Crociere, Traghetti
Ravenna tra gli scali protagonisti del turismo crocieristico in Adriatico
Le stime di Risposte Turismo indicano un incremento del 57,2% dei passeggeri rispetto al 2025. Continua l'espansione del turismo via mare, con investimenti per oltre 843 milioni entro il 2030
Prosegue il percorso di crescita del turismo via mare in Adriatico, sostenuto dalle buone performance attese nei comparti crocieristico e dei traghetti e dall’aumento complessivo dell’offerta nautica.
È quanto emerge dalla nuova edizione di Adriatic Sea Tourism Report, il rapporto di ricerca di riferimento per il turismo via mare in Adriatico, realizzato da Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza specializzata nella macro-industria turistica e presentato oggi a Venezia da Francesco di Cesare – Presidente di Risposte Turismo, in apertura dell'ottava edizione di Adriatic Sea Forum – Cruise, Ferry, Sail & Yacht.
Anche quest'anno il report analizza flussi, dimensioni, caratteristiche e direttrici dei movimenti turistici via mare nell'area adriatica, con un focus sui comparti delle crociere, dei traghetti e della nautica. L'obiettivo è offrire agli operatori dei sette Paesi che si affacciano sull'Adriatico una fotografia aggiornata del settore e alcuni spunti di riflessione utili a sostenere l'ulteriore sviluppo di un comparto che continua a esprimere importanti potenzialità di crescita.
Cresce la crocieristica in Adriatico: nel 2026 previsti circa 5,7 milioni di passeggeri movimentati (+6% sul 2025), un volume di traffico ancora inferiore al record del 2019.
Secondo le stime contenute nell’Adriatic Sea Tourism Report ed.2026, i 35 porti dell’Adriatico chiuderanno l'anno complessivamente con circa 5,7 milioni di passeggeri movimentati (imbarchi, sbarchi e transiti), in crescita del 6% rispetto al 2025. Le toccate nave raggiungeranno quota 4.000 (+7,7% sul 2025). L'aumento del traffico passeggeri, sostenuto principalmente dalla sponda orientale dell'Adriatico, consentirà al comparto di avvicinarsi ma non di superare i livelli record registrati nel 2019. Nel confronto con le altre macroaree del Mediterraneo, l’Adriatico è l’unica ad aver registrato una flessione del traffico nel periodo 2019-2025 (-8%, a fronte ad esempio di un +35% del West Coastal Med o del +83% dell’Eastern Med), conseguenza del divario tra infrastrutture e regolamenti locali che non permettono ai porti di accogliere le navi più grandi.
Per i ricercatori di Risposte Turismo il 2026 sarà un anno record per numero di navi accolte nei porti dell'Adriatico (4.000 rispetto alle 3.700 del 2016), a conferma di una crescente presenza di unità di dimensioni medio-piccole e di una minore incidenza dell’attività di homeporting nell'area rispetto al passato.
A livello nazionale, l'Italia si confermerà il primo Paese dell'Adriatico per traffico crocieristico, con oltre 2,1 milioni di passeggeri movimentati previsti a fine anno (il 37,3% del totale adriatico) e 1.075 accosti. Seguono la Croazia, con 1,61 milioni di passeggeri attesi, e la Grecia che, per la prima volta, dovrebbe superare il milione di passeggeri movimentati.
L'Albania, pur restando ancora distante dai livelli record raggiunti nel 2017, sarà il Paese che registrerà la crescita più marcata rispetto al 2025, con un incremento del 15,9% dei passeggeri movimentati e del 29,9% delle toccate nave.
Guardando ai singoli scali, Corfù si confermerà per il settimo anno consecutivo al vertice della classifica, raggiungendo per la prima volta la soglia di un milione di passeggeri movimentati (+11,8% sul 2025), grazie a oltre 560 toccate nave (+20,3% sul 2025). Alle sue spalle, Dubrovnik manterrà il secondo posto, con 675 mila passeggeri attesi (+8% sul 2025), seguita da Kotor, che con 615 mila passeggeri (+6% sul 2025) salirà al terzo posto della graduatoria.
Completano le prime cinque posizioni Bari, con 559 mila passeggeri previsti (+1,5% sul 2025), e Venezia che, secondo le stime di Risposte Turismo, registrerà a fine anno una contrazione del 9,3% rispetto al 2025, attestandosi a circa 530 mila passeggeri movimentati.
Tra gli scali che registreranno la crescita più importante si segnalano Bar, dove sono attesi a fine 2026 circa 130 mila passeggeri (+78,5% sul 2025), e Ravenna, che dovrebbe raggiungere quota 390 mila passeggeri (+57,2% sul 2025).
Traghetti: a fine 2026 previsti 20,6 milioni di passeggeri movimentati (+2,1% sul 2025)
Sul comparto dei traghetti, aliscafi e catamarani, le stime di Risposte Turismo indicano per il 2026 una nuova crescita dei volumi di traffico, con 20,6 milioni di passeggeri movimentati (+2,1% rispetto al 2025).
Per quanto riguarda la classifica dei porti, Split manterrà la leadership con oltre 5,2 milioni di passeggeri movimentati (+2,5% sul 2025) davanti a Igoumenitsa con oltre 3,1 milioni (+3% sul 2025), e Zadar, con oltre 2,7 milioni (+1,4% sul 2025).
«Le dinamiche del maritime tourism in Adriatico restituiscono un comparto in salute, sostenuto da rilevanti investimenti sia del pubblico che del privato e da un interesse da parte della domanda turistica che non è mai diminuito», ha commentato Francesco di Cesare - presidente Risposte Turismo. «È sempre utile, a ogni modo, guardare ai risultati raggiunti da altre macroaree, del Mediterraneo e non solo, per comprendere quanto ancora ampio sia il potenziale dell’Adriatico.
Un potenziale che però va letto anche alla luce di altri fattori che possono indirizzarne lo sviluppo, quali ad esempio le volontà e le priorità strategiche di ciascuno dei Paesi dell’area, le caratteristiche infrastrutturali della portualità, le scelte relative all’accoglienza e alla gestione dei flussi turistici.
Di certo uno degli aspetti su cui sarà fondamentale lavorare nei prossimi anni è quello di una migliore gestione delle relazioni tra costa ed entroterra, non solo dal punto di vista dell'accessibilità e della mobilità ma anche da quello di una lettura complessiva in chiave turistica della macroarea, valorizzando al meglio la natura poliedrica delle proprie attrazioni».
Cresce l’offerta di posti barca in Adriatico: nel 2026 mappati oltre 81mila ormeggi (+1,3% sul 2024)
Sul fronte della nautica, infine, Risposte Turismo ha mappato nel 2026 un totale di 347 strutture tra marine e porti turistici. Quasi il 93% delle strutture rilevate si concentra in Italia e Croazia, che si confermano i due principali mercati dell'area con, rispettivamente, 189 e 133 porti turistici.
L'indagine evidenzia, inoltre, la presenza di 81.710 posti barca nell'area adriatica, in crescita dell'1,3% rispetto al 2024. Anche in questo caso Italia e Croazia occupano le prime due posizioni della classifica, con 49.597 e 21.847 ormeggi.
Per quanto riguarda il charter nautico, le indicazioni raccolte presso gli operatori del settore delineano un quadro in miglioramento rispetto agli anni più recenti, all'interno di un mercato che ha progressivamente consolidato la propria struttura. Le prospettive attuali risultano, infatti, più favorevoli rispetto a quelle emerse nel confronto tra 2024 e 2023, quando le aspettative di contrazione prevalevano su quelle di crescita, pur senza raggiungere il livello di ottimismo registrato dieci anni fa (crescita prospettata dall’89% dei rispondenti per il segmento a vela e dal 50% per quello a motore). Tra le diverse componenti della domanda, quella locale si conferma la più dinamica sia nel segmento della vela sia in quello del motore.
«La nautica per l'Adriatico non può che essere un movimento ed un comparto protagonista, – prosegue di Cesare – considerando la dimensione delle linee di costa e le ormai numerosissime soluzioni d'approdo per la domanda. Va però sempre distinta, in ottica turistica, la quota di fruitori stanziali, residenziali, da quella dei transiti. Sono questi ultimi, infatti, a determinare il cosiddetto turismo nautico, a bordo di imbarcazioni con cui si effettuano itinerari di più giorni durante i quali sostare in più porti.
Ed è su questa domanda che bisognerebbe puntare maggiormente, riservando ad essa più posti barca all'interno dei marina, aumentando la quota attuale che è intorno al 20% del totale, pur in uno scenario differenziato che vede ad esempio i porti del lato orientale dedicare maggior offerta a questo tipo di utenza. Bene dunque investire in infrastrutture e servizi per la nautica, ma altrettanto importante è impegnarsi per favorire l'attrazione di domanda di turismo nautico».
Oltre 843 milioni di investimenti in infrastrutture dedicate al turismo via mare programmati nel quadriennio 2027-2030
Adriatic Sea Tourism Report contiene anche quest’anno una mappatura degli investimenti dedicati al turismo via mare in Adriatico. Secondo i ricercatori di Risposte Turismo, nel quadriennio 2027-2030 sono stati programmati sulle due sponde adriatiche oltre 843 milioni di euro in infrastrutture per lo sviluppo della crocieristica e del traffico via traghetto (oltre 573 milioni di euro) e del turismo nautico (270 milioni di euro, di cui 230 milioni destinati alla costruzione di sette nuovi porti turistici e ulteriori 40 milioni di euro per il completamento di progetti di espansione e riqualificazione di porti).
Nel dettaglio, tra i progetti principali della costa italiana si segnalano l’elettrificazione delle banchine dei porti di Trieste e Monfalcone, con il primo scalo che vedrà anche lavori di manutenzione straordinaria del Molo Bersaglieri, e, a Venezia, l’intervento di manutenzione del canale Vittorio Emanuele (per un valore di 32 milioni di euro), gli interventi di dragaggio manutentivo del Canale Malamocco-Marghera (per un investimento complessivo di 85 milioni di euro) e la realizzazione di due nuovi accosti per navi da crociera sul Canale Nord-Sponda Nord a Porto Marghera per un totale di 72 milioni.
«L’esperienza di Venezia e Chioggia dimostra che il turismo dal mare può evolvere da fenomeno da gestire a opportunità da valorizzare, quando viene guidato da una visione fondata sulla sostenibilità, sul rispetto dei territori e sulla qualità delle relazioni che genera.
Negli ultimi anni abbiamo compiuto una scelta chiara: costruire un modello capace di coniugare tutela ambientale, benessere delle comunità e sviluppo economico. Un percorso che ci ha portato a ripensare l’intero sistema portuale, distribuendo i flussi tra più approdi, investendo nell’elettrificazione delle banchine e orientando la domanda verso un turismo di maggiore valore, attento all’identità dei luoghi e alla ricchezza culturale che essi esprimono.
Crediamo che il mare debba continuare a essere uno spazio di incontro e cooperazione: per questo sosteniamo con convinzione i progetti europei e le iniziative transfrontaliere che uniscono le due sponde dell’Adriatico attraverso cultura, innovazione e memoria marittima condivisa.
Da questo Adriatic Sea Forum vogliamo lanciare un messaggio forte: il futuro del turismo dal mare passa attraverso equilibrio, responsabilità e capacità di fare rete. Venezia e Chioggia stanno già percorrendo questa rotta e sono pronte a contribuire alla costruzione di un sistema adriatico sempre più sostenibile, attrattivo e capace di generare valore diffuso per le comunità che lo vivono» ha affermato Matteo Gasparato – Presidente Autorità Portuale del Mare Adriatico Settentrionale.
Tra gli interventi più rilevanti anche la costruzione del nuovo terminal passeggeri di Ancona (7,2 milioni di euro, conclusione dei lavori prevista entro il 2027) e, sempre ad Ancona, il progetto del Molo Clementino (15 milioni di euro).
Scendendo lungo la costa adriatica italiana, i porti pugliesi di Bari, Brindisi e Termoli metteranno in campo oltre 70 milioni di euro complessivi per implementare la qualità dell’accoglienza dei crocieristi (attraverso riqualificazione dei terminal esistenti e, per Brindisi, la costruzione di un nuovo cruise terminal presso la banchina - in costruzione - di Sant’Apollinare) e per gli interventi di elettrificazione delle banchine.
Per quanto riguarda la nautica, infine, sono stati mappati da Risposte Turismo almeno 100 milioni di euro per la realizzazione di nuovi porti turistici in Italia, tra cui quelli di Otranto (70 milioni di euro) e di Bari (30 milioni di euro per la costruzione del nuovo marina al Molo San Cataldo).
Anche la costa balcanica ed ellenica sarà interessata nel quadriennio 2027-2030 da importanti progetti di miglioramento tra cui, a Pola, la realizzazione del nuovo terminal passeggeri previsto entro il 2029 (130 milioni di euro) e della nuova diga foranea (26,8 milioni di euro). Il porto di Split ha stanziato oltre 24 milioni di euro per il terminal di Resnik-Divulje e l'ampliamento del Molo San Pietro, mentre Korcula investirà oltre 16 milioni di euro (tasse escluse) per la costruzione del nuovo porto.
A Dubrovnik il principale progetto sarà Bathovina II (22 milioni di euro) che coinvolgerà il trasferimento del traffico traghetti in un’area esterna al porto, a cui si aggiungono le riparazioni sulla banchina del Molo Petka. Infine, guardando alla Grecia, il porto di Igoumenitsa destinerà circa 6,8 milioni di euro entro il 2027 per l’implementazione del cold ironing.
Per quanto riguarda la nautica, tra i progetti attesi l’apertura dei nuovi porti turistici croati di Šešula (7 milioni di euro stimati da Risposte Turismo) nel 2027 e la prima fase del porto turistico di Verudela (1,1 milioni di euro) nel 2029. In Albania, invece, è attesa l’apertura di due grandi porti turistici di lusso: Vlora Marina (che verrà gestito da D-Marin) del valore di 45 milioni di euro entro il 2027 e Durrës Yachts Marina, la cui prima fase, del valore di 28 milioni stimato da Risposte Turismo, dovrebbe completarsi nel 2028. In Grecia, invece, nel 2029 sarà la volta del grande Lamda Corfu Marina (circa 50 milioni di euro).
Il forum sta proseguendo oggi con gli impatti del cambiamento climatico sulle dinamiche del turismo marittimo nell’area (The Climate Imperative: Shifting Paradigms for Adriatic Maritime Tourism), il ruolo chiave dei traghetti per promuovere l’Adriatico come destinazione integrata (If the Adriatic truly wants to function as a single macro-region, ferries can be its main enabler), l’importanza del turismo nautico nell’area (How significant is nautical tourism demand for Adriatic ports, really?), la presentazione del quarto bando del Programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027 dedicato a potenziare le pratiche di turismo sostenibile e a valorizzare il patrimonio naturale e culturale dell'area adriatica e l’Adriatico come destinazione turistica (Destination Adriatic).
«L’Adriatico è molto più di un mare condiviso: è un’identità comune, un patrimonio collettivo e una straordinaria opportunità di crescita sostenibile. Rafforzando la cooperazione tra i nostri Paesi, in particolare nel turismo nautico, possiamo posizionare l’Adriatico come una macro-destinazione distintiva: ben collegata, attenta all'ambiente, autentica e attrattiva durante tutto l’anno. Il nostro obiettivo comune deve essere quello di promuovere l’Adriatico non solo come un luogo da visitare, ma come una regione capace di offrire qualità, sicurezza, cultura e un'esperienza mediterranea unica» ha dichiarato Simonida Kordic – Ministro del Turismo del Montenegro.
«L’Adriatico è uno dei mari più ricchi di storia, identità e bellezza del Mediterraneo. Il turismo costiero e marittimo non è solo il suo comparto più dinamico – è la leva attraverso cui sette Paesi possono costruire insieme una visione condivisa di sviluppo sostenibile e distribuito. Perché l’Adriatico non ha bisogno di essere promosso: ha bisogno di essere governato. Con visione, con dati, con la capacità di trasformare la sua straordinaria diversità in un sistema coerente di offerta. È questo che rende l’Adriatic Sea Forum un appuntamento essenziale» ha affermato Alessandra Priante – presidente ENIT.
I lavori riprenderanno domani mattina alle 9:00 presso l’Aula Magna Silvio Trentin presso Ca’ Dolfin, sede dell’Università Ca' Foscari di Venezia, con una sessione sui risultati finali del progetto CROSSCONNECT (“Cross-border Coordinated Sea-Land Approach Interconnecting Ports of the Adriatic Sea with Airports and Urban Areas”), per poi affrontare numerosi altri temi: dal divario crescente tra Adriatico e resto del Mediterraneo nel settore crocieristico (In the cruise tourism the Mediterranean moves ahead, while the Adriatic falls behind), al valore economico generato dal turismo marittimo per i Paesi dell’area, tra investimenti, filiere e ricadute sui territori costieri (The value of maritime tourism for Adriatic Countries) fino alle nuove esigenze delle destinazioni marittime in un contesto turistico in continua evoluzione (Cities of Adriatic).
Il programma completo di Adriatic Sea Forum – Cruise Ferry Sail & yacht 2026 è disponibile al seguente link.
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