Interviste

roma 13 dicembre 2019

Ottolenghi (Confindustria): “L'aumento dell'Ires del 3,5% avvilisce le categorie interessate”

13 dicembre 2019 - roma - ll 13 dicembre Guido Ottolenghi, consigliere generale di Confindustria e presidente del gruppo tecnico di logistica trasporti ed economia del mare, ha rilasciato a Il Sole 24 Ore la seguente intervista dal titolo “Sulle concessioni norma discriminatoria e incostituzionale”.
“La decisione di aumentare l'Ires del 3,5% per tre anni solo per alcuni concessionari dello Stato, colpendo il settore della logistica e dei trasporti ha molto avvilito le categorie interessate ed è stata oggetto di dibattito e preoccupazione nel consiglio di Confindustria”. Guido Ottolenghi esprime l'allarme sulla norma introdotta con la manovra: essa costituisce un precedente che apre il varco alla discriminazione fiscale tra settori imprenditoriali.
Quali aspetti vi preoccupano?
“La norma ha subito modifiche e alcune settori che prima erano inclusi, come il comparto elettrico o le tv, sono usciti mentre è rimasta la filiera logistica e trasporti: e cioè autostrade, aeroporti, porti e settore ferroviario, cioè quella parte dell'industria che consente la mobilità e l'export. Il provvedimento presenta tre criticità: la prima è di carattere generale ed è la pericolosità del precedente.
Tutti ricordiamo la Robin Tax introdotta nel 2008 e che è stata dichiarata incostituzionale nel 2015 per il principio che la tassazione generale deve essere uguale per tutti”.
Secondo alcuni la norma contiene anche rischi impliciti.
“È una norma rischiosa perché afferma che le imprese operanti sulla base di una concessione tra quelle elencate pagano una Ires aumentata del 3,5 per cento. Ma le imprese che operano su concessioni demaniali sono molto più numerose di quello che si pensa; esse stesse probabilmente non ne sono completamente coscienti.
Le imprese elettriche sono state escluse da questa norma per le autorizzazioni elettriche. La legge però dice che chi ha un'autorizzazione portuale è tassato. Ci sono molte centrali elettriche che insistono in aree portuali e che hanno una concessione portuale, quindi ricadranno nella norma senza neanche saperlo. Ma ci ricade in astratto anche una fabbrica nella pianura padana che magari ha un capannone su un' ex strada statale che appartiene al demanio”.
Siete d'accordo con le finalità della norma?
“La norma viene proposta al fine di realizzare interventi per migliorare la rete infrastrutturale. Uno dei problemi che Confindustria contesta allo Stato è che da anni ci sono parecchi miliardi - le stime indicano almeno 15 miliardi - destinati a investimenti pubblici. Se proprio il governo ci tiene a realizzare miglioramenti delle opere infrastrutturali cominciasse ad adoperarsi per sbloccare i fondi che ci sono. Ci pare una norma che punisce arbitrariamente un settore, che potrebbe comunque danneggiare aziende il cui reddito è in realtà non particolarmente con le concessioni, e che non realizza la finalità dichiarata e speriamo possa essere oggetto di ulteriore meditazione”.


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