Porti
Porto di Ravenna, Guberti: «Il suo ruolo va consolidato a livello nazionale»
Il presidente della Camera di commercio guarda alla riforma della portualità italiana e alle opportunità della ZLS: «Unire le forze per migliorare i collegamenti da e verso lo scalo»
«Ravenna e il suo porto sono oggi al centro di una fase di sviluppo che intreccia logistica, energia e infrastrutture e il grande lavoro da parte delle istituzioni e dell'intera comunità portuale mira a portare lo scalo ai vertici nazionali», sottolinea Guberti.
Un obiettivo che, secondo il presidente della Camera di commercio, assume ancora maggiore importanza nella fase attuale. «È indispensabile che il riconoscimento del suo ruolo e della sua importanza si consolidi a livello nazionale, specialmente in un momento come questo, in cui si sta delineando una riforma della portualità che potrebbe cambiare il disegno dell'intero sistema portuale italiano».
Al centro resta il nodo dell'accessibilità dello scalo e delle infrastrutture necessarie a sostenerne la crescita. «Dobbiamo unire le forze – prosegue Guberti – affinché si possano attuare, anche grazie alla ZLS, quegli interventi chiave necessari a migliorare i collegamenti da e verso il porto di Ravenna».
Tra le priorità indicate ci sono la fluidificazione del traffico stradale lungo le direttrici Nord-Sud ed Est-Ovest, l'ammodernamento del collegamento tra Ravenna e Ferrara e l'ampliamento e la messa in sicurezza della SS67 Tosco-Romagnola/Ravegnana.
Guberti richiama anche le criticità della Romea e della Statale 16 Adriatica, entrambe interessate da importanti flussi di traffico pesante e ordinario. «Occorrono interventi rapidi per la messa in sicurezza di queste statali», afferma, ricordando come la richiesta sia condivisa dalle istituzioni, dalle associazioni di categoria e dalla comunità economica e imprenditoriale delle province di Ravenna e Ferrara.
Per il presidente della Camera di commercio, la questione infrastrutturale va inserita in una strategia più ampia. «Trasporti, logistica e infrastrutture entrino a pieno titolo nel cuore di qualsiasi politica di sviluppo». Secondo Guberti, infatti, «la logistica non è un costo, è crescita: ogni milione di euro investito nel settore genera oltre due milioni di euro di produzione aggiuntiva».
In questa prospettiva la Camera di commercio individua tra le priorità il superamento del divario infrastrutturale, lo sviluppo dell'intermodalità e, anche alla luce della crescente operatività della Zona Logistica Semplificata, una maggiore digitalizzazione delle infrastrutture e dei servizi.
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