Logistica
roma
10 settembre 2026
Manovra ferroviaria nei porti, interrogazione al Governo: «A rischio anche le risorse 2026»
La deputata Ouidad Bakkali, con Barbagallo, Casu e Ghio, chiede l’adozione del decreto necessario a rendere operativi i contributi alle Autorità portuali. La misura può arrivare a 500mila euro l’anno per ciascuna AdSP fino al 2030
10 settembre 2026 - roma - Il ritardo nell’attuazione dei contributi per i servizi di manovra ferroviaria nei porti arriva alla Camera. La deputata ravennate del Pd Ouidad Bakkali, insieme ad Anthony Emanuele Barbagallo, Andrea Casu e Valentina Ghio, ha presentato un’interrogazione ai ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Economia e delle Finanze chiedendo di rendere operativa una misura prevista dalla legge di Bilancio 2025 e successivamente prorogata fino al 2030.
La norma consente a ciascuna Autorità di sistema portuale, nell’ambito delle risorse disponibili, di assegnare contributi agli operatori dei servizi di manovra ferroviaria al servizio delle aree portuali, sulla base degli obiettivi di traffico definiti dalla stessa Autorità. Almeno il 50% del contributo deve essere trasferito ai clienti che hanno usufruito dei servizi agevolati.
Nel 2026 la misura è stata estesa fino al 31 dicembre 2030, prevedendo la possibilità per ogni AdSP di assegnare contributi fino a 500mila euro per ciascun anno dal 2026 al 2030. Per diventare effettivamente operativa, tuttavia, è necessario il decreto del ministro delle Infrastrutture, di concerto con il ministro dell’Economia, che avrebbe dovuto stabilire criteri e modalità di assegnazione. Un provvedimento che, si legge nell’interrogazione, è ancora «particolarmente atteso dagli operatori».
Bakkali e gli altri firmatari inseriscono il ritardo in una fase difficile per il trasporto ferroviario merci, aggravata dai cantieri Pnrr sulla rete, con riduzioni di capacità, deviazioni, maggiori tempi di percorrenza e costi operativi. Secondo i dati riportati nell’atto parlamentare, i volumi sono passati da 53,82 milioni di treni-chilometro nel 2021 a 49,37 milioni nel 2025, oltre l’8% in meno. Nel primo semestre 2026 si registra un’ulteriore contrazione dell’8% su base annua.
Il ritardo, sottolineano i deputati, ha già impedito l’utilizzo della misura nel 2025 e rischia ora di compromettere anche le risorse del 2026. Da qui la richiesta al Governo di spiegare le ragioni della mancata adozione del decreto e di indicare quali iniziative urgenti intenda assumere per renderlo operativo ed evitare la perdita delle risorse disponibili.
© copyright Porto Ravenna News
La norma consente a ciascuna Autorità di sistema portuale, nell’ambito delle risorse disponibili, di assegnare contributi agli operatori dei servizi di manovra ferroviaria al servizio delle aree portuali, sulla base degli obiettivi di traffico definiti dalla stessa Autorità. Almeno il 50% del contributo deve essere trasferito ai clienti che hanno usufruito dei servizi agevolati.
Nel 2026 la misura è stata estesa fino al 31 dicembre 2030, prevedendo la possibilità per ogni AdSP di assegnare contributi fino a 500mila euro per ciascun anno dal 2026 al 2030. Per diventare effettivamente operativa, tuttavia, è necessario il decreto del ministro delle Infrastrutture, di concerto con il ministro dell’Economia, che avrebbe dovuto stabilire criteri e modalità di assegnazione. Un provvedimento che, si legge nell’interrogazione, è ancora «particolarmente atteso dagli operatori».
Bakkali e gli altri firmatari inseriscono il ritardo in una fase difficile per il trasporto ferroviario merci, aggravata dai cantieri Pnrr sulla rete, con riduzioni di capacità, deviazioni, maggiori tempi di percorrenza e costi operativi. Secondo i dati riportati nell’atto parlamentare, i volumi sono passati da 53,82 milioni di treni-chilometro nel 2021 a 49,37 milioni nel 2025, oltre l’8% in meno. Nel primo semestre 2026 si registra un’ulteriore contrazione dell’8% su base annua.
Il ritardo, sottolineano i deputati, ha già impedito l’utilizzo della misura nel 2025 e rischia ora di compromettere anche le risorse del 2026. Da qui la richiesta al Governo di spiegare le ragioni della mancata adozione del decreto e di indicare quali iniziative urgenti intenda assumere per renderlo operativo ed evitare la perdita delle risorse disponibili.
© copyright Porto Ravenna News
Altro da:
Logistica
Porto, Guberti sul piano ferroviario: «Fine lavori nel 2030, rispettare i tempi»
Il progetto prevede il passaggio da cinque a dodici binari in sinistra Candiano e ...
Sapir investe 25,4 milioni: l’intelligenza artificiale entra nel terminal di Ravenna
Il progetto SINAPSI svilupperà un gemello digitale per ottimizzare i flussi di auto ...










































