Porti

ravenna 21 dicembre 2013

Dall'estate le draghe sui fondali del Tcr

Intanto la Bei ha stanziato 120 milioni per l'AP. Ma il progettone slitta al 2019-2020

21 dicembre 2013 - ravenna - L’Autorità portuale di Ravenna ha deciso di procedere con un piano straordinario per l’approfondimento dei fondali. In attesa del ‘progettone’ (i cui tempi – come vedremo più avanti – si allungano di un paio d'anni) il presidente Di Marco emetterà un bando per un importo da definire, ma compreso tra i 18 e i 24 milioni di euro, per portare il fondale davanti al Tcr a – 11,50 metri ed eliminare il cosiddetto ‘dente’ che crea una strettoia nel canale, costringendo a sospendere la lavorazione delle portacontainer se deve transitare un’altra nave.

“Non possiamo permetterci di perdere un armatore come Msc – ha detto Di Marco – e quindi lì dobbiamo scavare subito. Tra l’altro Tcr è il terminal che fa più traffico e, quindi, che ci versa più canoni”.

Le draghe dovrebbero entrare in funzione nell’agosto prossimo. Ci sono da asportare 800/900 mila metri cubi di sabbia che verranno stoccati in tre comparti: ex Sarom, nella parte bonificata, area Serena Monghini, esattamente di fronte alla prima, Largo Trattaroli.

Fondi Bei. Ieri il presidente Di Marco ha firmato il contratto con la Bei per un finanziamento di 120 milioni di euro. Per ora saranno resi disponibili 30 milioni, la cifra che si pensa di impegnare subito, non appena verrà approvato il progettone, per il quale il progetto esecutivo da inviare al Cipe sarà pronto in primavera.

Progettone. “Purtroppo siamo in ritardo di uno, forse due anni. I lavori, se tutto andrà bene, non termineranno nel 2018, ma nel 2019 se non nel 2020. Causa le lungaggini ministeriali, ma anche per sei mesi di ritardi che stiamo accumulando qui a Ravenna. Ripeto ancora una volta che l’escavo dei fondali non serve solo ai container, che sono una parte del lavoro portuale, ma anche e soprattutto per le rinfuse che sono il vero core business portuale.

Stiamo predisponendo anche il bando di gara per realizzare l’impianto per il trattamento dei fanghi scavati: avrà una capacità di 200 mila metri cubi annui e sorgerà in un’area urbanisticamente idonea nella pialassa Piomboni. Per quanto riguarda le aree necessarie per realizzare il ‘progettone’ riapriremo un dialogo anche con il comitato che si oppone all’area logistica 3, a Porto Fuori. E’ chiaro che io cerco una soluzione che vada bene a tutti, perché l’esproprio non è piacevole".

Avvertimento. "Il 2014 sarà un anno decisivo e lo dico a Regione, Provincia e Comune, non c’è più tempo da perdere”.



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