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Interviste

ravenna 14 marzo 2020

Rosetti (CONSAR): “Situazione incerta e preoccupante. Contro il Coronavirus serve una regia unica”

14 marzo 2020 - ravenna - Parla Veniero Rosetti, presidente del Consar.Quale impatto stanno avendo sul Consar le misure adottate per contenere la diffusione del coronavirus?“Ci troviamo di fronte a una situazione preoccupante. Prima viene la salute, non c’è dubbio. Però credo che serva una riflessione in più, prima di adottare certi provvedimenti. Questo significa che le misure restrittive per debellare il virus sono indispensabili, ma dobbiamo saper coniugare la salvaguardia della salute delle persone con la tutela del sistema economico. In caso contrario, nel tempo, verranno meno le risorse per garantire sanità e welfare”.

A cosa si riferisce?
“Sono molto preoccupato per la situazione economica. Per ora non registriamo grandi effetti negativi sulla nostra azienda, ma gli autotrasportatori nostri associati che fanno la piccola distribuzione e che quindi trasportavano i pasti nelle scuole, sono fermi ormai da due settimane. Considero la situazione incerta e preoccupante. Non sappiamo quantificare i danni che deriveranno al nostro settore in Italia, né tantomeno in Europa, dove non sono chiari i provvedimenti che certi Paesi stanno adottando per limitare l’accesso degli italiani e, quindi dei nostri mezzi. È allarmante lo stop ai prodotti agroalimentari del made in Italy ai confini italiani, a partire dal Brennero. Ci sono i primi blocchi alle frontiere delle merci provenienti dall’Italia, perché temono il contagio dai nostri autotrasportatori. Il governo deve prendere questo tema in maniera seria e attivare subito un piano di sostegno e controllo della logistica a livello europeo. Serve un intervento per evitare le chiusure delle frontiere per il passaggio delle merci. Sarebbe un problema devastante avere i nostri prodotti fermi ai confini, senza poter entrare nei Paesi confinanti”.

Per quanto tempo potrete reggere questa situazione?
“Adesso faccio fatica a dirlo. Sento dire che questa emergenza potrebbe andare avanti ancora diverse settimane, perché il picco del contagio potrebbe esserci in aprile. È chiaro che se questa è la tempistica, avremo effetti insostenibili. L’economia rischierebbe di paralizzarsi. La crisi colpisce tutti: dai bambini che non possono andare all’asilo o a scuola, alle aziende che non riescono più a lavorare”.

Vi attendete provvedimenti di natura economica per sostenere le imprese?
“Certamente. Ma accanto agli incentivi di varia natura che possono essere messi in campo, vorrei più chiarezza anche sui provvedimenti legati alla tutela della salute. Ci sono provvedimenti poco chiari, che creano solo difficoltà alle imprese pur non risolvendo nulla sul piano della salute. In queste condizioni possiamo resistere un paio di mesi, oltre sarà molto faticoso. Poi, bisogna guardare al domani. L’Italia non cresce da 20 anni. Trasformiamo questa crisi in un’occasione di rilancio. È fondamentale, ad esempio, lo sblocco dei cantieri. È inammissibile che restino fermi oltre 100 miliardi di euro”.

C’è un provvedimento che auspicherebbe più di altri?
“Mi piacerebbe che ci fosse una cabina di regia unica dove concentrare le decisioni. Questo a livello governativo, poi regionale e, infine, comunale. Perché una delle cose che ci mette più in difficoltà sotto l’aspetto personale ed economico, è non avere un riferimento unico. Ascoltiamo opinioni differenti, ci sono sempre troppi interlocutori. E questo crea incertezza”.


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