Interviste

ravenna 24 maggio 2019

Licciardi (Anacer): “La salubrità al primo posto”

24 maggio 2019 - ravenna - Intervista al presidente di Anacer, Carlo Licciardi, in occasione dell'Assemblea Nazionale dell'Associazione tenutasi a Ravenna il 24 maggio 2019Quali argomenti saranno affrontati nel corso dell'assemblea?
“Abbiamo scelto come temi della nostra assemblea nazionale – spiega il presidente dei cerealisti, Carlo Licciardi – l’analisi del trend agroalimentare dei consumatori e le nuove tecniche produttive perché vogliamo capire l’evoluzione del mercato e le nuove tendenze commerciali sempre più imperniate su sostenibilità e qualità. A questo proposito, con particolare riferimento a ogm e glifosato, esistono parametri entro i quali sono consentiti, purtroppo spesso anche in contraddizione tra di loro, ed è positivo che la ricerca stia facendo passi avanti nella sperimentazione di prodotti alternativi sostenibili nella lotta alle erbe infestanti. Altro elemento importante è non perdere di vista ciò che accadrà nel lunghissimo periodo: nel 2050 il pianeta sarà popolato da 9 miliardi di persone e dovremo preoccuparci che tutte abbiano il necessario per nutrirsi”.
Queste tendenze quanto influiscono sul mercato?
“Certe tendenze, come l’attenzione agli ogm e agli erbicidi chimici, sono più tipiche dei Paesi evoluti. Spesso si creano due mercati, perché altri Paesi non tengono conto di queste tendenze, sono più razionali nell’approccio con le valutazioni scientifiche, ad esempio sugli ogm. L’Europa non è più un’area particolarmente importante per Paesi produttori di cereali, come le Americhe o il Mar Nero, e rischia di restare isolata e di utilizzare materie prime che tolgono competitività rispetto ad altre aree internazionali. Altro esempio, la difformità nei limiti del glifosato: l’Europa è più restrittiva di tutti e a ciò possiamo aggiungere che l’Italia è ancor più severa su certi parametri sanitari. Da una parte ciò non può che farci piacere, dall’altra crea disparità commerciali dentro l’Ue stessa ed è un tema che dovrà essere affrontato cercando la maggiore uniformità possibile”.
I cerealisti quale ruolo devono giocare nella partita della salubrità?
“Dobbiamo essere in grado di mettere a disposizione più informazioni scientifiche possibili ed essere il più trasparenti possibili su ciò che viene importato, verificando la salubrità dei prodotti. In Italia i controlli sanitari vengono fatti seriamente. In questo modo il consumatore sarà aiutato a superare le diffidenze sui cereali importati. Il cerealista si colloca tra il trasformatore di materia prima in prodotti alimentari e il consumatore, quindi tra aspettative che possono anche essere contrastanti tra di loro”.
Parliamo del mercato. La guerra dei dazi è un grosso fardello.
“Il mercato è condizionato dalla guerra commerciale Usa-Cina, anche se la parte agricola è quella meno coinvolta. C’è quindi una certa volatilità legata all’attesa del superamento della guerra dei dazi. Contemporaneamente registriamo abbondanti scorte legate al rallentamento del ciclo economico e, quindi, a un calo dei consumi”.
Quali previsioni si possono fare per i raccolti?
“C’era preoccupazione in Europa a causa della siccità, poi superata con l’arrivo della pioggia. Quindi ci aspettiamo buoni raccolti. Dobbiamo invece affrontare i problemi degli Usa alle prese con la stagione più piovosa da 130 anni a questa parte. Ci sono enormi difficoltà nella semina, che potrebbero portare alla riduzione dei raccolti di mais e soia, in particolare”.
Questa situazione come si riflette sui prezzi?
“C’è forte volatilità, non capiamo quanti danni potranno venire dalla guerra commerciale e dal maltempo in Usa”.


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