corridoio del Brennero.
La presenza di Sapir conferma il ruolo centrale di Ravenna nel nuovo assetto logistico regionale, con il porto destinato a rappresentare il principale accesso marittimo dell'Emilia-Romagna e Bologna il naturale nodo di distribuzione dei traffici verso il Nord Italia e l'Europa.
Il collegamento tra le due infrastrutture assume un'importanza ancora maggiore alla luce del rapporto Italian Maritime Economy 2026 di SRM. Lo studio evidenzia come il trasporto ferroviario delle merci stia attraversando una fase di rallentamento: tra il 2022 e il 2025 i collegamenti ferroviari dei porti italiani sono diminuiti dell'8,5%, in linea con il resto d'Europa.
Nonostante questo scenario, SRM individua nell'intermodalità uno dei principali fattori di competitività del sistema logistico. Oggi solo l'11% delle imprese utilizza prevalentemente la ferrovia nei collegamenti tra porto e azienda, mentre il 21% prevede di incrementarne l'utilizzo nei prossimi due anni. Una prospettiva che sostiene gli investimenti previsti sulle connessioni ferroviarie portuali, pari a 774 milioni di euro.
La prospettiva delineata da SRM va però oltre il semplice potenziamento delle infrastrutture. Il valore competitivo di un porto dipende sempre più dalla capacità di estendere il proprio raggio d'azione verso l'entroterra. In questo scenario l'Interporto di Bologna può rappresentare per Ravenna il naturale collegamento con la Pianura Padana, il corridoio del Brennero e i mercati dell'Europa centrale.
Anche Ravenna è chiamata a confrontarsi con questa evoluzione. Nel 2025 lo scalo ha movimentato 6.750 treni merci, confermandosi il terzo porto ferroviario italiano dopo Trieste Campo Marzio e La Spezia, pur con un calo dell'11,3% rispetto al 2022.
L'arrivo di Medlog può accelerare questo processo. Il gruppo MSC ha costruito negli anni un modello integrato che comprende navigazione, terminal portuali, società ferroviarie, interporti e piattaforme logistiche, con l'obiettivo di gestire l'intera catena del trasporto.
Per Ravenna si tratta di un'importante opportunità, ma anche di una sfida. I nuovi assetti potranno tradursi in maggiori traffici solo se lo scalo saprà offrire collegamenti ferroviari efficienti, continuità dei servizi e condizioni competitive.
Il porto dispone già di importanti punti di forza: è il primo scalo italiano per le rinfuse solide, movimenta grandi volumi di materie prime destinate all'industria e rappresenta uno dei principali nodi ferroviari portuali del Paese. La sfida sarà trasformare queste caratteristiche in un sistema ancora più integrato con Bologna e con la rete logistica regionale.
Il nuovo assetto dell'Interporto conferma una tendenza ormai evidente: la competitività di un porto non dipende più soltanto dall'efficienza delle banchine, ma dalla qualità delle connessioni con terminal ferroviari, interporti e reti distributive. Il valore aggiunto si crea lungo l'intera filiera del trasporto.
Per Ravenna questo rappresenta uno dei passaggi strategici dei prossimi anni. L'evoluzione dell'Interporto di Bologna, insieme ai progetti ER.I.C. e ROLER, costituisce un tassello fondamentale per rafforzare il ruolo dello scalo ravennate nella logistica regionale ed europea.
© copyright Porto Ravenna News
Per il porto di Ravenna la novità assume un significato particolare perché riguarda uno dei principali nodi destinati a rafforzare i collegamenti ferroviari tra il mare, il sistema produttivo dell'Emilia-Romagna e i mercati dell'Europa centrale.
Alla ricapitalizzazione hanno partecipato anche Città Metropolitana di Bologna, Camera di Commercio di Bologna e Mercitalia Rail, consolidando un assetto pubblico-privato orientato a sostenere il piano di sviluppo dello scalo e a rafforzarne il ruolo nel sistema logistico nazionale ed europeo.
Commentando l'esito dell'assemblea, il presidente Stefano Caliandro ha sottolineato come il nuovo Consiglio di amministrazione abbia impresso un forte impulso alla strategia della società, concentrando gli sforzi sul rafforzamento patrimoniale, sul piano degli investimenti e sullo sviluppo di nuove relazioni industriali e istituzionali. L'ingresso di Medlog rappresenta, secondo Caliandro, «un elemento di grande valorizzazione dello sviluppo industriale dell'Interporto», grazie all'apporto di competenze e know-how di uno dei principali operatori della logistica integrata.
Il programma di investimenti prosegue con l'ampliamento del terminal ferroviario, che entro il 2026 raggiungerà una superficie di circa 115 mila metri quadrati, con nuovi binari da 750 metri e ulteriori gru a portale per incrementare la capacità operativa dello scalo.
L'evoluzione dell'Interporto si inserisce nel progetto Emilia-Romagna Intermodal Cluster (ER.I.C.), nato per rafforzare la cooperazione tra le principali infrastrutture logistiche regionali e mettere in rete porti, interporti, terminal ferroviari e operatori logistici.
Nella stessa direzione si colloca ROLER – Rete Operatori Logistica Emilia-Romagna, promossa da Interporto Bologna insieme a Dinazzano Po, Sapir e Rail Traction Company. L'obiettivo è incrementare il traffico ferroviario delle merci, valorizzare la Zona Logistica Semplificata e rafforzare i collegamenti tra il porto di Ravenna, l'entroterra produttivo e il corridoio del Brennero.
La presenza di Sapir conferma il ruolo centrale di Ravenna nel nuovo assetto logistico regionale, con il porto destinato a rappresentare il principale accesso marittimo dell'Emilia-Romagna e Bologna il naturale nodo di distribuzione dei traffici verso il Nord Italia e l'Europa.
Il collegamento tra le due infrastrutture assume un'importanza ancora maggiore alla luce del rapporto Italian Maritime Economy 2026 di SRM. Lo studio evidenzia come il trasporto ferroviario delle merci stia attraversando una fase di rallentamento: tra il 2022 e il 2025 i collegamenti ferroviari dei porti italiani sono diminuiti dell'8,5%, in linea con il resto d'Europa.
Nonostante questo scenario, SRM individua nell'intermodalità uno dei principali fattori di competitività del sistema logistico. Oggi solo l'11% delle imprese utilizza prevalentemente la ferrovia nei collegamenti tra porto e azienda, mentre il 21% prevede di incrementarne l'utilizzo nei prossimi due anni. Una prospettiva che sostiene gli investimenti previsti sulle connessioni ferroviarie portuali, pari a 774 milioni di euro.
La prospettiva delineata da SRM va però oltre il semplice potenziamento delle infrastrutture. Il valore competitivo di un porto dipende sempre più dalla capacità di estendere il proprio raggio d'azione verso l'entroterra. In questo scenario l'Interporto di Bologna può rappresentare per Ravenna il naturale collegamento con la Pianura Padana, il corridoio del Brennero e i mercati dell'Europa centrale.
Anche Ravenna è chiamata a confrontarsi con questa evoluzione. Nel 2025 lo scalo ha movimentato 6.750 treni merci, confermandosi il terzo porto ferroviario italiano dopo Trieste Campo Marzio e La Spezia, pur con un calo dell'11,3% rispetto al 2022.
L'arrivo di Medlog può accelerare questo processo. Il gruppo MSC ha costruito negli anni un modello integrato che comprende navigazione, terminal portuali, società ferroviarie, interporti e piattaforme logistiche, con l'obiettivo di gestire l'intera catena del trasporto.
Per Ravenna si tratta di un'importante opportunità, ma anche di una sfida. I nuovi assetti potranno tradursi in maggiori traffici solo se lo scalo saprà offrire collegamenti ferroviari efficienti, continuità dei servizi e condizioni competitive.
Il porto dispone già di importanti punti di forza: è il primo scalo italiano per le rinfuse solide, movimenta grandi volumi di materie prime destinate all'industria e rappresenta uno dei principali nodi ferroviari portuali del Paese. La sfida sarà trasformare queste caratteristiche in un sistema ancora più integrato con Bologna e con la rete logistica regionale.
Il nuovo assetto dell'Interporto conferma una tendenza ormai evidente: la competitività di un porto non dipende più soltanto dall'efficienza delle banchine, ma dalla qualità delle connessioni con terminal ferroviari, interporti e reti distributive. Il valore aggiunto si crea lungo l'intera filiera del trasporto.
Per Ravenna questo rappresenta uno dei passaggi strategici dei prossimi anni. L'evoluzione dell'Interporto di Bologna, insieme ai progetti ER.I.C. e ROLER, costituisce un tassello fondamentale per rafforzare il ruolo dello scalo ravennate nella logistica regionale ed europea.
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