giugno-agosto

Porti

ravenna 29 luglio 2026

Il porto cresce, ma per completare la trasformazione servono altri 500 milioni

Benevolo presenta in Consiglio comunale cantieri e strategie: fondali, collegamenti, nuove aree produttive, transizione energetica e crociere

29 luglio 2026 - ravenna - Più merci, navi di maggiori dimensioni e nuovi spazi per la logistica e le attività produttive. Il porto di Ravenna sta cambiando volto, ma per portare a termine la trasformazione occorrerà reperire nuove risorse. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Francesco Benevolo, ha tracciato in Consiglio comunale il quadro dei lavori in corso e delle prospettive dello scalo.

Ravenna è uno dei principali porti italiani per l’importazione di materie prime. Nel 2025 ha movimentato 28 milioni di tonnellate, con una crescita del 9,6% rispetto all’anno precedente. Il primo semestre 2026 si è chiuso a 14,1 milioni di tonnellate, il 5,7% in più sullo stesso periodo del 2025. Sono aumentati anche i container, arrivati a 112.927 Teu, e i rimorchi delle Autostrade del mare.

Il porto dispone di 12 chilometri di banchine operative, 35 chilometri di binari e dieci terminal raccordati. Attorno allo scalo gravitano circa 18mila occupati, diretti e indiretti, mentre sono in corso di realizzazione circa 245 ettari di nuove aree logistiche.

La crescita dei traffici deve però essere accompagnata dall’adeguamento delle infrastrutture. «Per completare i lavori e realizzare gli interventi necessari al porto di Ravenna mancano circa 500 milioni di euro», ha affermato Benevolo. Il nodo finanziario riguarda soprattutto il completamento del Ravenna Port Hub: dei circa 13 chilometri di banchine portuali, 3.200 metri sono stati adeguati e altri 750 sono interessati dai lavori, mentre ne restano circa 9mila da ammodernare.

Al termine degli interventi già finanziati, canaletta e avamporto raggiungeranno una profondità di 14 metri, il tratto fra i moli e San Vitale arriverà a 12,50 metri, mentre il terminal crociere e le banchine comprese fra la penisola Trattaroli e San Vitale avranno fondali a 11,50 metri. L’obiettivo è accogliere navi più grandi e aumentare la competitività dello scalo.

Ai dragaggi è strettamente collegato l’impianto per il trattamento dei materiali di escavo, investimento da 150 milioni la cui conclusione è prevista nel settembre 2026. La struttura consentirà di asciugare e trattare i sedimenti, rendendone possibile il riutilizzo nel riempimento delle cave o in altre attività industriali.

Fondali e banchine rappresentano soltanto una parte del piano. Un capitolo centrale riguarda i collegamenti: nel 2025 il trasporto ferroviario ha rappresentato il 13,7% del traffico marittimo. Per sostenere il rilancio dei container è previsto l’ultimo miglio ferroviario della penisola Trattaroli, finanziato dall’Autorità portuale con 8,5 milioni e con lavori programmati dal 2027. Restano strategici anche il potenziamento della Bologna-Castel Bolognese e della Ravenna-Ferrara verso il Brennero.

Sul versante stradale proseguono gli interventi di Anas sulla Classicana e sulla tangenziale, mentre non sono ancora programmati quelli sulla SS 309 Dir, strada di accesso ai terminal della sinistra Candiano. Tra le opere più attese figura inoltre il secondo attraversamento del Canale Candiano, stimato in 70 milioni: è in corso l’assegnazione dell’incarico per rivedere le alternative progettuali e predisporre il nuovo piano economico-finanziario. L’avvio della nuova Baiona camionabile è previsto, nella stima più prudente, per la primavera 2027.

La trasformazione interessa anche le aree oggi sottoutilizzate. Nell’ex Porto Carni è prevista una piattaforma produttiva dedicata alla cantieristica offshore, sostenuta da un investimento privato di 45 milioni e con 176 nuovi occupati stimati a regime. A Marina di Ravenna sono in programma il recupero della Fabbrica Vecchia, la difesa della sponda davanti al Marchesato, il nuovo Mercato ittico e la rimozione dei relitti. Per il primo relitto la gara è in corso e i lavori, del valore di 9 milioni, dovrebbero iniziare nel 2027.

Un’altra direttrice è quella energetica. Il sistema portuale comprende il rigassificatore, il deposito Gnl di Edison e PIR, il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 di Eni e l’hub eolico e fotovoltaico offshore Agnes. La nuova diga frangiflutti, investimento da 270 milioni, sarà lunga circa 882 metri e dovrebbe essere completata nel 2027.

Entro giugno sono stati inoltre ultimati gli interventi Pnrr, fra i quali il campo fotovoltaico nell’area ex Sarom, dal valore complessivo di oltre 46 milioni, e il cold ironing da 42 milioni, che permetterà alle navi da crociera di spegnere i motori durante la sosta. A questi progetti si aggiungono gli investimenti nella cybersecurity, nei mezzi portuali elettrici e nell’imbarcazione ecologica “Ravenna Futura”.

Oltre 10 milioni sono destinati alla digitalizzazione dello scalo: fibra ottica, rete privata 5G, varchi virtuali, controllo degli accessi, prenotazione degli slot per i camion, Port Community System e gemello digitale del porto.

Prosegue infine lo sviluppo del settore crocieristico. Royal Caribbean sta investendo 40 milioni nella nuova Stazione marittima di Porto Corsini, ai quali si aggiungono 8 milioni dell’Autorità portuale e 9 milioni per il Parco delle Dune. Dopo i 248.015 passeggeri del 2025, la previsione per il 2026 sale a 390mila crocieristi, il 97% dei quali in modalità home port.

Il completamento del Port Hub, il rilancio dei container, il polo agroalimentare e la catena del freddo, le materie prime critiche, il sistema portuale regionale, la nautica e la cantieristica compongono così la prospettiva indicata da Benevolo. Una strategia più ampia del singolo cantiere, ma legata alla possibilità di trovare i 500 milioni necessari per realizzarla.


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