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Trasporti, Logistica

ravenna 05 aprile 2026

Rapporto Contship-SRM: Ravenna cresce nei corridoi logistici

Il porto è sempre più centrale per le imprese del Nord Italia. Benevolo (presidente AdSP): «È il punto di ingresso in Italia per gran parte delle materie prime utilizzate dall’industria. Ora servono collegamenti viari e ferroviari»

05 aprile 2026 - ravenna - Il porto di Ravenna rafforza il proprio ruolo nei corridoi logistici internazionali e si conferma uno degli scali più utilizzati dalle imprese del Nord Italia. Ma soprattutto diventa sempre più il porto di riferimento del sistema produttivo dell’Emilia-Romagna.

È quanto emerge dallo studio Contship–SRM sui corridoi logistici internazionali, che analizza le scelte di oltre cento imprese manifatturiere di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna tra il 2019 e il 2025.

Non si tratta soltanto di un aumento dei traffici, ma di un cambiamento più profondo: sempre più imprese scelgono Ravenna non in modo occasionale, ma come porto stabile per i propri traffici internazionali. Una trasformazione che riguarda soprattutto il sistema produttivo regionale.

Il porto più utilizzato dalle imprese dell’Emilia-Romagna

Il dato più significativo riguarda proprio il rapporto con il territorio. Dalle tabelle della survey 2025 emerge che Ravenna è il porto più utilizzato dalle imprese dell’Emilia-Romagna sia per l’import sia per l’export, con una distanza molto netta rispetto agli altri scali italiani.
Questo significa che una parte sempre più importante dell’industria regionale – dalla meccanica alla ceramica, dall’agroalimentare alla chimica – utilizza oggi il porto ravennate come principale porta d’accesso ai mercati internazionali. Il dato è particolarmente significativo perché riguarda anche le piccole e medie imprese, cioè la struttura produttiva tipica dell’Emilia-Romagna. Non si tratta quindi soltanto di grandi gruppi industriali, ma di un intero sistema economico che si sta orientando sempre di più verso il porto.

Secondo porto più utilizzato per l’export dopo Genova

Anche sul piano nazionale il risultato è molto forte. Nella survey 2025 Ravenna risulta il secondo porto più utilizzato dalle imprese del campione per le esportazioni via mare, subito dopo Genova.
Il confronto con la media degli anni precedenti rende il dato ancora più significativo: la quota di utilizzo del porto è praticamente raddoppiata rispetto al periodo 2019-2025. In altre parole, negli ultimi due anni si è verificato un vero salto di qualità.
Ravenna si colloca così davanti a porti molto più grandi e storicamente molto più forti nel traffico internazionale, come Venezia e La Spezia.
Un risultato che non dipende soltanto dall’aumento dei traffici, ma dal fatto che sempre più imprese scelgono il porto ravennate in modo stabile e non più occasionale.

Primo porto per l’import delle imprese del campione

Se nei dati sull’export Ravenna è seconda, nei dati sull’import il ruolo diventa ancora più forte.
Nella survey 2025 è infatti il porto più utilizzato dalle imprese del campione, con una quota nettamente superiore rispetto agli altri scali italiani.
Questo dato è particolarmente importante per il sistema produttivo locale, perché l’import riguarda soprattutto materie prime e semilavorati.
Significa quindi che una parte sempre più rilevante dell’industria dell’Emilia-Romagna utilizza Ravenna come porto principale per gli approvvigionamenti.
È un segnale molto forte anche dal punto di vista economico: il porto non è più soltanto una porta d’uscita delle merci, ma uno snodo fondamentale per la competitività delle imprese del territorio.

Il confronto con gli altri porti italiani

Il report mette in evidenza un sistema portuale sempre più differenziato, in cui ogni scalo assume un ruolo specifico. Genova resta il primo porto italiano per traffico complessivo e continua a dominare tra le imprese lombarde e piemontesi.
La Spezia mantiene un ruolo molto forte nel traffico container e nell’intermodalità ferroviaria, mentre Trieste si conferma il porto con la quota più alta di merci trasportate su ferro.
Ravenna, invece, si distingue soprattutto per il rapporto diretto con il sistema produttivo dell’Emilia-Romagna e per la crescita nei traffici di import. In altre parole, mentre i grandi porti tirrenici restano centrali su scala nazionale, Ravenna sta diventando sempre di più lo scalo naturale per le imprese del Nord-Est.

Intermodalità e ferrovia: il vero margine di crescita

Lo studio evidenzia anche un aspetto su cui il porto può ancora crescere molto: l’intermodalità ferroviaria. Il cosiddetto rail-ratio, cioè la quota di merci che viaggia su ferro, resta ancora limitato in gran parte dei porti italiani.
Trieste è in testa con oltre il 50%, seguita da La Spezia, mentre Ravenna e Genova sono ancora molto più indietro. Questo significa che il porto ravennate ha già raggiunto risultati importanti nei traffici, ma può crescere ulteriormente se riuscirà a rafforzare i collegamenti ferroviari e i corridoi logistici verso il Centro-Est Europa.

Un porto sempre più strategico per il territorio

Nel complesso, gli studi Contship-SRM raccontano una realtà molto diversa rispetto a quella di pochi anni fa. Ravenna non è più uno scalo secondario nel sistema logistico italiano, ma uno dei porti più utilizzati dalle imprese del Nord-Est e il punto di riferimento principale per il sistema produttivo dell’Emilia-Romagna.

La crescita nelle esportazioni, il primato nell’import e il rapporto sempre più stretto con le imprese del territorio indicano che il porto sta diventando una delle infrastrutture economiche più importanti della regione, con un ruolo destinato a rafforzarsi ulteriormente nei prossimi anni.

Per Francesco Benevolo (presidente dell'AdSP) «i dati elaborati nel rapporto Contship-SRM confermano la rilevanza del porto di Ravenna come hub principale del corridoio logistico che supporta le produzioni del Made in Italy. È sempre più importante, dunque, sostenere gli investimenti infrastrutturali per collegare il porto alle direttrici di traffico nazionale ed internazionale, affinché attraverso una adeguata rete stradale e ferroviaria si possa favorire uno sviluppo dello scalo continuo e sostenibile».

«Non si tratta solo di un ruolo legato ai volumi, ma soprattutto alla funzione strategica che lo scalo svolge nella catena di approvvigionamento dell’industria manifatturiera nazionale.
Il porto di Ravenna, infatti, è il punto di ingresso in Italia per gran parte delle materie prime utilizzate dall’industria: dalle rinfuse ai prodotti siderurgici e alle materie prime per l’edilizia, fino ai materiali destinati alla produzione del cemento.

Proprio la presenza di grandi realtà industriali sul territorio dimostra quanto il porto sia strettamente connesso al sistema produttivo. Ravenna non è soltanto uno scalo commerciale, ma un’infrastruttura logistica che alimenta direttamente le imprese e sostiene la competitività del Made in Italy, garantendo continuità negli approvvigionamenti e stabilità nelle filiere.

In questa prospettiva, i dati del rapporto Contship–SRM rafforzano la linea strategica di sostenere con decisione gli investimenti infrastrutturali, in particolare quelli legati ai collegamenti ferroviari e stradali. Il potenziamento della rete di accesso allo scalo rappresenta infatti una condizione indispensabile per consolidare il ruolo di Ravenna nei corridoi logistici nazionali e internazionali e per permettere al porto di accompagnare la crescita dell’industria italiana nei prossimi anni».

PORTO DI RAVENNA MARZO APRILE 2026


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